L’intervista: Monty Ioane “Mio zio Digby segue ogni partita della Benetton”

Abbiamo intervistato il forte trequarti di Treviso, nipote dell’ex Wallabie, che guarda con fiducia al futuro biancoverde.

Il suo arrivo a Monigo si è notato, perché in campo sa fare la differenza. Monty Ioane, 23 anni, trequarti australiano di origini samoane ha dato una svolta alla stagione dei biancoverdi, con il suo arrivo a fine novembre che ha coinciso poco dopo con la serie di vittorie consecutive della formazione di Kieran Crowley. Ma poco si sa (e spesso quel che si sa è sbagliato) di Monty come uomo. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per conoscerlo meglio.

Ciao Monty, cerchiamo di conoscerci meglio. Raccontaci di te, delle tue origini e del tuo inizio nel mondo ovale, ok?

Allora, che posso dire? Sono nato in Australia, a Melbourne, da una famiglia di origine samoana, ma ho passaporto australiano. Sono cresciuto a Melbourne dove ho iniziato a giocare a rugby fino ai 16 anni. A quell’età ho avuto una borsa di studio e mi sono trasferito all’accademia dei Queensland Red di Brisbane dove, diciamo, ho iniziato a giocare sul serio.

Tu sei nipote di Digby Ioane, grandissimo ex Wallabie. Vi sentite spesso? Ti dà consigli, o no?

Certo, lo sento spessissimo. Io sono stato con lui allo Stade Français quando venne a giocare in Francia e mi chiama spesso. Anzi, mi chiama dopo ogni partita, perché lui vede tutti i match della Benetton. E al telefono mi dà le sue impressioni, mi dà consigli e mi fa notare soprattutto dove ho sbagliato.

Usciamo dal campo. Tu giochi a rugby per lavoro, ma nel tempo libero cosa ti piace fare?

Amo tantissimo la musica e quando posso mi metto a suonare la chitarra. Quando non mi alleno? Beh, diciamo che mi piace mangiare (ride, ndr.) e giocare alla playstation.

Monty, sei arrivato qui da poco, a fine novembre. Come sono stati questi primi mesi in Italia?

E’ stata dura all’inizio per aver dovuto lasciare la mia famiglia in Australia, soprattutto perché ho due bambine piccole. Ora, però, mi piace e mi sto divertendo, anche se non vedo l’ora che la mia famiglia finalmente mi raggiunga qui. Turismo? Ho avuto ancora poco tempo, lo confesso, e per ora ho potuto vedere solo Venezia, poi sono stato da poco a Milano, ma non ho avuto modo di visitarla. Prometto di farmi perdonare, perché mi hanno detto che è assolutamente da vedere.

In questi primi mesi in Italia che idea ti sei fatto del nostro rugby e quali sono gli obiettivi che ti sei dato con la Benetton?

Da quello che posso vedere il rugby italiano sta crescendo e sta crescendo molto anche la squadra, con giocatori forti che stanno migliorando settimana dopo settimana. Si vede anche dalla stagione, con buone vittorie che dimostrano il lavoro fatto. Il mio obiettivo è giocare e fare il possibile per far raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati nei prossimi due anni.

2 commenti su “L’intervista: Monty Ioane “Mio zio Digby segue ogni partita della Benetton”

  1. Carissimo Duccio Fumero, come stai? Spero bene. Mi permetto di darti del tu perché, a livello digitale già ci conosciamo. Grazie per averci presentato l’intervista ad un dei nuovi volti di questo bel Benetton Treviso. Per ringraziarti ti passo un’idea, in fondo si dice che donare idee sia il miglior modo per essere al contempo egoisti ed altruisti; visto che il buon Monty vorrebbe visitare meglio Milano, perché non sfruttare l’occasione per organizzare un incontro evento in un qualche locale milanese? Uno a caso, non so. Sarebbe una bella occasione per portare qualche giocatore della Marca vicino ai tifosi meneghini.
    Grazie per l’attenzione, continua così, hai messo in piedi un gran bel sito.
    buona giornata

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