Italrugby: gli alibi sono finiti

La pessima prestazione di Marsiglia è la cartina tornasole di una squadra che non gira.

Lo avevo scritto lo scorso 24 gennaio, in tempi non sospetti. “Le parole sono importanti e Conor O’Shea e Sergio Parisse alla vigilia di questo 6 Nazioni sono stati chiari. I risultati possono venire o non venire, ma a giudicare il lavoro del tecnico irlandese e quello dei ragazzi in campo sarà come quei risultati arriveranno o non arriveranno”. Parlavo di alibi che non c’erano più, che questa Italia sarebbe stata giudicata dalle prestazioni.

Statistiche implacabili

Quindi guardiamole queste prestazioni, guardiamo i numeri. E’ vero che l’Italia ha avuto una discreta percentuale di placcaggi (89%), ma è altrettanto vero che la Francia ha dominato possesso e territorio, correndo per ben 565 metri contro i 345 italiani. Soprattutto, si è placcato sempre arretrando, subendo la fisicità dei Bleus e soprattutto sbagliando la tecnica di placcaggio, andando quasi sempre alti sull’uomo e, così, venendo rimbalzati via.

Un altro numero fa riflettere. La Francia ha vinto il 98% delle ruck, l’Italia solo l’87% ed è stato proprio nei punti d’incontro che, ancora una volta, gli azzurri hanno visto scivolare via il match. Se a ciò si aggiungono i 16 falli commesso dagli azzurri (contro i 7 di una Francia comunque indisciplinata) la frittata è fatta. E gli alibi sono finiti.

No, non potevamo vincere

“L’Italia poteva vincere” ha dichiarato Alfredo Gavazzi nel postpartita. “La Francia è stata migliore di noi” ha detto Conor O’Shea. Mi spiace, ma non sono d’accordo. L’Italia, nonostante fosse in partita fino al 60’ questa partita non la poteva vincere. Al massimo era la Francia che poteva perderla e ci ha anche provato. La Francia non è stata migliore di noi, siamo noi che siamo stati peggio di una Francia così brutta da non poter essere vera.

“Sul 14-10 Negri ha fatto un bel break che avrebbe potuto cambiare la partita” ha aggiunto Sergio Parisse. Vero. “E’ possibile a questo livello che dopo cinquanta, sessanta minuti una gara possa prendere una direzione sulla base di singoli episodi” continua. Falso. Perché è vero che il break di Negri poteva cambiare la partita ed è vero che subito dopo è arrivata la meta francese che ha chiuso i giochi, ma mettendola giù così ci si dimentica dei primi 60 minuti.

Perché i singoli episodi sono stati tanti, troppi. E parlo delle occasioni buttate via dai Bleus nel primo tempo, arrivati almeno quattro volte a un passo dalla meta per poi sprecare tutto. E parlo della meta buttata via a inizio ripresa, quando con una netta superiorità al largo a pochi metri dalla linea di fondo hanno sprecato tutto. Parliamoci chiaramente, la partita poteva essere chiusa ben prima dell’ora di gioco e se l’Italia è rimasta in partita è stato più per demerito transalpino che per merito azzurro. Che ha difeso, vero, ma dove l’indisciplina dimostra che ha difeso sempre in difficoltà, sempre al limite e spesso oltre questo limite.

Giudichiamo le prestazioni

“E’ giusto essere giudicati in base ai risultati, ma io guardo soprattutto al gioco […] il nostro focus deve essere sulla prestazione, non sul risultato” è il refrain di Conor O’Shea da mesi. Ebbene, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma – ahimè – anche le prestazioni. L’Italia gioca male, difende malissimo e in attacco si vede quasi solo a giochi chiusi. Abbiamo segnato sei mete in questo torneo, ma di queste sei mete ben quattro sono arrivate quando ormai la partita era persa e gli avversari avevano alzato il piede dall’acceleratore.

“Ai ragazzi dico sempre se squadre come l’Inghilterra e l’Irlanda giocano al 100% e noi giochiamo al 100%, vincono loro” ha ripetuto più volte O’Shea. Oggettivamente e realisticamente la verità. Il problema è quando vincono loro giocando ben al di sotto del loro 100%. La Francia non ha giocato al 100%, anzi, non ci si è neppure avvicinata lontanamente. Ma ha vinto. Gli alibi sono finiti e, forse, dopo tre sconfitte senza alibi sarebbe ora di cambiare qualcosa. O no?

Foto – Instagram/italrugby

20 commenti su “Italrugby: gli alibi sono finiti

  1. 100%. L’unico punto interrogativo è se una difesa suicida come quella di ieri sia una scelta o una conseguenza. Della serie dovrei ma non posso, stile le grandinate che talvolta (spesso) si abbattono sulle Zebre: come giocare da cani una difesa da Canes

  2. Duccio,
    in un altro post avevi pronosticato una nostra vittoria di 8 e ti avevo scritto se scherzavi…
    Onestamente io non ho visto nè passi in avanti nè indietro. L’italia ha giocato al suo livello che, al momento (ma ormai da qualche anno) non è sufficiente per competere nel 6 nazioni.
    La partita si è svolta esattamente come pensavo che si svolgesse, ma non sono nè bravo nè un profeta. Mi attengo a guardare le partite e a vedere che noi non siamo nè una squadra attrezzata tecnicamente (per cui prendiamo delle batoste pesantissime da squadre che lo sono), nè fisicamente (e quindi le prendiamo anche dalla Francia che non aveva altro da fare che andare a picchiarci).
    Tutti noi speriamo che ogni partita sia quella buona per iniziare a risalire la china, ma non è con questi giocatori che lo possiamo fare.
    Ho già scritto altrove che a mio parere l’unica speranza è lavorare sui ragazzi dai 16 anni in giù. Da lì in su, ormai il lavoro è stato fatto (e male!!!), per cui non possiamo che attenderci prestazioni mediocri da giocatori mediocri e sperare che non ci caccino dal rugby che conta.
    Sono disfattista? Forse. Io mi ritengo realista…

  3. Gli alibi sono finiti da molti anni, solo che oggi abbiamo trovato un cristo da immolare…e dopo un Brunel beota, avremo un O Shea incapace…Connor, a Munster c è il lavoro che fa per te…

    1. Ian, a Limerick (Nucifora, a dir la verità) avevamo scelto Rassie ma quella è un’altra storia. Sono l’ultimo che mollerà CO’S, Catt e Venter, ma dopo tre partite così carta canta e villan dorme. Numero di mete e punti subiti sono lì da guardare. E se vai passivo e di choke con Bastareaud, Camara e soci esci asfaltato ed è la norma. Lungi da me il togli questo e il metti quello, ma posso dire che Jake Polledri non l’avrei tagliato? O che per un inutile e dannoso Benvenuti riproverei tutta la vita il doppio estremo ridando una chance a Hayward che proprio scarso scarso non mi pare? Benvenuti, non Sarto. Se fosse la squadra incapace di giocare la difesa che le si chiede, tipo Zebre, la responsabilità degli staff non è minore. Con la stima che ho per Bradley, e che resti qui per i prossimi vent’anni. Piuttosto, va tutto bene anche in chiusa? No, perché se il problema sono i chili anziché giocarle tanto vale usare la pesa pubblica. CO’S, Catt e Venter hanno il profilo giusto, per una volta Gavazzi ha fatto il suo e non ha lesinato ne ha messo il becco, credo che dopo due anni le aspettative di non leggere un Goosen che “giocatori no buoni pe’ rugby” sia il minimo sindacale.

      1. Mal, ma sei così sicuro che Venter ci sia ancora??? Per il resto concordo con te, ok i giocatori sono questi,ma cavoli alternarne qualcuno non sarebbe la fine del mondo…io penso che nelle ultime due vedremo un po’ di novità, e se così non fosse, sarei molto preoccupato

  4. La mia delusione trova molti pensieri in comune con l’articolo, moltissimi anzi, ma non capisco la soluzione proposta.
    Detta così sembra che il problema come sempre in questi anni è che i CT sbagliano sempre la formazione, che ci siano giocatori che possono fare la differenza che a loro sfuggono ma a noi popolo del web no.
    Almeno cominciate a fare i nomi.

    1. Mauro, in passato qui i nomi sono stati fatti. Possiamo anche rifarli, ma la questione è che questo XV allargato (17/18 giocatori usati titolari in tre turni) non va. Serve cambiare qualcosa in seconda linea (male Budd) spostando Biagi titolare. In terza porterei Polledri oltre a provare Barbini (ok, mio pallino, ma tant’è è l’unico con Negri a saper giocare nel campo aperto). Dietro, serve un’alternativa alla coppia Castello/Boni, inadatti. Io con Campagnaro out ‘rischierei’ Morisi, oltre a non capire come mai Sgarbi sia ormai fuori dai giochi. O uno tra McKinley e Hayward. Insomma, alternative ci sono.

      1. Ero cassinet nel commento sopra.
        Ok, bene sapere i tuoi nomi, vero sono alternative interessanti ma che secondo me non alzano il livello. p.s.anche a me barbini piace.

  5. E’ giusto essere giudicati in base ai risultati, ma io guardo soprattutto al gioco […] il nostro focus deve essere sulla prestazione, non sul risultato”

    Perfetto, posso anche essere d’accordo, ma in queste tre partite la prestaziione non c’e’ stata, nessuna delle 3 e’ stata una “sconfitta onorevole” come si usava dire un tempo.
    Spero poi che se si parla di guardare al gioco non continui la presa per i fondelli delle 3 mete segnate a babbo morto con l’IRlanda, questione di dignita’ e di non nascondersi dietro un foglio di carta velina.

  6. …….quindi se cambiamo guida tecnica iniziamo a vincere?
    Non credo che il padre-eterno sia disponibile.
    In questo torneo, i nostri avversari sono nettamente più forti.
    Se ci stringiamo per raddoppiare i placcaggi (visto che nell’uno contro uno siamo perdenti fisicamente) loro allargano e ci puniscono, se non lo facciamo ci tritano.
    Loro lo sanno e ci giocano contro con un canovaccio preciso, dritto per dritto fino alla nostra distruzione (la mia è chiaramente una semplificazione).
    Ora la provocazione la faccio io: I limiti sono dello staff tecnico o del materiale umano che è a disposizione dello stesso?
    La risposta credo sia lapalissiana…….Conor O’Shea è molto competente (ricordo male o nel 2012 come DoR vinse il campionato inglese), a differenza di tanti altri.
    E non rispondete che lo staff tecnico deve inventarsi qualcosa, perché contro queste squadre non c’è nulla da inventare, o meglio non abbiamo soluzioni che li possano mettere in difficoltà per un intera partita.
    Secondo il mio modesto parere lo staff tecnico della nazionale sta ricavando il massimo dal materiale umano che in questa fase storica il rugby italiano riesce a esprimere (senza dimenticare che i molti indisponibili saranno quasi tutti futuri titolari).
    Sono d’accordo con chi ritiene che occorre lavorare con gli under 16, investendo seriamente in risorse umane, perché è lì che si fa il vero salto di qualità.

    1. @Mauro, scusa ma sei appena arrivato sul Pianeta ? Con gli U16 lavoriamo dal 2012 e i risultati sono che giocano ad alto livello qualche unto dal Signore e qualche figlio d’arte ( ma con Karma potente ). Questo è il fallimento del sistema: nepotismi e finalità diverse dal successo sportivo. Adoro Duccio: una voce libera fuori dal coro consenziente di pseudo professionisti conniventi. E chiunque sostenga il contrario getti la maschera e venga qui a confrontarsi. Parlando di U, non erano Crosato e Rizzi quelli che ieri hanno preso 78 sberle dalla Francia ? Ah, ma sono gli unici a salvarsi… Mediocri noi, mediocri tutti. E falsi ! Qualche ottimo elemento per annata esce adesso come usciva prima

  7. Quello che mi preoccupa è che tutte queste batoste ci farà arrivare con la Georgia in una situazione mentale nettamente peggiore rispetto ai nostri avversari.

  8. Duccio, perdonami, ma io so benissimo che il tuo ruolo è quello di evidenziare determinate cose anche a limite della provocazione, e tu sei acutissimo in ciò; ma se gli alibi sono finiti, e non bastano più le “belle parole” di Conor O’Shea e il materiale umano è questo, qual’è la soluzione?
    E’ vero che tu non hai scritto che si deve cambiare la guida tecnica, e credo che tu non lo ritenga neanche la soluzione, segui il rugby da tanto per sapere benissimo quali sono i veri problemi.
    La nazionale è semplicemente la sintesi.
    Mi piacerebbe leggere quali siano le possibili soluzioni: cambiare il piano di gioco, convocare giocatori diversi (chiaramente facendo i nomi)……come vedi sei bravissimo a stimolare un dibattito.

    1. Conor non va cambiato, mi piacere un po’ più di onestà intellettuale nelle interviste, evidenziando che il movimento ha dei limiti. I nomi li ho fatti, ovvio che non abbiamo un Sexton o un McCaw lasciati a casa, ma secondo me alternative a certi giocatori (Budd, Steyn, Boni e Castello su tutti, ma anche una valida alternativa a un Parisse in fase calante) ci sono e andrebbero testate. Poi, ovvio, che i problemi non sono certo in nazionale, ma c’è da cambiare tutto dietro. Ma qui si commentava la partita di Marsiglia e le parole di Gavazzi, O’Shea e Parisse. Per il resto, con me sfondi porta aperta… i nomi di chi manderei a casa in Federazione sono noti a tutti 🙂

      1. “Il Pesce Puzza dalla Testa” cit. Peppe o’ surdo…
        Perdere per perdere esperimenti ne puoi fare a iosa. Ma se la boccia è piccola il pesce rosso non cresce. Quindi prima allargare la base, ma di gente che gioca e mette su minuti… Qualche pistola ha detto che Licata era tenuto a riposo per affrontare il &N… Mah, io adoro chi dà tutto già in allenamento, e se si spacca pazienza, ci sarà un compagno…. Qui abbiamo gente che gioca con il freno a mano tirato, e giovani che se arrivano, o sono aiutati ad arrivare, ad uno stipendio fisso, guardano i compagni dal piedistallo. “Shoulder to Shoulder” il resto sono pippe. Tornerò a commentare solo 1,2 o X, perchè di sentire cavolate sono stufo. P.S. Andate a rivedere la diretta FB di Cimbrico con Ruzza: un siparietto da Colorado, altro che battere la Francia. Se lo spirito è questo…

  9. Scusatemi, ma io non voglio criticare Duccio.
    Anche io lo seguo con tanto interesse perché ha il coraggio di dire quello che vede e non quello che vogliono farci vedere.
    E credo che lui sia il primo ad essere soddisfatto se c’è qualcuno che vada al di là della semplice interpretazione letterale del testo (chiaramente senza stravolgere la sua finalità).
    Investire negli U16 e nelle risorse umane, per me significa investire sulle conoscenze specifiche di chi recluta, addestra e sviluppa fisicamente, tecnicamente e umanamente un ragazzo, e questo significa che occorre avere un progetto a lungo termine ed essere in grato di pianificarlo e metterlo in atto, dove la meritocrazia regni sovrana, allargando il bacino di utenza non solo nei territori già forti (il Veneto su tutti) ma anche nei territori poco sfruttati o per niente utilizzati.
    Questo significa no alle “clientele” alimentate con contributi a pioggia.
    Credo che voi siate d’accordo con me.

    1. Ovvio che siamo in completo accordo. Ma bisogna dirlo in Consiglio, che qui conta poco… e comunque ho conosciuto formatori eccezionali, ma poco allineati quindi falciati. E ho visto dal vivo le “Quote Cencelli”… Dai dai, tutti vogliamo vittorie e successi, ma in questo affare siamo più italiani dei peggiori italiani… E non vorrei fare cattive profezie, ma questi insuccessi tolgono appassionati e ragazzi dai campi e dagli stadi…

  10. Ma …. Team O’Shea a parte Goosen e il miglior staff che l’italia ha mai avuto.

    Il problema e che COS non ha la squadra che aveva Mallett e Brunel.

    Se la aveva avrebbe assai migliori risultati

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