Nations League: World Rugby spiega, ma non convince

Il governo del rugby mondiale spiega il progetto per un nuovo torneo mondiale. Ma i problemi restano.

Cerca di far chiarezza World Rugby e cerca di spegnere i malumori di diverse nazioni, come Fiji, Samoa e Georgia. Cerca di far chiarezza attorno alla famosa Nations League, o meglio Nations Championship come la chiama WR. E se in linea di principio l’idea sarebbe buona, nei fatti lascia più di un dubbio.

Il progetto e le 12 partecipanti

Ma come sarebbe questo torneo globale che ha in mente il governo del rugby? Come anticipato anche su R1823 si tratterebbe di un torneo che prevede 11 incontri per ogni nazionale e che coinvolgerebbe le squadre del 6 Nazioni e della Rugby Championship. Inizialmente. Come ha spiegato in un lungo comunicato World Rugby, infatti, il torneo sarebbe diviso in varie fasce d’importanza. La prima – a oggi – coinvolgerebbe i 10 Paesi che disputano il 6 Nazioni e la Rugby Championship, ma non si allargherebbe automaticamente a Giappone e Usa. Le altre due squadre sarebbero decretate dal ranking mondiale e, oggi, dunque sarebbero Giappone e Fiji.

Poi ci sarebbe un secondo torneo con le seconde migliori sei europee e le seconde migliori sei “mondiali” e, a scendere, un terzo torneo a base territoriale con le nazionali minori. E, a differenza di quanto trapelato sulla stampa, sarebbe previsto un sistema di promozione e retrocessione. Con gli spareggi. Insomma, la peggior europea della Nations Championship sfiderebbe la migliore del secondo torneo, così come la peggiore del resto del mondo. E qui, però, casca l’asino.

L’ipotesi di World Rugby in base all’attuale ranking mondiale.
Retrocessioni e 6 Nazioni

Come sottolinea World Rugby, infatti, la Nations Championship vedrebbe parte dei match da disputare essere quelli del Sei Nazioni e della Rugby Championship. Peccato, però, che i due tornei siano privati, non siano gestiti da World Rugby e abbiano dei chiari contratti in essere. Tradotto, a oggi non si può ipotizzare la retrocessione di una squadra dal Sei Nazioni e la promozione di una tier 2 nel Torneo continentale. E, di conseguenza, cade fin da subito l’ipotesi di promozione/retrocessione di cui parla World Rugby. E WR ammette che alcune federazioni coinvolte hanno già detto di no.

I dettagli

Il torneo, inoltre, partirebbe nel 2022 (non 2020 come ipotizzato) e si disputerebbe ogni due anni – escludendo l’anno mondiale e in forma ridotta in quello del tour dei British & Irish Lions – e come sottolinea World Rugby ha già raccolto un importante interesse da parte di alcuni media che permetterebbero un incasso per le varie federazioni ben maggiori di oggi. E, come evidenzia World Rugby, la maggior parte delle squadre giocherebbe 11 match all’anno (13 le finaliste, ndr.), contro i circa 12/14 disputati oggi. Ma, come detto, il problema di base resta: come garantire la tanto richiesta questione della promozione/retrocessione con il fatto che le squadre del 6 Nazioni, per contratto, non possono cambiare? Come garantire spazio alle altre nazioni se la stessa World Rugby sottolinea come il nuovo torneo non intaccherebbe né il 6 Nazioni, né la Rugby Championship, né i British & Irish Lions, tutti “protected as jewels” come scrive World Rugby?

Un commento su “Nations League: World Rugby spiega, ma non convince

  1. è un pastrocchio che cercano di adattare e trovare la quadra, l’unica è che le fed prendano così tanti soldi in più rispetto a 6N, champ, TM, lyons, Serie, che convenga, ogni due anni, svendere i tornei storici, ed allora vedi che una soluzione viene fuori (per quanto un’eventuale retrocessa del 6N, senza retrocessioni, un anno rischia di giocarsi la bellezza di 11+5 partite, di cui alcune in contemporanea)

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