6 Nazioni: CVC Capital Partners vuole entrare come socio

La società finanziaria britannica specializzata in private equity ha fatto un’offerta per entrare nel Board del Torneo.

Una ricca proposta – ma non l’unica secondo fonti interne al 6 Nazioni – per una quota minoritaria del Guinness 6 Nazioni. Ad arrivare sul tavolo del Board del Torneo, infatti, c’è l’offerta di CVC Capital Partners, società finanziaria britannica specializzata in private equity già proprietaria del 27% delle quote della Premiership inglese.

Come detto, però, quella di CVC non sarebbe l’unica opzione sul tavolo del 6 Nazioni che sta lavorando per ottimizzare le entrate economiche del Torneo. L’ingresso di CVC, però, sarebbe anche un segnale importante per World Rugby e – di fatto – chiuderebbe virtualmente la porta alla Nations Championship che Bill Beaumont vuole invece far partire tra qualche anno.

La proposta di CVC rientrerebbe nel “Project Light”, cioè il progetto delle sei federazioni coinvolte di unire i loro interessi commerciali. CVC, secondo quanto riporta la BBC, avrebbe messo sul piatto l’offerta di acquistare il 30% delle quote del Torneo – restando dunque minoritaria, ma avendo più delle singole quote delle Federazioni – per un’entrata nelle casse delle sei nazioni di circa 100 milioni di sterline.

Come detto, la CVC Capital Partners è una società finanziaria britannica specializzata in private equity in settori come i beni di consumo, servizi finanziari, telecomunicazioni, farmaceutica. Gestisce oltre 52 miliardi di dollari di attività tra Europa e Asia, con una capacità di investimento pari a 109 miliardi di dollari.

Foto – Instagram/sixnationsrugby

Un commento su “6 Nazioni: CVC Capital Partners vuole entrare come socio

  1. Prima volta in vita mia che faccia il tifo per una finanziaria multinazionale. Qualsiasi cosa purché non vada in porto questa vergogna epocale. Poi la multinazionale farà carne di porco del 6N, ma almeno la porcheria non sarà globale e risparmieremo ulteriori massacri ai novelli gladiatori. Ormai c’è poco da risparmiare, ma per un diabetico dieticamente incontinente anche la bustina di dolcificante nel caffè al posto di quella di zucchero semolato ha il suo perché.

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