6 Nazioni: Italia e Francia, malate poco immaginarie

Sabato il quinto turno inizierà con la sfida tra due squadre in profonda crisi.

Vincere per dare un segnale, vincere per scrollarsi di dosso – almeno per un po’ – polemiche e dubbi. Italia e Francia si presentano all’ultimo turno del Guinness 6 Nazioni in profonda crisi, con gli azzurri reduci da 21 ko nel Torneo, mentre i transalpini nonostante la vittoria con la Scozia non hanno convinto, anzi.

Il ko con l’Irlanda domenica scorsa è stato ben più duro di quanto racconta il punteggio. La Francia è stata annullata per oltre un’ora di gioco, incapace di uscire dalla propria metà campo, in balia di un’Irlanda che fosse stata più cinica e precisa avrebbe potuto rifilare un punteggio ben più duro al XV di Jacques Brunel. E in Francia la stampa ha messo ormai da tempo l’ex ct azzurro sul banco degli imputati.

Dall’altra parte, invece, c’è un’Italia che non sa più vincere. Il ko pesante con l’Inghilterra ha tolto a O’Shea quegli alibi che era riuscito a trovare nei primi turni, quando l’Italia aveva chiuso con passivi limitati (meritatamente con l’Irlanda, grazie alle avversarie con il Galles e soprattutto la Scozia, ndr.) e tra sconfitte e infortuni gli azzurri arrivano all’appuntamento di sabato con mille dubbi.

Vincere è fondamentale per entrambe le squadre a poche mesi dai Mondiali. Vincere significa chiudere in bellezza un torneo difficile, rimandare i processi a data da destinarsi, ma vincere significa anche mettere una foglia di fico davanti ai problemi che oggettivamente entrambe le formazioni hanno. Mancano le qualità, più individuali per gli azzurri, più di squadra per la Francia (che, però, resta molto sopravvalutata sui singoli, ndr.) e sembra mancare quella crescita fondamentale per restare in scia alle migliori. A Roma, sabato, dunque ci si gioca tanto, tantissimo.

5 commenti su “6 Nazioni: Italia e Francia, malate poco immaginarie

  1. Io penso che rimandare i processi in caso di vittoria per entrambe sarebbe ben peggio di una foglia di fico…di certo lo sarebbe per l’Italia ma penso lo sarebbe anche per la Francia.

    Venendo alla Francia concordo anche che sui singoli sia enormemente sopravvalutata. Sta storia dell’enorme qualita’ io continuo a non vederla. E’ una squadra con un tasso di talento superiore a quelle degli ultimi 2-3 anni? Forse ma per qualita’ e profondita’ non sono minimamente paragonabili a quello che la Francia aveva 10-15 anni fa.

    Piloni: Bamba ha potenziale, potenziale fisico, ma ovviamente a sto livello non spacca tutto come in U20, guardando al resto io i MArconnet, Mas, BArcella non li vedo…non vedo neanche un Ducalcon come capacita’.

    Tallonatore: con tutto il rispetto di Guirado ma non siamo davanti a servat, Ibanez e neanche a Szarzewski.

    Seconde linee: a me Vahaamina piace zero, Iturria e Willemsee ancor meno…Lambey e’ il pezzo meglio ma vorrei ricordare chi c’era prima Nallet, Pape’, Pelous, Thion, Pierre…tutta altra categoria e ne avevano 3 -4 insieme ogni tornata.

    Terze: per me qua e’ dove proprio il onfromto e’ impari: Dusautoir, Bonnaire, Hari…un certo Betsen e ne lascio fuori altri. Suvvia quello di oggi non sono neanche lontanamente di quel livello, Picamoles ormai ha 33 anni anche.

    MM: Dupont e’ buone ed ha potenziale, forse qua unico ruolo in cui sono come potenziale davanti ad uno che puo’ stare con Elissalde o YAchvili

    Apertura: NTamack ha potenziale, siamo davanti ad un nuovo Mihalack come talento ma con testa migliore? Forse, ma per il resto io penso che il tanto bistrattato ai suoi tempi skrela fosse meglio.

    Centri: Rougerie, Jauzion, Mermoz, Traille altra storia…Fickou e Fofana i due piu’ talentuosi non sono mai arrivati ai livelli dei loro predecessori, Bastareaud con la sua potenza e’ ad oggi ancora irrinunciabile epr questa squadra.

    Ali-Estremi: Clerc, Heymans, Poitrenaud, Dominici cosi’ i primi che mi vengono in mente…io non ne vedo a sto livello anzi forse ad oggi l’estremo piu’ solido che avrebbero e’ ancora MEdard a 32 anni.

    No io penso che la qualita’ di questa Francia seppur forse meglio che 2-3 anni fa non sia paragonabile nei primi XV e nella profondita’ al passato.

    Lievermont, Saint-Andre’, Noves ed ora Brunel…tutti contestati ed alla fine il meglio lo ha raccolto il criticatissimo Lievremont non a caso visto che ha potuto contare sulla parte finale della carriera di molti degli atleti nominati sopra. Poi Brunel senza dubbio sembra non aver dato alla squadra alcuna struttura di gioco vera.

  2. Secondo me la Francia non è cosi sopravvalutata nei singoli. Hanno un paio di chiari fuoriclasse (Dupond su tutti), e comunque un’età media decisamente bassa, con tanti giocatori a cui semmai manca un po’ di esperienza alla consistenza a tali livelli (oltre ad una sana organizzazione di squadra).
    Comunque più forti di noi rimangono, a noi serve la partita perfetta e che loro non giochino al 100% (ma manco all’80) per provare a tirar fuori il risultato. Certo, salutare Parisse e Ghiraldini (che in Francia ci giocano) con una vittoria – come fu per Lo Cicero – sarebbe gran cosa.

    1. Io credo che la figura da profùghi dei francesi a Dublino sia di quelle da stracciare i documenti e cambiare identità. 29/40 minuti nei propri 22, un minuto scarso in quelli altrui, e in tutto questo 8 minuti palla in mano sono numeri buoni giusto da giocarli al lotto. Triangoli dinamici di reattività.

  3. La Francia ha avuto le annate buone, quelle della vittoria del Mondiale U20, nel momento sbagliato, cioè a ridosso del mondiale e con pochi ancora pronti per il livello seniores. Concordo con l analisi di Stefo, anche se a tallonatore ha dimenticato di citare Marchand che sfiga a parte per essersi rotto subito, per me nel ruolo è il vero talento; seguito da Bourgarit.
    Per il resto hanno preferito seguire la strada del kilorugby piuttosto che quella del talento, il peggio si esprime poi nella trequarti, dove hanno un reparto di adattati, centri a fare le ali, o gli estremi e nel gioco iper tattico di gioco, poi certe scelte errate sono lampanti. L utilizzo, forse tardivo, di Ramos potrà salvare Brunel nel ruolo di estremo, oltre che dare una seconda opzione in attacco, la coppia Ramos e Ntamack ti permette di giocare con due aperture e doppio fronte di gioco, anche se Ntamack proprio apertura non mi pare, quanto meno nel Tolosa gioca spesso 12.
    Per me è una squadra che andrà valutata nel prossimo quadriennio, come per noi anche per loro sarà l ultima spiaggia. Con la differenza che loro possono nutrire speranze nella generazione d oro dei giovani, a patto che trovino spazio nei club. Per noi ormai le speranze sono ridotte al lumicino e paradossalmente ormai cambiare ha poco senso, considerando che tra il 2021 e 2022 ci saranno grosse novità. Per cui continuiamo con la strada di O Shea alla ricerca del risultato e poi si vedrà

    1. Sulla questione della U20 che ha vinto il Mondiale un attim o pero’ perche’ sembra che sia il salvagente di tutto.

      Non tutti quei giocatori sfonderanno a livello superiore, potrei fare la lista dei Baby Blacks che han vinto JWC senza poi diventare campioni a livello senior…giusto due passati di qua come projects: Ah You ed Heenan che era anche capitano dei Baby Blacks campioni del mondo. Volendo poi posso fare gli esempi della U20 Irlandese arrivata alla finale mondiale, a conti fatti oggi come oggi in alto ci sono solo Porter, Ryan e Stockdale…Deegan miglior giocatore del torneo deve ancora arrivare in NAzionale. La U20 Irlandese che fece il Grand Slam nel 2010 alla fine ha portato veramente in alto i soli Conway, Ruddock. Non utti i campioni del mondo U20 diventeranno grandi giocatori a livello senior, wuoi per infortuni fisici o perche’ passati senior non sono dimnanti come lo erano a livello U20.

      Si da tantissimo peso alla vittoria di un Mondiale, ma attenzione non penso di scoprire l’acqua calda nel dire che la JWC e’ un torneo in cui serve anche una buona dose di fondoschiena. 3 partite di pool nel giron di 18-19 giorni, passano solo le prime e la migliore seconda alla semi che conta, se becchi i Baby Blacks in gruppo la tua possibilita’ di arrivare in semi crollano. Occhio non voglio sminuire il torneo ma dire che e’ un torneo dove paghi durissimamente anche una mezza partita sbagliata o in cui non giri al 100%. Guardando al 6N U20 che secondo me e’ una cartina di tornasole piu’ equo perche’ diverso per struttura occhio che la francia negli ultimi 10 anni ha vinto il torneo 3 volte ed e’ arrivata seconda 5 volte…non e’ che le altre annate fossero dei caciottari i francesi.

      Per me deve far pensare che quando nel primo decennio del 2000 in finale di Heineken ci andavano Toulouse e Biarritz lo facevano con ossature di squadre fatta da francesi e francesi di altissimo livello. Il Toulon dei 4 titoli quanti giocatori ha sfornato per la NAzionale mentre vinceva le coppe?

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