L’opinione: dire che Roma è meglio di Tbilisi ormai non basta più

Le dichiarazioni di Eddie Jones e i programmi di World Rugby dimostrano che l’Italia è diventato un problema.

“L’Italia fuori dal 6 Nazioni? Ma chi andrebbe a Tbilisi al posto di Roma?” è un classico da diversi anni. L’ipotesi di un 6 Nazioni senza gli azzurri e con la Georgia – cioè la miglior europea che non fa parte del Torneo – è stata per anni stroncata così dagli addetti ai lavori. Un giudizio ben poco tecnico, ma che nascondeva una verità. Il 6 Nazioni non avrebbe mai rinunciato all’Italia, a Roma e al potenziale indotto del Belpaese per aprirsi a un Paese decisamente più povero e meno attraente da un punto di vista turistico, commerciale e televisivo.

LA RETROCESSIONE NON E’ PIU’ UN TABU’

Ma le cose stanno cambiando. Complici – ahimè – i 21 ko consecutivi degli azzurri nel Torneo. E poco importa se “chi si intende di rugby vede che l’Italia sta giocando in un certo modo mettendo in difficoltà squadre che sono al secondo e al terzo posto del ranking”, evidentemente chi se ne intende di rugby vede anche una squadra che continua a perdere e a perdere terreno. Altrimenti Eddie Jones, che di rugby se ne intende, non parlerebbe palesemente di retrocessioni nel 6 Nazioni, per assicurarsi “di avere sempre le sei migliori squadre in Europa” (anche se, a oggi, personalmente sono convinto che l’Italia faccia parte delle sei migliori squadre in Europa, ndr.).

A ciò si aggiunga la famosa Nations Championship che sta studiando World Rugby, un torneo globale che vedrebbe – appunto – le retrocessioni/promozioni tra le migliori nazionali d’Europa e del Mondo. Insomma, quello che fino a pochi anni fa era un tabù, cioè un 6 Nazioni con squadre diverse da quelle di oggi, non lo è più. E non sono più solo gli opinionisti britannici a dirlo, o i georgiani a chiederlo, ma sono gli addetti ai lavori, ai più alti livelli.

SCONFITTE SPORTIVE E POLITICHE

L’Italia dal 2000 a oggi ha avuto dei momenti in cui sembrava poter accorciare il distacco con le migliori (vedi 2007 e 2013), ma negli ultimi 5 anni la decadenza è stata netta ed evidente. I risultati non arrivano, i ricambi generazionali non si vedono, il peso politico della Fir dal passaggio da Dondi a Gavazzi è palesemente crollato e mediaticamente l’Italrugby fatica ad avere un peso anche in Italia. Figuriamoci all’estero.

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Il rischio concreto di chiudere il quarto 6 Nazioni senza vittorie è più che reale e l’Italia è sempre più un’invitata che – dopo i primi 15 anni di luna di miele – oggi i padroni di casa vedono come un ospite fastidioso. Che non si può accompagnare alla porta, ma la cui utilità non si vede. E i refrain che da anni si sentono in conferenza stampa sui miglioramenti, sulla crescita, sulle bacchette magiche e quant’altro appaiono sempre più stantii e logori. Ma, forse, sono solo gli altri (da Eddie Jones in giù) che di rugby non ne capiscono.

Foto – Instagram/italrugby

15 commenti su “L’opinione: dire che Roma è meglio di Tbilisi ormai non basta più

  1. Che poi non è che ci sia tutta questa simpatia nemmeno nei confronti delle franchige in Pro14. Qualche anno fa un giocatore del Leinster con cui ho contatti mi chiese perchè hanno fatto entrare le squadre italiane e che giocare contro le Zebre gli sembrava come giocare in un cimitero

  2. E allora che retrocessione sia.

    L’esclusione dell’italiana di diritto in Champions è stata una manna dal cielo visto che almeno il Benetton in Challenge sta facendo il suo onestissimo cammino: il pubblico riempie il Monigo, la stampa si è risvegliata e il sorriso è tornato dopo anni di musi lunghi.
    Se sapremo conquistarci la Champions vorrà dire che fra noi e le altre non ci sarà più una distanza siderale. Non perderemo più la faccia.

    Retrocediamo nel 6 nazioni ? Bene, l’anno dopo ce la giocheremo con la Romania, la Spagna e la Russia. Probabilmente torneremo a vincere, probabilmente l’anno successivo saremo di nuovo a Twckenham con giocatori che si son fatte le ossa in Pro14 e, speriamo, in Champions.

    Perderemo, almeno per un anno, i tanti soldi del six ma ci guadagneremo in dignità e voglia di rivincita.

    Forse, finalmente, capiremo che il rispetto lo si guadagna e non lo si compra e quindi saremo obbligati a cambiare quello che sino a ora sembra essere immutabile.

    Non è una provocazione.

    1. Si mamo ma senza i soldi del 6N, chi li da 4 milioni al Benetton per continuare cosi? Senza i soldi del 6N le Zebre “ti saluto”, e al Top12 (che probabilmente diventerà rapidamento Top4-5) arriveranno briciole.
      La Fir è in rosso cosi, senza i soldi del 6N non arrivano nemmeno a fine mese.

      1. Se annualmente è prevista una retrocessione si dovranno ben rivedere tutte le regole, anche economiche (la qual cosa sembra il vero ostacolo alla paventata rivoluzione); non più accordi pluriennali ma annuali.
        Non faccio i conti in tasca a Benetton ma finché non se ne parla non si possono cercare alternative.

        Un’alternativa ?
        Ci facciano giocare a Tiblisi.

  3. Che l’italia (in termini di prestazioni e appeal) fosse un problema era chiaro a tutti tranne che a chi di dovere – e in possesso degli strumenti per fare qualcosa.
    E’ il normale sviluppo di una situazione stagnante da due decadi ormai. Purtroppo la mentalità del “ma si, abbiamo fatto, siamo qui e al resto pensiamo domani” (dicasi “assenza di programmazione”) è tipicamente italiana, e all’estero fanno diversamente.
    Ma nemmeno questo scalzerà i nostri alti papaveri dalla sedia, figuriamoci. E a rimetterci saranno giocatori, tifosi e chiunque si sbatta per non far morire il nostro sport lungo la penisola.

  4. Non vorrei che, come spesso succede in Italia, cambiamo quello o quelli che potrebbero non essere i principali responsabili : ergo, dobbiamo cambiare il management !

  5. È facile parlare da CT di una nazionale che ha una tradizione, un bacino di praticanti, strutture e risorse manageriali di assoluto livello. Al caro Eddie Jones lo vedrei bene alla guida della nostra modesta Italietta, poi vediamo se parlerebbe così. È indubbio che al momento non siamo competitivi, ma non credo che mettere Georgia o Romania al posto degli Azzurri un anno sì e un anno no, con una retrocessione che riguarderebbe solo noi e la promossa di turno, cambierebbe di molto la sostanza delle cose. C’è un divario evidente tra le prime d’Europa e le altre. Con noi che purtroppo siamo esattamente nel mezzo: ancora né carne né pesce. Farci fuori rallenterebbe ulteriormente il nostro programma di crescita tecnica. E poi Roma pesa troppo a livello economico, per tutti. Non conviene a nessuno per davvero.

    1. A dire il vero il buon Eddie Jones ha preso il Giappone che ha preso che era ben indietro nel ranking ed ha migliorato e guidato a diversi risultati storici come la vittoria sui Boks al mondiale…

  6. Le sei migliori in Europa. L’Italia è sicuramente tra le sei migliori in Europa, anche se è di gran lunga la più scarsa delle sei. Se si giocasse 20 volte Italia-Georgia, l’Italia vincerebbe venti volte. A questo punto aspettiamo il primo sei nazioni con la georgia, aspettiamo che prendo 50 punti anche loro da tutti, così la smettiamo con questa storiella.

    Quanto all’avvicinamento al resto del 6N. In realtà tutto il periodo tra il 2007 e il 2014 sembrava far pensare questa cosa. Non ci dimentichiamo il 13-11 a Roma con l’Irlanda, con drop di OGara a un minuto dalla fine che fa ancora male, lo stesso anno del 22-21 alla francia. Il 15-19 in casa con l’Inghilterra, buttata via per quel passaggio di Bortolami e il calcio di Masi interecettato a 20 dalla fine (poi quell’anno 13-6 alla scozia). Il 17-11 a Twickenham con l’ultima dannata touche nei loro cinque metri sbagliata.
    Nel 2014, il 23-15 in casa del galles del 2014 (con Campa man of the match, e -5 pts a 10 minuti dalla fine, il 20-21 in casa con la Scozia persa per un drop da 40 metri). E potrei continuare con il 2008 (61-11 con IRL a casa loro, 19-23 con ENG e vittoria con la scozia…)
    Insomma, fino al 2014 vincevamo qualche volta, perdevamo spesso ma sottobreak, anche contro la corazzata Inghilterra.

    1. doversi ricordare quelle volte che avevi perso bene perché l’ultima che hai vinto non ti ricordi neanche più quand’era…

  7. a questo punto ritiriamoci noi e torniamo a fare quello che facevamo 20 anni fa, esportavamo qualcuno ed un onesto campionato, lasciamo perdere e giochiamo da semipro quali siamo con i nostri bei campanili e le squadre che si tirano su i ragazzi, chissà che la situazione non migliori, alla fine, poi ci saranno i TM, la superissima competizione megamondiale, che ci darà soldi, il mondiale ogni 4 anni e via a pedalare (chiaramente si esce anche dal pro14 che facciamo schifo, poi vediamo quanto dura e che arrivino, poi, le loro domestiche a fare le belle), chiudiamo accademie ed orpelli vari e ripartiamo da 0, almeno la finiamo con queste lagne continue (a proposito, quanti ne ha presi la francia con l’inghilterra? 36, noi 43, siamo l’, noi abbiamo fatto 2 mete, loro 1, quindi la partitaccia ci stà, non è questa la pietra miliare)

  8. io devo essere sincero.
    A parte le parole dette qua e là da molti anglosassoni del nord e sud emisfero penso che anche nel board del 6 N sian convinti che con la Georgia forse sarebbe peggio che con l’Italia.
    Tuttavia ho un dubbio: cosa sarebbe accaduto se i georgiani avessero avuto tutti i soldi del 6 N che noi abbiamo avuto?
    Sicuramente non sarebbero andati ai vari cecchinato e compagni o mi sbaglio?

  9. Ovviamente ci sono gli inevitabili commenti contro la Georgia come se quello fosse il vero ounto della questione…che l’ITalia ne vincerebbe 20 su 20 giocandone magari 10 a casa loro comunque e’ tutto da dimostrare, d’altra parte alla vigilia della prima sconfitta della storia in Giappone tutti erano convinti di fare polpette dell’avversario.

    Il punto non e’ se l’ITalia sia meglio della Georgia (per me lo e’ ancora oggi ma non cosi’ enttamente come molti pensano) ma che davanti alle resistenze del board del 6N e’ WR che prova ad attaccare lo status quo del torneo e ci sono adetti ai lavori che pensano sia corretto…questo e’ il problema non se sia meglio la georgia o l’Italia.

    Adesso aspetto gli altri che interverranno con “eh ma il board fa quello che vuole e’ un torneo privato” come se quello fosse il punto

  10. ho letto l’articolo e i commenti
    cazzarola quanto serve vincere con la francia, ma non di culo, bene, convincendo…

    1. anche di culo, sarebbe tutto grasso che cola…
      purtroppo i soliti noti se ne farebbero un vanto…
      anche stravincendo con la Francia finiremmo ultimi, loro hanno già sei punti…
      la prestazione con l’inghilterra è stata di una pochezza imbarazzante, spiace solo per chi ci ha rimesso le ossa o la faccia…

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