Italrugby: Sarto, è lussazione. Addio 6 Nazioni

L’ala azzurra si è infortunato alla spalla e salterà quasi certamente l’intero torneo.

Lo avevamo anticipato ieri (leggi qui), ora arriva la conferma. Leonardo Sarto ha subito la lussazione della spalla destra e rischia di dover venir operato, con la sua stagione che potrebbe finire qui. Un brutto colpo per la trequarti azzurra che già ha perso Angelo Esposito e che non ha certo una grande profondità al largo.

Le alternative, infatti, al momento sono poche e quasi tutte con giocatori che verrebbero adattati al largo. Se Mattia Bellini appare titolare certo, infatti, al posto di Sarto potrebbe venir messo al largo Giulio Bisegni, che nasce centro ma che nell’ultimo anno è cresciuto moltissimo al largo. Confermerebbe, così, una linea di trequarti bianconera, con l’intera linea arretrata che potrebbe essere composta da giocatori delle Zebre.

Un altro nome possibile è quello di Tommaso Benvenuti, anche lui centro che si adatta al largo. Sicuramente è la seconda scelta, con Bisegni più in forma e più adatto al gioco di O’Shea, mentre una scelta a sorpresa, ma affascinante, è quella di Matteo Minozzi. Estremo, Minozzi ha già giocato ala negli spezzoni di match giocati a novembre in azzurro. Sicuramente il più talentuoso delle alternative, è però un rischio visto la poca esperienza e, per assurdo, il suo gioco elettrico e imprevedibile potrebbe creare difficoltà all’Italia stessa.

Foto – Instagram/leosarto92

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

2 commenti su “Italrugby: Sarto, è lussazione. Addio 6 Nazioni

  1. per me prima scelta Minozzi, ma Venditti è da considerare rottamato? No, perché il suo l’ha sempre fatto e anche come botte di culo se la cava storicamente bene: di quest’ultima trovata tattica ce ne sarebbe un gran bisogno.

  2. Purtroppo è il rugby moderno che chiede la propria robusta dose di infortuni. Ne hanno tutti e proprio la profondità di scelta fa la differenza.

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