Rugby & Soldi: Italia, è caccia allo sponsor

Nei prossimi mesi la Federazione dovrà muoversi per trovare un nuovo main sponsor. Ma ci sono dei dubbi.

Un ricambio generazionale non solo in campo, ma anche dietro le quinte. Il 2018 porta con sé l’addio di alcuni sponsor storici per l’Italrugby che, finito il contratto in atto, hanno deciso di non rinnovare. Nomi importanti come Adidas, Edison, Reale Mutua – che hanno già salutato nel 2017 – e, a giugno 2018, forse anche Cariparma. Sponsor importanti e soldi importanti che, anche visti i problemi di budget, ora devono venir velocemente sostituiti.

La partnership francese

Alla vigilia della scelta della Francia come Paese ospitante dei Mondiali 2023 su La Repubblica si è parlato di una partnership molto forte tra l’Italia e la Francia del rugby. Il voto azzurro alla candidatura di Laporte rientra in questo gioco e, come ha detto Claude Atcher, a capo del progetto per la Coppa del Mondo, “l’Italia potrebbe trovare nuovi sponsor importanti, come era accaduto nell’edizione transalpina del 2007: allora arrivarono Cariparma, Renault, Edison”. E proprio questo è un canale privilegiato che va tenuto d’occhio nei prossimi mesi, quando – ma questa è una nostra speculazione – Gavazzi potrebbe batter cassa dopo il voto favorevole a Parigi.

Gavazzi dixit

Nell’ultimo numero in edicola di All Rugby c’è una lunga intervista proprio al presidente Gavazzi. Niente notizie bomba o dichiarazioni rivoluzionarie, ma un accenno proprio alla questione sponsor. “Sono ottimista, vedo un rinnovato interesse delle aziende per il rugby italiano, al quale contribuiranno anche i Mondiali 2023 in Francia. Stiamo trattando con più marchi e all’ordine del giorno di sono accordi che dovrebbero andare fino a quella data, quella della Coppa del Mondo francese” ha detto il presidente. Ma quali sono queste opzioni?

Cariparma, sì o no?

A giugno 2018, come detto, scade il contratto di partnership con Cariparma. Da quel che risulta a R1823 ci sono trattative per un possibile rinnovo della sponsorizzazione, ma ovviamente ci sono anche i cosiddetti piani B. Sempre secondo R1823 c’era un accordo di massima con un’altra azienda, ma la pista nelle ultime settimane si sarebbe un po’ raffreddata, con le cifre tra offerta e domanda che non combacerebbero al 100%. Insomma, le trattative come dice Gavazzi ci sono, ma bisogna ancora quagliare. Ma una novità per il 6 Nazioni c’è.

Cattolica entra

Non è stato ancora annunciato ufficialmente (dovrebbe venir presentata il 22 gennaio alla presentazione del 6 Nazioni), ma è già in atto il cambio di casacca per quel che riguarda l’assicurazione che segue il rugby italiano. Come detto, Reale Mutua è uscita e al suo posto è entrata Cattolica. Un primo cambio, ma sicuramente non l’unico. Perché il rugby italiano ha bisogno di sponsor e di soldi (il cambio Adidas/Macron è stato negativo da un punto di vista prettamente economico, ndr.) anche in un periodo difficile come questo.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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