6 Nazioni 2018: l’Italia ci prova, ma l’Inghilterra dilaga nel finale

Si è conclusa a Roma l’ultima sfida della prima giornata del NatWest Sei Nazioni 2018. Ecco la cronaca del match e gli highlights video dei momenti più importanti.

Ci prova l’Italia contro un’Inghilterra campione in carica, ma l’impegno degli azzurri basta ad arginare gli ospiti fin quasi alla fine, ma non a impedire all’Inghilterra di portare a casa i 5 punti. I britannici quando accelerano fanno male, mentre l’Italia è ordinata (la mediana con Allan e Violi funziona meglio di quella con Canna, ndr.), ma soffre troppo in mischia e fatica ad avanzare palla in mano. Alla fine missione compiuta per Eddie Jones, ma azzurri che non demeritano.

PRIMO TEMPO

Italia che dopo aver conquistato una mischia con un buon calcio di Violi subisce in mischia, fa fallo e prima chance subito per l’Inghilterra nei 22 azzurri. E dopo tre minuti arriva subito la prima meta. Touche, palla che corre velocemente da sinistra a destra, arriva ad Anthony Watson che è solo al largo e schiaccia senza problemi alla bandierina. Subito dopo errore di Allan in ricezione e ovale che torna all’Inghilterra che risale il campo velocemente. Riconquista palla l’Italia che prova a imbastire un’azione d’attacco, non guadagna metri ed è obbligata a usare il piede. Al 10’ Minozzi ruba il tempo all’avversario su un pallone alto, mentre Ben Youngs si infortuna al ginocchio e deve lasciare il campo.

La prima meta di Watson


E alla ripartenza Italia che si fa trovare addormentata in difesa e l’Inghilterra può involarsi senza problema dalla metà campo, palla nuovamente a Watson che schiaccia nuovamente alla bandierina. Italia che prova a reagire, ma ancora una volta fatica a guadagnare metri palla in mano e alla fine deve affidarsi al piede per avere un guadagno territoriale. A 20’ fiammata azzurra al largo con Bellini e Boni, Italia che entra nei 22, pallone larghissimo a Tommy Benvenuti da Tommaso Allan e l’ala che vola oltre la linea e riporta l’Italia a -3.

La seconda meta di Watson


Azzurri che perdono un pallone importante sui propri 22 metri e così subito nuova occasione per l’Inghilterra con l’Italia che soffre tantissimo in difesa. E al 26’ è Owen Farrell a infilarsi tra le maglie azzurre e a schiacciare vicino ai pali per il nuovo allungo degli ospiti. E’ l’Inghilterra a fare la partita, con l’Italia troppo fallosa che concede facilmente di risalire il campo a Farrell e compagni. Quando accelera l’Inghilterra trova sempre il buco vincente, anche se poi non sempre arriva fino in fondo.

La meta di Tommy Benvenuti


Al 33’ l’Italia trova il fallo inglese e può andare in touche vicino ai 5 metri d’attacco, ma la maul viene subito portata in rimessa laterale e nulla di fatto. Al 37’ ancora una bell’azione dell’Italia che conquista un fallo sui 5 metri. Battuta velocemente, spinge l’Italia, costringe nuovamente al fallo l’Inghilterra e questa volta va per i pali per il -7. Chiude il primo tempo in attacco l’Inghilterra, che vuole allungare nuovamente e conquistare anche il bonus. Palla persa e si va al riposto sul 17-10 per l’Inghilterra.

La meta di Farrell

SECONDO TEMPO

Ripresa che inizia con Quaglio al posto di Lovotti in prima linea, mentre continua l’indisciplina azzurra che permette all’Inghilterra di portarsi subito nella metà campo d’attacco. Al 45’ grande recupero di Ghiraldini che da terra libera Minozzi, salvando l’Italia da una situazione pericolosa. Un fallo evitabile di Quaglio, però, riporta subito gli inglesi nei 22 d’attacco, Watson arriva fino oltre la linea di meta, ma il passaggio è in avanti e nulla di fatto. Fallo in mischia e Farrell può allungare dalla piazzola. Subito dopo bello spunto di Parisse che libera Bellini che però è isolato e non sa cosa fare. Sul prosieguo dell’azione, però, bel pallone liberato per Tommaso Boni che batte sul tempo la difesa inglese e va in meta. Ma l’azione è viziata da un avanti e il TMO annulla. Italia che soffre in mischia chiusa, dove concede troppe punizioni agli inglesi. E dopo un nuovo fallo, dalla touche spunta a sorpresa Sam Simmonds che si invola e dà il bonus all’Inghilterra allungando decisamente nel punteggio. Reagisce immediatamente l’Italia che prova a spingere sulle gambe per riportarsi in attacco, conquista una punizione e ha una touche importante sui 5 metri. Vantaggio per gli azzurri, palla che arriva al largo a Bellini, che resiste al placcaggio di Brown e schiaccia.

La meta di Simmonds


E’ un’Italia che ci prova a rientrare in partita, che gioca con ordine, senza forzare, ma cercando di trovare gli spazi giusti. Ma è sempre l’indisciplina a costare cara agli azzurri che concedono troppo a un’Inghilterra che così torna a farsi pericolosa. E al 68’ chiude definitivamente i giochi con George Ford che va oltre e permette all’Inghilterra di andare oltre il doppio break. Ora l’Inghilterra spinge, ma Benvenuti intercetta l’ovale e salva la situazione. Insistono gli ospiti e al 75′ è ancora Simmonds a sorprendere la difesa azzurra e rendere il divario pesante per l’Italia. Azzurri ora in forte sofferenza e l’Inghilterra può dilagare e lo fa al 78′ con il neoentrato Nowell per il 15-46 finale.

La meta di Bellini

ITALIA – INGHILTERRA 15-46

Domenica 4 febbraio, ore 16.00 – Stadio Olimpico, Roma
Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Renato Giammarioli, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Luca Bigi, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 George Biagi, 20 Maxime Mbandà, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward
Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Anthony Watson, 13 Ben Te’o, 12 Owen Farrell, 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Sam Simmonds, 7 Chris Robshaw, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Mako Vunipola
In panchina: 16 Jamie George, 17 Alec Hepburn, 18 Harry Williams, 19 George Kruis, 20 Sam Underhill, 21 Danny Care, 22 Jonathan Joseph, 23 Jack Nowell
Arbitro: Mathieu Raynal
Marcatori: 3’ m. Watson, 11’ m. Watson, 20’ m. Benvenuti tr. Allan, 26’ m. Farrell tr. Farrell, 39’ cp. Allan, 48’ cp. Farrell, 53’ m. Simmonds tr. Farrell, 58’ m. Bellini, 68’ m. Ford tr. Farrell, 75′ m. Simmonds tr. Farrell, 78′ m. Nowell tr. Farrell

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5 commenti su “6 Nazioni 2018: l’Italia ci prova, ma l’Inghilterra dilaga nel finale

  1. Punteggio anche tanto pesante per degli azzurri che ci han provato, dimostrando che sanno creare, ma che la cosa fa finire la benzina troppo presto. Facile per inglesi di cilindrata (in forma fisica, tecnica e lettura del gioco) molto superiore aspettare gli ultimi 15-20 per allargare la forbice. Almeno abbiamo visto un 50′ di Italia di livello, peccato per le troppe punizioni concesse in maniera evitabile, che han solo facilitato la vita agli inglesi.
    I centenari sembran ragazzini, i ragazzini stan venendo su bene, in più Allan e Benvenuti che sembrano ritrovare forma e prestazione. Ora sotto coi verdi, capace finisca uguale, ma intanto ci si prova

    1. ci si deve provare, il sogno sarebbe dar vita ad una gara come francia irlanda di ieri! si entra nella leggenda anche così 🙂

      1. In passato (4-5-8 anni fa, non 20) l’Italia è riuscita a tenere gli inglesi a distanza di break (al di là della partita con la neve e la stoppata al calcio di Masi ce ne sono state altre), quello sarebbe stato un enorme risultato. Ma c’è da dire che se noi siamo ad un livello più basso di quella nazionale (o al massimo simile), la squadra inglese è probabilmente la più forte degli ultimi 15 anni, e continua a crescere. Se gli inglesi avessero dovuto fare 70-80 punti, o il bonus fosse stato dopo 10 mete, li avrebbero fatti, poco ma sicuro. Ieri l’Irlanda non so se abbia sbagliato l’approccio/Strategia alla partita o la Francia li abbia stancati e presi a mazzate più di quanto si aspettassero, ma stiamo sicuri che a Dublino sarà diverso e l’Irlanda di Parigi (che comunque ha vinto) è magari solo una partenza diesel.

  2. Ci ho voluto pensare un po’ prima di scrivere
    Partendo dal presupposto che gli inglesi sono superiori e che di certo non era una aprtita su cui pensare al risultato, il focus va alla prestazione.
    Positivo:
    In generale un gioco in attacco a tratti fluido ed interessante.
    Minozzi che sembr averamente poter crescere nell’alto livello e con lui anche giammarioli.
    PEr me Allan, preferibile a Canna nel ruolo.

    Negativo:
    Difesa: veramente male oggi, 3 mete in prima fase come quelle viste oggi non sono accettabili, ma in generale la sensazione e’ che appena gli inglesi abbiano accellerato un po’ si aprissero voragini. Male oggi per Castello in particolare.
    Mischia: nettamente battuti e non di semplice potenza. Arare Fijiani ed Australiani non vuol dire riavere la mischa di 10 anni fa.
    Sensazione come sempre che per tenere sia necessario andare fuori giri ed arrivare alla fine corti.

    Ci sono senza dubbio cose positive nella partita ma in generale a me sembra che qui miglioramenti siano sopraffatti dai miglioramenti altrui.
    Ad oggi la preoccupazione maggiore resta ancora un sistema difensivo affidabile, oggi io non ho mai visto l’Inghilterra in affanno per un periodo prolungato di tempo, non l’ho mai vista perdere il controllo della aprtita come invece successo un anno fa con la fox…soluzione unica ed estemporanea come si e’ sempre sottolineato. La difesa e’ per me la cosa piu’ preoccupante.

    1. E meno male che abbiamo un consulente ad-hoc per quello. Purtroppo paghiamo carissimo il riposizionamento difensivo, particolarmente quando loro riciclano in velocità, e la squadra non ho tempo nemmeno di provare a formare una linea. Anche se sono d’accordo che la cosa preoccupante sono le mete in prima fase, specie quando arrivano da 60 metri indietro. Purtroppo 11 placcaggi mancati nel solo primo tempo (se non ricordo male, con una cinquantina abbondante fatti), sono tantissimi, e con certe squadre li paghi tutti.

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