6 Nazioni 2019: Italia, arriva Callum Braley (ma non giocherà)

A sorpresa nel gruppo di convocati per preparare il match con l’Irlanda anche il numero 9 del Gloucester, che però è solo invitato.

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la lista dei  giocatori che prenderanno parte al raduno di Roma, in calendario da domenica  17 a lunedì 25 febbraio al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, in preparazione del terzo incontro del Guinness Sei Nazioni 2019 di domenica 24 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma alle 16 contro i campioni in carica dell’Irlanda, match che sarà trasmesso in diretta su DMAX, canale 52 del digitale terrestre.

Confermata l’ossatura del gruppo che ha preso parte ai alle prime due gare del Guinness Sei Nazioni contro Scozia e Galles. Torna Giulio Bisegni: il centro delle Zebre, presente nella rosa di Italrugby nei Cattolica Test Match di Novembre e assente nei primi raduni del 2019 a causa di un infortunio al polpaccio, sarà nuovamente a disposizione dello staff.

In mediana si rivede Tito Tebaldi: il numero 9 di Benetton Rugby, ai box dopo l’infortunio occorsogli nel pre-partita di Scozia-Italia, rientra nel gruppo azzurro. Insieme a lui, Gori e Palazzani anche Callum Braley, mediano di mischia in forza al Gloucester invitato dallo staff al ritiro al via domenica.

ITALIA – convocati

Piloni
Simone FERRARI (Benetton Rugby, 19caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 31caps)
Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, 15caps)
Nicola QUAGLIO (Benetton Rugby, 9 caps)
Cherif TRAORE’ (Benetton Rugby, 7 caps)

Tallonatori
Luca BIGI (Benetton Rugby, 17 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousian, 101 caps)

Seconde Linee
Dean BUDD (Benetton Rugby, 18 caps)
Federico RUZZA (Benetton Rugby, 9 caps)
David SISI (Zebre Rugby Club, 2 cap)
Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 109 caps)

Flanker/n.8
Marco BARBINI (Benetton Rugby, 3 caps)
Maxime MBANDA’ (Zebre Rugby Club, 15 caps)
Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 14 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 136 caps)
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Rugby, 27 caps)
Jimmy TUIVAITI (Zebre Rugby Club, 2 caps)

Mediani di Mischia
Callum BRALEY (Gloucester Rugby, esordiente) – invitato
Edoardo GORI (Benetton Rugby, 69 caps)
Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby Club, 30 caps)
Tito TEBALDI (Benetton Rugby, 29 caps)

Mediani di Apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 45 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 32 caps)
Ian MCKINLEY (Benetton Rugby, 6 caps)

Centri
Michele CAMPAGNARO (Wasps, 40 caps)
Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 16 caps)
Luca MORISI (Benetton Rugby, 22 caps)
Marco ZANON (Benetton Rugby, esordiente)

Ali/Estremi
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby Club, 11 caps)
Angelo ESPOSITO (Benetton Rugby, 17 caps)
Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 14 caps)
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby Club, 17 caps)
Luca SPERANDIO (Benetton Rugby, 5 caps)

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

15 commenti su “6 Nazioni 2019: Italia, arriva Callum Braley (ma non giocherà)

      1. Grazie.

        Mah sempre dispiaciuto che l’attacco alle naturalizzazioni di Pichot sia stato oppsoto dagli interessi delle grandi Union, come era prevedibile tra le altre cose.

        Vorrei pero’ capire quelli che gioiscono di questa convocazione come pensano che cio’ possa aiutare il movimento a crescere, si torna sempre ai soliti discorsi per me al di la’ dell’antipatia per le naturalizzazioni facili.

        Volendo fare per il cinico che guarda al risulato possibile e basta: si pensa davvero di battere per esempio un’Inghilterra schierandogli contro uno che per indossare la maglia della NAzionale Inglese maggiore l’avrebbe come noi dovuta comprare al negozio?

        1. Beh l’Irlanda è riuscita a battere gli all blacks facendo giocare Bundee Aki (che in NZ ha dovuto comprare anche la maglietta della nazionale u20) per cui perchè non dovrebbe provarci l’Italia 😉

  1. beh, comprarla al negozio no dai caro Stefo, è stato peraltro capitano dell’under 20….diciamo un giocatore da convocazione nei Saxons…..

    1. Heenan e’ stato capitano deui baby Backs che vinsero la JWC 2012, il primo esempio che mi viene in mente…il salto da U20 a senior non e’ automatico.

      La verita’ e’ che quasi nessuno conosceva Callum Braley fino a ieri, ora COS lo chiama ed allora diventa la nuova speranza/salvatore della aptria…

      1. seguendo spesso Gloucester quest anno, ho visto svariate volte il ragazzo giocare. Certo nelle rotazioni era il terzo mediano dopo Heinz e Vellacott. Il neozelandese ha inanellato una serie di prestazione veramente scadenti, il giovane Vellacott invece sta crescendo tanto e Braley ha giocato un paio di partite, non è assolutamente male. C’è di buono che Vellacott l anno prossimo a già firmato peri Wasps e magari Ackermann darà più spazio a Braley…ovviamente non potevo mai sapere che avesse i nonni italiani.

  2. non conosco il valore del ragazzo quindi non discuto sul valore qualitativo del giocatore, a me non piacciono in assoluto le naturalizzazioni, ma se le regole lo concedono non sarò io ad alzare le barricate, noi non siamo gli unici a sbagliare valutazioni, quindi magari peschiamo il jolly come con polledri o hayward, che il loro nel 6N lo fanno alla grande e che, per me, qualche rimpianto, magari solo a livello di profondità, in patria lo hanno lasciato, però continuo a rabbrividire a pensare che il movimento non riesca a produrre 2 o 3 mediani di livello decente (e qualcheduno sopra la media ogni paio di giri) a “generazione”, che i tecnici federali, da COS a scendere, e le franchigie, non siano in grado di mettere sul tavolo almeno 4 scelte e un altro paio di toppe, ma che si stia ancora ancorati ai tebaldi o gori, con violi unica novità e un orizzonte desolato e palazzani a fare da “va tì, che i xe finii quei de ruolo e ti te xe capace!”, con due ragazzi che non vedono, praticamente, campo nelle franchigie e gente che pare avere qualche numero, naftalinata in top12 e guai a provarli che per tutti sono troppo pippe!
    la questione è che bisogna coltivare al meglio il nostro orto, per quanto piccolo e improduttivo, perchè fare certe scelte per necessità e non per scelta, porta alla rovina del movimento, alla lunga

      1. @stefo, sono il primo ad appoggiare la tua diffidenza verso certe scelte, sicuramente tuivaiti, per rimanere nei tuoi esempi, ma possiamo andare a tirare fuori altri nomi nella storia della “legione straniera” italiana, non lo rimpiange nessuno, sisi non credo, ma solo perché nel ruolo in inghilterra, oltre ai fenomeni hanno pure un bel numero di onestissimi ottimi giocatori, ma a noi serviva come il pane e non possiamo certo dire che è stato un cattivo acquisto, di braley ho detto sopra che non ho idea di cosa possa portarci, il nostro problema è proprio questo, gli altri naturalizzano il polledri, parisse, hayward della situazione, cioè giocatori superiori ai già buonissimi loro omologhi casalinghi, per alzare la qualità da 98 a 100, continuando a lavorare per non aver bisogno di questi innesti e “macinando” giovani dandogli le opportunità, in molti modi diversi, di affermarsi, noi naturalizziamo chiunque passi, non per alzare la qualità, ma per coprire i buchi che non riusciamo a riparare da soli, imbroccandoci, magari, ogni tanto, ed intanto, invece di renderci conto del problema e di lavorare per non ritrovarci nella stessa situazione, lasciamo che l’inerzia continui sempre nella stessa direzione, lasciando i giovani a marcire nel top12, che per me è un ottimo passaggio di svezzamento per un ventenne, ma che al massimo in due anni deve avere la possibilità di passare oltre, altrimenti diventa deleterio, non avendo il coraggio di tagliare i rami secchi (anche qui dovrebbe intervenire la federazione con regolamenti che consentano il cambio di giocatori tra club e franchigie in corsa, a fronte di vantaggi per i club, per cui io ti lascio, ad es, raffaele che alle zebre non vede campo, invece di trascinarmelo due anni, e tu mi dai, che so, casilio a fronte di X denari o simili, così faccio giocare raffaele, che magari si riprende, e cresco casilio che potrebbe essere più forte, e tu ti trovi un buon giocatore e qualcosa in mano, non mi pare così campato per aria) ed avendo tecnici e dirigenti che continuano a pensare alla gallina oggi, ma che lasciano il pollaio vuoto e dovono ricomprare un’altra domani, invece che investire in uova per 6 mesi e trovarsi 10 galline con cui, poi, poter scegliere ogni giorno se valga la pena mangiare frittata o pollo arrosto, invece che fare il brodo oggi e allungarlo per una settimana.
        vogliamo vedere cosa stiamo costruendo dietro agli innesti?
        – prima linea: dobbiamo arrangiarci perché il ramo argentina si è seccato e il ramo est europa non è mai decollato, europei e downunder sono difficilmente assimilabili, infatti siamo in difficoltà e non ne usciamo;
        – seconda linea: ruzza… poi speriamo che i ventenni trovino posto perché giro tre anni siamo alla frutta, diciamo che siamo in attesa di sviluppi;
        – terze: qui va abbastanza bene, alcune scelte discutibili, ma la scuola sforna gente di qualità certa;
        – M: ne stiamo giusto parlando, diciamo che siamo, in peggio, nella situazione delle seconde, ma con meno qualità attuale e meno prospetto;
        – MA: allan e McK sono degli assunti, canna e poi il nulla, poche opzioni e solo su sponda treviso/veneto;
        – centri: oltre a quelli del giro e brex, al momento si intravede solo zanon, diciamo che il presente non è drammatico, il futuro nebbioso;
        – ali: sarto e bellini rotti, forse il primo bruciato prematuramente, esposito e di giulio abbastanza bloccati nella crescita, venditti pare finito e sperandio in attesa di notizie, poi si spera di italianizzare ioane, perché non c’è altro e nelle franchigie si gioca con non meno di 2 stranieri su 4 a turno… di sicuro domani ci arriva dal nulla un misto tra north, lomu e campese dalle giovanili, contaci, anzi 3 o 4;
        – estremo: minozzi e padovani, qualità sicuramente, ma oltre a questi, come tra le ali, stiamo aspettando che dal terreno nascano già pronti i mezzoscheo o similari, autoctoni, per semplice partogenesi del sudore degli altri giocatori;
        – staff: prendi il peggio di sopra, aggiungi spocchia, pressapochismo e nepotismo QB, metti nel mixer, tre ore di forno ventilato e ci siamo;
        hai voglia di naturalizzare

  3. non sono ne contrario ne a favore ma stranamente quando giocano non danno quel salto di qualità che ci aspettiamo. forse servirà solo per dare ulteriori consigli per i nostri mediani

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