6 Nazioni: Francia-Italia, cioè 169 a 29

Imbarazzante il divario in campo tra le nazionali francesi e quelle italiane nel Torneo. Un problema che nasce nel 2012.

169 punti subiti, 29 fatti. Di cosa stiamo parlando? Del computo della sfida del terzo turno del NatWest 6 Nazioni tra Francia e Italia, considerando i risultati della nazionale maggiore, di quella femminile e dell’Under 20. 34-17, 57-0 e 78-12 i risultati in campo che fanno, appunto 169 punti subiti e 29 fatti.

169 punti subiti e 29 fatti, mentre la vulgata ufficiale (e di chi pedissequamente scrive e dice ciò che il suggeritore sussurra) ci racconta di un’Italia maggiore che sta migliorando, di un’annata d’oro per l’Under 20 e di un movimento femminile in gran crescita in Italia. Questo emerge dalle interviste e dai comunicati federali e questo gran parte della stampa riporta acriticamente, perché non si deve rompere l’incantesimo del ‘volemose bene’ ovale.

L’Italdonne nel 2015 sapeva chiudere al terzo posto il Torneo, ma poi il disinteresse federale verso lo sport rosa ha portato a continue debacle e le azzurre si sono ritrovate da quasi regine a nuovamente cenerentole ovali. L’Under 20 vive di fiammate di giornata, ma da anni fatica a produrre una squadra convincente che sappia giocare alla pari con le migliori nazionali europee. La nazionale maggiore, dopo 10 anni di Accademie, si affida agli stessi 17/18 elementi nonostante la sbandierata coperta che si è allungata. I limiti tecnici e fisici sono gli stessi da anni e oggi non c’è più la generazione d’oro (i Bergamasco, i Castrogiovanni, i Masi e i Parisse) a nascondere l’evidenza dei fatti.

Chi resiste, invece, sono i dirigenti come Franco Ascione, inamovibile nonostante il fallimento tecnico del rugby italiano, così come i tecnici federali che rimbalzano da un incarico all’altro, da una nazionale juniores all’altra, da un’Accademia all’altra, ma continuando a portare avanti la mediocrità tecnica che si perpetua anno dopo anno. Il tutto, mentre si cambia rotta ogni anno, si aumentano e si dimezzano le Accademie senza una strategia alle spalle, ma sull’onda economica del momento, inseguendo programmi altrui sperando di trovare una quadra che appare sempre più lontana.

Dall’altra parte, invece, vediamo una Scozia che pochi anni fa era ridotta al livello dell’Italia e che oggi batte di carattere e qualità l’armata inglese. Vediamo le altre nazionali correre, mentre noi se va bene camminiamo, ma molto più probabilmente stiamo zoppicando. Lo ha detto Parisse l’altro giorno, parlando di Brunel, “l’exploit del 2013 è figlio di Mallett”, cioè è figlio dell’Italia pre 2012. Dal 2012 a oggi, invece, i flop si sono moltiplicati, i fallimenti sono sotto gli occhi di tutti e neppure un ottimo tecnico come Conor O’Shea sembra in grado di fare i miracoli. Dal 2012. Serve aggiungere altro o è chiaro dove stia il problema?

37 commenti su “6 Nazioni: Francia-Italia, cioè 169 a 29

  1. Condivido l’anali di Duccio.
    Tutto quello che si potrebbe aggiungere servirebbe solo a rincarare la dose……
    Che dispiacere…..e come se si avesse la conoscenza per poter costruire un motore da F1, ma ci si intestardisce a voler produrre solo motori per utilitarie….

  2. Io mi voglio concentrare sul discorso della coperta piu’ lunga.

    Da inizi stagione il ritornell ad ogni prova buona di Zebre e Treviso e’ stata: sta aunetando la profondita’, i frutti di Accademie e CL sono chiari e lampanti perche’ c’e’ piu’ scelta in ogni ryuole, “abbiamo” prime linee e terza linee in abbondanza di altissimo livello.
    Poi arriva il 6N, arrivano le scoppole, e molti di quelli che queste cose le hanno scritte in abbondanza tutto d’un colpa dicono che i giocatori son quello che sono, il materiale e’ quello che e’, che l’ITalia non e’ al livello degli avversari fisicamente e tecnicamente ecc ecc. Il bello e’ che se qualcuno durante la stagione di cL provva a dire che forse si sta esagerando che non e’ tutto oro quel che luccica viene deriso.

    PS: Lo ha detto Parisse l’altro giorno, parlando di Brunel, “l’exploit del 2013 è figlio di Mallett”…toh ma chi l’avrebbe mai detto!!!!

    1. giusto, ma nel 2013 lo stesso diceva che con brunel, al contrario che con mallet, l’italia stava finalmente crescendo in globale e che era merito di brunel che aveva preso una squadra monodimensionale e la stava trasformando in una squadra vera…

      1. Se gli si e’ creduto nel 2013 allora gli si deve credere oggi, se non gli si e’ creduto nel 2013 allora nong li si creda oggi..se gli si e’ creduto nel 2013 e si decide di non credergli oggi si puo’ fare ma con buona pace della coerenza

        1. verissimo, infatti non discuto quello che dici, la mia critica era sul cambio di atteggiamento verso la persona e sulle cose dette, allora ci credetti, visti i risultati è un po’ che penso che troppi pensino a pararsi le terga, visto che il letame si spala a babbo morto.
          kirwan era un talent scout, ma non questo volpone come ct (ma con kirwan che talenti, avesse continuato, altro che mallet), mallet era monodimensionale (ma i risultati migliori li abbiamo avuti per il suo lavoro), brunel è un beota, adesso aspettiamo di sapere cosa ha regalato a COS, che a fine mandato sarà un perdente fallito, i cretini sono sempre i ct (io le mie personali, e ignoranti, critiche le ho fatte a tutti, ma ho cercato di essere coerente dal primo all’ultimo giorno cercando di capire il perchè di alcune scelte su cui non ero d’accordo, mai seppellito o incensato nessuno), mai chi non riesce, o non può, seguire i loro programmi, anzi, fino a quando sono in carica sono dei genii incompresi; non va bene per niente

          1. giano sai benissimo come la vedo, la cosa del 2013 l’ho scritta come PArisse per anni, con l’aggiutna che bisognava tarare chi si era battuto (l’irlanda di Kidney ormai separato in casa con tutti gli infortuni ad esempio). Ho sempre detto che la difesa di quel 6N era quella di MAllet, cosa tra le altre cose ammessa a suo tempo da Zanni stesso che nel tour di giugno che segui’ quel 6N disse tranquillamente “proveremo a fare cose nuove in difesa”, dopo quel tour poi in difesa vennero i fantastici triangoli di dinamicita’ (parole di brunel non mie)…

  3. Il fallimento del progetto Celtic così com’era nato: rientro degli espatriati, franchigie, liste e stipendi al 50% federali, minutaggio per i giovani e a risparmio per i nazionali. La fine del Treviso Munariano e degli Aironi. Quel che è venuto dopo ha dell’incredibile: uno sperpero di danaro pazzesco per squadre senza capo né coda e per la moltiplicazione di accademie senza senso, c’era pure in vista la Federazione palazzinara. Questo è quanto, Brunel e lo smantellamento dello staff di Mallett è un cadeau personale di Dondi, di cui gli ero, sono e sarò eternamente grato. Almeno quanto di aver espropriato Moletolo e azzerato quel che restava del rugby a Parma. Gavazzi, è la dimostrazione che al peggio non c’è mai fine ed era prevedibile (l’ho sempre scritto oltre che pensato, fin dalla scelta sciagurata dell’anziano caro leader) che con l’erede finissimo inevitabilmente per dilapidare in breve tempo gli unici successi indiscutibili di Dondi: una cassa strapiena anche in prospettiva e un prestigio federale superiore al nostro reale valore in termini sportivi e di risorse economiche proprie.

  4. quello che più mi fa incaxxare è il continuo “aspettate e vedrete!”, a parte che parisse sotto brunel non l’ho mai sentito dire che c’era una critticità, ma “aspettate e vedrete!”, i vertici fed stanno lavorando da quasi vent’anni perdendo continuamente terreno al grido “aspettate e vedrete!”, io della partita ho detto ieril’altro, non sono convinto che la differenza tecnica dei singoli, rispetto agli avversari, sia così diversa rispetto alla squadra che duccio citava, anzi rispetto a quella di mallet/brunel forse abbiamo degli interpreti migliori, quello che sembra mancare è un sistema che dia ai ragazzi la capacità di adattarsi al livello. i nostri U21 sono quelli che fino a 3 settimane fa dovevano fare la storia del rugby italico mescolandosi a senatori e qualxhe U24 di talento già in squadre celtiche, invece mischia che è 4/5 anni che non ci capisce più niente (chiaro anche che un pilone di 22 anni ha grossi margini di crescita davanti), terze in cui i fenomeni diventano improvvisamente normali e non sanno fare un placcaggio ignorante che sia uno, mediani che ad ogni uscita peggiorano, aperture che ne fanno 1 buona e 3 sbagliate che sembrano fenomeni ad essere normali, centri che un’azione fanno danni e per i 10min seguenti pare che giochino in serie C, ali che certe partite paiono strabordanti ed altre che sono con la lingua fuori ad inseguire gli avversari e non prendono un metro, gli estremi gli unici che ci fanno sempre sobbalzare…. non sono i singoli il problema, ma un sistema che non sa gestirli.
    la scozia non ci ha messo 10 anni ad arrivare al top, ce ne ha messi 3/4, bucando anche prestazioni, e comunque era un osso duro per tutti anche al suo minimo, tanto quanto l’attuale derelitta francia.
    “aspettate e vedrete!” può valere per stabilizzarsi ad un certo livello o per consolidare dei segnali già presenti, sul vuoto spinto non ha nessun’altra valenza della scusa.
    COS e la fed stanno lavorando seriamente, bene, ci dicano quali sono i vari obbiettivi e se non li raggiungono nei tempi prefissati abbiano il coraggio di ammetterlo e di sbattere i pugni sul tavolo indicando le colpe, altrimenti aria fritta e basta.
    così non andiamo da nessuna parte, aspettate e vedrete!

  5. Oh si torna sulla damnatio memoriae di Mallett che non ci faceva fare quel gioco arioso e spumeggiante che è nel nostro DNA latino.
    Facezie a parte, si sono ventilate, negli anni, varie “rivoluzioni” che non hanno fatto altro che aumentare il gap tra noi e gli altri, molto semplice. E il gap continua ad allargarsi. Staremo a vedere se COS e la trimurti tutta s’impunteranno ed esigeranno cambiamenti di sostanza. Quando vedo, credo.

  6. Io credo che sia innegabile che la coperta si stia allungando (non dimentichiamo quanti indisponibili ci sono attualmente e quasi tutti di qualità superiore a quelli che ora stanno giocando), la verità è che la nostra coperta non è di cashmere; ed è altrettanto innegabile che in alcuni ruoli (seconda linea per esempio) è cortissima e per molti aspetti inadeguata.

    1. Se i ricambi non sono all’altezza degli assenti allora la coperta non si e’ allungata per nulla…mettere uno meno forte del titolare succedeva gia’ 20, 30, 40 anni fa…la coperta si allunga se la qualita’ delle alternative e’ maggiore non perche’ si puo’ mettere uno se c’e’ un altro infortunato.

    2. ma che sia di seta o di panno, come dice duccio, se allunghi la coperta devi avere ben più di 2 scelte a ruolo, di cui la prima un gradino sopra, altrimenti siamo sempre lì, kirwan, mallet e il primo brunel avevano un gruppo di una trentina di opzioni, di cui una decina di assoluti, una decina di giocatori ed una decina di operai, cercavi di usare, girando in maniera allucinante , i primi 20, perchè erano in grado di competere con gli altri, gli altri 10 a coprire i buchi con tanta buona volontà, ad oggi, la prima è quella (aspettiamo gli U20 e zanusso, se vuoi, ma per il ruolo prima di 3/4 anni i ragazzi non possono essere dominanti), seconda terze adattate, biagi, seconde leggere ruzza, finite (fuser, sisi, furno, l’ormai mitico cedaro, e tutti gli U21 non se li caxa nessuno, perchè?), terza siamo dei fenomeni, ma ci riduciamo a parisse, mbandà (buon giocatore, ma mi aspetto di più), negri (e per fortuna), giammarioli (che deve mangiare tanta polenta), licata (rotto da un mese, ma inamovibile peggio di masi) e l’oggetto misteryoso steyn, polledri, barbini, tanto per dirne due, neanche considerati, o poco più, mediani sono 3+1 e quando giocano più di una partita si imballano, aperture sono 3, mai avute tante, ma a fasi o gioca uno o l’altro e il terzo dietro la lavagna, centri morisi e campagnaro un metro sopra ai box e poi esistono solo boni e castello, alternative =0, a treviso e a parma giocano con delle sagome, ali non pervenute come ruolo specifico, l’unico ruolo dove ne possiamo prestarne è l’estremo (dopo che ci hanno ammazzato masi, altrimenti sarebbe ancora titolare fisso).
      inutile che parliamo di coperta se fuori, per es o giochi con il piano A allan/canna/mck (a seconda della luna)-morisi-campagnaro-sarto/bellini/esposito (anche qui a fasi lunari), minozzi/hayward/padovani (a questi invece fanno l’oroscopo), o piano B, ovvero castello-boni ai centri e chi non è rotto (congiunzioni planetarie permettendo) degli altri, al max reciclo benvenuti, ma guai mescolare gli “alternativi” (es minozzi ed hayward) e provare qualcuno (che non si riveli un fenomeno) al di fuori di questi 14 per 6 posti, ma guai a spostarli dal loro spot indicato dalla luce…
      non ci siamo, stiamo sparlando

  7. Si sta avverando quello che avevo previsto ad inizio mandato O Shea, dopo il coglione di Brunel, è arrivato l incompetente irlandese…sempre a buttare melma su seri professionisti. Con quest ultimo a fare il lavoro dei dirigenti federali, mentre i veri dirigenti fanno le tarantelle ai ristoranti…video visto su Facebook che mi ha fatto più pena che altro…

    1. Tralasciando alcuni commenti letti in giro su COS, bisogna pero’ attiburie le giuste responsabilita’.

      Se la squadra ha un sistema difensivo che fa acqua da tutte le aprti, questa non e’ colpa di gavazzi o altri dirigenti, e cercare in qualche maniera di attribuire loro responsabilita’ tattiche e’ sbagliato tanto quanto cercare di attribuire ad un allenatore le responsabilita’ dei problemi del rugby italiano come sistema!

      Se nel novembre 2016 si era trovata una quadra difensiva, e quella oggi manca del ttutto, la responsabilita’ non puo’ essere che dello staff tecnico, come giustamente si era preso i meiriti in quella finestra internazionale.

      Se si aprla di responsabilita’ dirigenziali in certi ambiti, si deve parlare di responsabilita’ tecniche in altri.

      Si torna poi al punto dell’altro giorno sulle aprole di Cuttitta: si sta caricando il signolo di troppi compiti e responsabilita’? DoR e CT e’ forse troppo, e magari bisognerebbe decidere di “alleggerirne” l’incarico, incanalandolo in un verso e dando piu’ spazio a qualcunaltro in caso come CT che riporti al DoR? Non lo so, e’ un’idea, uno spunto di riflessione se si preferisce, non sto criticando ne COS, ne Catt o altro dello staff, ma pongo una questione.

      1. Il discorso del sistema difensivo prima o poi sarebbe venuto a galla, dopo che hai preso a gettone Venter, per la cronaca sabato era a vedere i London irish, per cui con l Italia penso abbia proprio chiuso…si è deciso si affidarsi a Goosen, risorsa casalinga o scelta dettata f risparmio, questo è difficile dirlo. Come allenatore a Treviso non ha fatto impazzire, ma avrà tempo per rifarsi, certo è che se affronti il 6N è difficile affidarsi ad esperimenti…cmq il lavoro di O Shea è molto difficile, sicuramente ne era consapevole, ma è vero anche se si grida al miracolo sulle riforme che ha fatto O Shea in questo periodo, roba che negli altri paesi passerebbero inosservati…c’è una carenza federale grande come una casa e tutti aspettano che sia lui a metterci la faccia

        1. “c’è una carenza federale grande come una casa e tutti aspettano che sia lui a metterci la faccia”

          le carenze federali sono sotto gli occhi di tutti, pero’ un attimo sul “metterci la faccia”: ha firmato per fare il DoR. nessuno gli ha puntato una pistola alle testa e non gleil’ha ordinato il dottore, e’ il suo lavoro, onori ed oneri. Certo non si puo’ valutare solo sui risultati e sono d’accordo con uli quando aprla di valutazione delle rpestazioni, ma che alla fine il suo lavoro implichi il doversi prendere le responsabilita’ e’ cosi’. Se poi non puo’ fare alcune riforme perche’ chi gli sta sopra non glielo permette sta a lui decidere se acettare una situazione cosi’ meno.

          Per fare un esempio estremo: a Belfast era il lavoro di Les Kiss da DoR metterci la faccia e di certo non poteva aspettarsi di trovarsi senza l’apertura titolare per un processo per stupro…ma alla fine giustamente le responsabilita’ sul gioco ed i risultati erano suoi.

          1. Il problema forse sono le aspettative, tutti pensano che possa fare il DoR così come si può fare in club privato??? Nelle altre federazioni quante figure così esistono? Penso alla Wru e all’ ingerenza di Gatland nelle ultime scelte federali, ma di più non mi viene…in Italia dove i “grandi” elettori possono fare il bello e cattivo tempo, quanta libertà d azione potrà mai avere O Shea? Aspettiamo e vedremo

          2. Esistono invece, con nome diverso ma ruolo bene o male quello…chi magari fa piu’ una cosa di un’altra, di certo non fanno direttori dell’alto livello e cT allo stesso tempo pero’!
            David Nucifora alla IRFU, MElville alla RFU, Scott Johnson alla RFU giusto per rimanere al 6N…

    2. personalmente non discuto le capacità di COS e neanche il suo progetto, discuto quello che ci rifila ogni volta che fa delle dichiarazioni.
      facciamo X, abbiamo Y e vogliamo Z, e ogni partita vedi risultato W che poco o nulla ha a che fare con X,Y,e Z, e dopo trovi un pertugio e giustifichi tornando in loop al discorso iniziale, esplicita le incognite e spiega cosa è andato male e sei più credibile, programmaticamente non tecnicamente, fino a quando facciamo finta che non succeda niente o lo sapevi e mi stai prendendo per i fondelli o non ci stai capendo niente e mi prendi per i fondelli (non prendo neanche in considerazione che mi stai solo prendendo per i fondelli sperando nell’allineamento dei pianeti per ottenere risultati perchè non fai realmente quello che dici)

    3. ah, io sono conscio di non essere il genio della lampada del rugby italico, accetto di poter dire le mie sciocchezze e mi piace confrontarmi con chi è in grado di smontare le mie, personalissime, tesi, ma ormai nei social passano dei commenti a cui bisogna sforzarsi a non rispondere dandogli, non meno, che degli incompetenti, giusto per non offendere, non prenderei fb come metro del sentire del movimento italiano

  8. Mallett è stato proprio quello che ha fatto partire la scellerata scelta Celtica , per mettere al sicuro il suo posto dopo la sconfitta con i Pacific Islanders …
    è anche quello che si fece ridere dietro da tutto il mondo schierando Bergamauro a 9 ..

  9. In effetti ha ragione @Gian quando scrive che é monco l’obbiettivo di lavorare per un generico futuro.
    O’Shea lo scorso anno ha ripetuto più volte che il suo obbiettivo, nel quadriennio, era quello di portare l’Italia al miglior risultato di sempre nel 6 Nazioni.
    Magari, per lui e nel suo intimo, é sempre lo stesso ma fa specie che non lo dica più.
    Siamo una pletora di pochi e inutili appassionati e forse non abbiamo diritto di farci i cazzi di O’Shea e di F.i.r. ma a ben pensare, per fare un solo esempio, Malagóha espresso a chiare lettere e numeri quali erano i traguardi minimi da raggiungere alle olimpiadi di Sochi. Oggi sappiamo che l’Italia li ha raggiunti e possiamo giudicare il lavoro di Roda e dei tecnici che ha scelto.
    Non indicare un obbiettivo e il termine in cui raggiungerlo é semplicemente un escamotage per non farsi giudicare.
    O’Shea, ti prego, dicci che non hai cambiato idea. Ci fa bene alla salute (mentale).

  10. Se avessimo i ricambi alla stessa altezza dei “titolari” saremmo in presenza di due situazioni: o il livello delle prime scelte è scarso o il livello medio del rugby italiano è così elevato da poterlo paragonare a quello degli altri perché produce quantità e qualità.
    Sapete tutti qual’è la risposta.
    Una prima scelta è tale perché in grado di dare qualcosa in più altrimenti non sarebbe tale.
    Questo non significa che la coperta è corta.
    Io credo che la coperta si sia allungata, ora bisogna migliorare la qualità di questa coperta attraverso i miglioramenti individuali e collettivi.
    Ricordo che qualche anno fa se a Canale gli veniva un raffreddore non sapevamo con chi sostituirlo, è stato ricordato che Mallett arrivò a schierare Mauro Bergamasco a 9, e non perché fosse un pazzo, quando Sergio Parisse si ruppe il ginocchio dovemmo far scalare Zanni ad 8 e non perché avevamo un 6 bis di livello, prendemmo un giocatore australiano dal rugby a 13 e schierarlo a 10, e cosi via. Non eravamo in grado di esprimere giocatori che potessero scendere in campo a quei livelli quando le prime scelte avevano problemi.
    E’ vero, le dichiarazioni rese possono essere fastidiose e al limite della presa in giro, ma credo che siano le uniche da rendere in pubblico in questo momento.
    Chi di Voi al posto di O’Shea rilascerebbe queste dichiarazioni: “Abbiamo perso perché il livello medio della squadra non è idoneo per poter competere in questo torneo; X non sa placcare, Y non ha i tempi di inserimento, Z non è in grado di alternare un piano A ad un pano B, W non sa passare una palla in movimento neanche se lo accompagni con un tutore, H è una moviola in campo, quelli rilasciati alle franchigie non hanno qualità migliore di quelli mandati in campo, così come quelli non chiamati ecc. ecc….”.
    Io credo che O’Shea è consapevole che la perdita di Venter deve essere colmata e che Goosen non può essere lasciato solo, tant’è che per giugno dovrebbe iniziare una collaborazione esterna con Wayne Smith (sarebbe stato meglio un incarico definitivo, forse ciò non è possibile perché la FIR non ha le possibilità economiche…).

    1. “Io credo che la coperta si sia allungata, ora bisogna migliorare la qualità di questa coperta” e’ questa frase che non ha senso…la coperta non si allunga perche’ ci sono sostituti di non si sa bene quale livello, ma se quei sostituti sono di lvielloa deguato.

      Esempio proprio scemo: la coperta irlandesi si e’ allungata perche’ ora se sta fuori Sean O’Brien c’e’ Van der Flier e se e’ fuori anche lui c’e’ Dan Leavy….10 anni fa con la golden generation se stava fuori David Wallace c’era un sostitutoi ovviamente ma di livello nettamente inveriore.

      Se sta fuori campagnaro e non c’e’ uno in grado di giocare quasi al suo livello allora la coperta non si e’ allungata.

      Dire che la coprta si a;;ungata ma non qualitativamente vuol dire che la coperta non si e allungata, 30 giocatori li avevi anche 10 anni fa, 10 forti e 20 tra il medio e il non adeguato!

  11. Quando arrivò O’Shea, le persone più avvedute, dissero che nell’immediato ciò che poteva succedere, nell’immediato, era una riorganizzazione dell’alto livello. Il che significava esclusivamente una coerenza di comportamenti tra Treviso-Parma-Nazionale. Questo risultato mi sembra raggiunto in buona percentuale. Sempre i più avveduti, dissero che, come tutti gli sport, anche il rugby, lo giochi ad alto livello, se hai qualità e talento nei giocatori che metti in campo. Nessun allenatore può trasformare in principi azzurri i ranocchi. La profondità di un gruppo di giocatori di vertice non si costruisce nè in due nè in quattro anni. L’unica possibilità che il rugby italiano ha di aumentare la profondità della propria rosa a breve ( due-tre anni) è che nei ragazzi ’96- ’97-’98 ve ne siano una decina di classe internazionale. Riccioni, Negri, Licata sono già emersi, vedremo quanti altri avranno queste caratteristiche. Visto poi che non vi rinunciano nè la Scozia, né l’Irlanda non vedo perchè l’Italia dovrebbe rinunciare ad equiparazioni mirate e di qualità.
    Tornando a O’Shea rimane il fatto che ha la responsabilità di una squadra Tier 2 destinata per il prossimo quadriennio ancora a soccombere con le Tier1. Vedremo quante partita sarà in grado di vincere con le pari livello. A novembre le Fiji le abbiamo battute, a giugno ci aspetta il Giappone e poi la Georgia .

    1. a novembre abbiamo pure perso con Tonga in casa, e con Fiji a casa loro ci abbiamo perso a giugno mi sembra.. è presto per fare un bilancio ma non c’è stato nessun cambio di passo per ora..

  12. Duccio si potrebbe evitaare di avere uno che distribuisce le patenti di avveduti o meno? No eprche’ sappiamo tutti chi e’, incluso te e sai beissimo che non si fermera’ a distribuire queste patenti, ma nel giro di poco iniziera’ a dirte chi e’ scemo e chi no.

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