Conor O’Shea: “Abbiamo sempre più opzioni”

Il tecnico dell’Italrugby ha commentato le convocazioni per il primo raduno in vista del NatWest 6 Nazioni 2018.

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato trentaquattro giocatori per il raduno di preparazione al NatWest 6 Nazioni 2018 e che si svolgerà presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma da domenica 21 a mercoledì 24 gennaio.  E a margine delle convocazioni ha spiegato le scelte e espresso i suoi sentimenti a poco meno di un mese dall’esordio nel torneo.

L’aspetto eccitante in questo gruppo – ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea – è il numero di opzioni che stiamo sviluppando e le scelte che ora abbiamo a disposizione. Dobbiamo continuare a costruire la profondità e siamo consapevoli di dover migliorare, ma abbiamo compiuto progressi importanti rispetto a un anno fa”.

Sono consapevole che saremo giudicati sulla base dei risultati – ha detto il tecnico irlandese, al suo secondo Torneo sulla panchina della Nazionale – ma sappiamo bene tutti del livello di gioco con cui andremo a confrontarci e delle sfide che ci attendono in ogni partita, a cominciare dall’affrontare la seconda e la terza squadra del ranking mondiale nell’arco di sei giorni nelle prime due giornate. Se come Federazione continueremo a crescere e sviluppare i nostri giocatori, il sistema ed i processi come stiamo facendo continueremo a ridurre il gap con le altre Nazioni”.

Per quanto riguarda la squadra, ci sono alcuni giovani di particolare talento e ci prepareremo a prendere qualche rischio, nei mesi a venire, per trasformare il possesso in punti. Abbiamo messo le fondamenta per progredire e anche se le sfide del 6 Nazioni saranno difficili lo sport è fondato sulla sfida e sulla solidità mentale. Solo un gruppo di giocatori e uno staff con la mentalità giusta può affrontare gli appuntamenti che ci aspettano: abbiamo un gruppo pronto a farlo” le parole di O’Shea.

Sono sicuro – ha concluso O’Shea – che ci sono un paio di veterani della Nazionale dispiaciuti per non essere stati selezionati, ma potranno rientrare nel corso del 6 Nazioni. Abbiamo anche invitato due giocatori, Cherif (Traore) e Marco (Riccioni), per poterli vedere e lavorare più a stretto contatto con loro e capire a che punto sono del proprio processo di maturazione. E’ un principio che andremo ad applicare nuovamente in futuro ma che non indica in alcun modo quale sia oggi la loro posizione all’interno delle gerarchie di selezione”.

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Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

15 commenti su “Conor O’Shea: “Abbiamo sempre più opzioni”

  1. Mah… io sono un buon sostenitore di O’Shea ma mi sembra che non veda la realtà (oppure molto più semplicemente fa finta). Sempre più opzioni forse in un paio di reparti. Togli un infortunio o che… i nomi che girano son letteralmente sempre quelli, su. La gente non è proprio ciechissima.
    Ad ogni modo quest’anno sarà proprio un’imbarcata DA PAURA temo, quindi tanto vale sperimentare in vista dei test molto più alla portata contro il Giappone e Georgia.

    1. Ciao Adrialdi,
      in realtà credo che la lista si sia effettivamente allungata rispetto allo scorso 6N:
      – Piloni (Quaglio e Pasquali + i 2 invitati);
      – Seconde (Budd e Ruzza + Lazzaroni scartato);
      – terze (Giammarioli, Licata, Negri e Polledri);
      – MM (Violi che era infortunato se non ricordo male)
      – MA (McKinley)
      – estremi (Hayward e Minozzi).

      1. Sìsì certo, però gira e rigira quelli sono i nomi, non che vi sia ogni volta questa INCREDIBILE ricambio. Il primo infortunio o mezzo mal di testa rivedi dentro Venditti e tutti quelli non chiamati, quello voglio dire.

        1. @Adriaraldi non è che i giocatori te li tiri fuori dal… cappello magico, devi far crescere i giovani (se ce ne sono che hanno le qualità) e il vivaio è limitato.

    2. E poi insomma, attualmente abbiamo una media di cap per giocatore molto più bassa rispetto a qualche anno fa. Questo significa che un ricambio c’è stato, e in effetti di verranno ne sono rimasti pochissimi

  2. Partiamo dal presupposto che O’Shea da tecnico della nazionale italiana in certi reparti è costretto a convocare gente che ad altre latitudini non vedrebbe il campo nemmeno come riserva in un club…
    qualche anno fa volta ci invidiavano qualche pilone, qualche terza e magari anche un paio di trequarti…
    adesso dobbiamo pensare che c’è gente che fa conti sull’italianità di David Sisi, uno che in Inghilterra era senza contratto a settembre…
    fatte queste premesse abbiamo talmente l’imbarazzo della scelta che Zanni con 99 caps in terza viene convocato per esordire in seconda… 🙂

    1. Il rugby cambia e Zanni ora si adatta meglio alla seconda linea: placcare, pulire ruck e saltare in rimessa, stop. In terza serve gente che corre e magari rompe ogni tanto un placcaggio.
      I giocatori sono un po’ questi e non è colpa di O’Shea se non ci sono i giovani fenomeni che hanno gli altri. Forse la responsabilità è almeno in parte di Dondi, e forse Gavazzi poteva riformare il sistema accademie e prendere uno come Aboud 4 anni prima… ma questi sono discorsi diversi che si possono fare un’altra volta.
      Putroppo di Campagnaro ce n’è uno, anzi, non c’è. Castello non è Morisi, e i mediani di mischia non sono nemmeno lontanamente comparabili a Rhys Webb, Conor Murray, Danny Care, Baptiste Serin o Morgan Parra.
      Le opzioni per O’Shea aumentano, ma i fenomeni sono pochi o pochissimi. I miglioramenti ci sono, solo che anche le altre squadre migliorano di qualità e profondità e, probabilmente, più dell’Italia.

      1. Posto che trovo sempre simpatico quando si massimizza sul rugby parlando di come il “rugby moderno”si gioca e funzioni, come ci fosse una ricetta unica… ma tralasciando questo domanda: secondo te nella tua visione del “rugby moderno” una seconda deve solo “placcare, pulire ruck e saltare in rimessa, stop”? Pensi che gente come Retallick, Etzebeth, Itoje, J Gray si limitino a fare questo oggi? Se si non hai idea neanche di quanto ti sbagli, di quanto molto piu’ sia richiesto alle seconde ma non solo nel “rugby moderno” ma da sempre.

        Precisazione: non e’ una critica a Zanni in seconda, non e’ neanche lontanamente un commento alla scelta di Zanni in seconda.

        1. Ovvio che Retallick, Itoje e compagnia bella fa anche altro, ma a Zanni non penso venga chiesto altro. Forse portare avanti la palla, ma non gli si chiedono passaggi e soprattutto non gli si chiede la velocità che non ha.
          Zanni nel rugby moderno in realtà non rientra, perché non ha mani, sfondamento e velocità che vanno di moda ora, ma per quello O’Shea userà le terze linee. Resta però che Zanni è più mobile di Fuser o Biagi.

          1. xbebiax a ne sta storia del “rugby miodrni” fa tanta simpatia…meno il pochissimo rispetto che mistri oer uno dei migliori azzurri degli ultimi 10 anni e cge ha ancora molto da dare!!!!
            E mi fermo qua…

  3. Siam sempre la’ negli ultimi anni ma io vedo piu’ opzioni tra il discreto ed il buono ma non piu’ opzioni eccellenti dove per uno che entre ne e’ uscito uno…opinione personale.
    Ga ragione quando dice che sara’ valutato sui risultati, per me resta quanto dissi a novembre: quello era l’ultimo giro di valtzer senza troppa pressione, da questo 6N bisogna iniziare ad aspettarsi qualcosa di piu’…oh mica ka luna o risultati assurdi na un 6N neglio della scorsa stagione si senza tanti se o ma.
    Io punterei dritto per dritto alla partita di Marsiglia…

  4. COS ha i giorni contati: ottobre 2019.

    Ci sarà da fare la campagna elettorale nel frattempo….per cui….il capro espiatorio dovrà svolgere la sua funzione.

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