6 Nazioni 2019: l’Italia lotta, ma non basta

Si è conclusa all’Olimpico di Roma la sfida tra gli azzurri e i britannici, valevole per il secondo turno del torneo.

E’ un’Italia più che discreta quella vista oggi all’Olimpico, sicuramente più propositiva di quella di Edimburgo, anche se contro ha un Galles che sicuramente non schiera il suo XV ideale. E Italia che resta nel match fino al 70′, spaventa a inizio ripresa gli ospiti, ma cui manca il guizzo per la vittoria.

Primo tempo

Mette subito pressione sull’Italia la difesa gallese e dopo neanche 30 secondi di gioco c’è il primo tenuto del match e Dan Biggar può subito mettere i primi tre punti sul tabellone. Ancora un errore in ricezione regala la palla al Galles, con gli azzurri che difendono perdendo però costantemente terreno. Con due up&under riconoquistati gli ospiti arrivano nella metà campo italiana, ma un avanti salva gli azzurri al 4′. Poco dopo bel passaggio di Hayward che libera Esposito per una bella corsa e azzurri che entrano nei 22 avversari. Azzurri che, però, vengono tenuti alti e palla persa. Italia che perde una touche in difesa e dà una mischia al Galles in attacco all’10’. Al 14′ altra mischia e fallo azzurro con Biggar che può allungare dalla piazzola. Subito dopo un intercetto su passaggio telefonato e lento di Palazzani ridà l’ovale a un Galles che domina territorio e possesso in questa prima fase del match. Ancora fallosi gli azzurri in difesa e Biggar va per la terza volta sulla piazzola nel primo quarto di gioco per il +9.

Un fallo gallese dà, al 20′, finalmente la possibilità all’Italia di affacciarsi in attacco, ma gli azzurri si fanno rubare l’ovale in maul. Su un calcio di Biggar ottima presa di Padovani e Italia che resta in attacco, ma ancora una volta i gallesi tengono alto il portatore di palla e occasione persa. Al 27′ sull’ennesimo calcio gallese Padovani si fa anticipare da Biggar e ospiti che si riportano a pochi metri dalla linea di meta, con la prima vera occasione di marcare punti pesanti nel match. Difesa disperata dell’Italia che si salva con un fallo e quattro su quattro per Biggar per il 12-0 al 30′. Italia in gran confusione palla in mano, con Parisse e Palazzani che spesso si lamentano con Raynal per delle decisioni che appaiono loro incomprensibili, ma intanto il Galles scappa via. Un errore al piede anche gallese, però, ridà un’opportunità agli azzurri che guadagnano una punizione. E a differenza del Galles, che ha preferito accumulare il vantaggio piazzato dopo piazzato, l’Italia va in touche. E a furia di spingere, alla fine, è Braam Steyn a sfondare e ad andare oltre per la prima meta della partita. Italia che cresce ora, conquista anche una punizione da mischia e può chiudere il primo tempo in attacco. Ancora un fallo gallese, con Negri che viene fatto cadere durante la touche e Tommaso Allan a tempo scaduto va sulla piazzola per portare l’Italia a -2. Ma l’apertura prende il palo e si chiudono i primi 40 minuti sul 7-12.

Secondo tempo

Si riparte, dunque, dal -5 del primo tempo e un fallo gallese porta l’Italia nei 22 d’attacco. L’indisciplina britannica dà ad Allan una nuova chance, questa volta centrale, per i pali e Italia che accorcia dopo quattro minuti di gioco. Un placcaggio alto azzurro, però, riporta subito il Galles sui 5 metri con una touche pericolosa, ma l’Italia ruba benissimo l’ovale grazie alle mani di Steyn, anche se gli ospiti restano nei 22 con un’altra rimessa a disposizione. Ma ancora Steyn ruba l’ovale, anche se poi un avanti mantiene la pressione sugli azzurri. Esce Allan per concussion, mentre il Galles continua a premere. Ottima, però, la difesa azzurra che ruba palla e un calcio di McKinley porta il Galles di nuovo nella sua metà campo. Ma un nuovo fallo dà al Galles una nuova chance d’attacco. Sbaglia molto al piede Biggar e Italia che respira, quando in campo entra anche Federico Ruzza. E al 54′ si distrae l’Italia e il Galles ne approfitta subito con una folata al largo con l’ovale che arriva a Josh Adams e meta degli ospiti, la prima del match, che così allungano di nuovo oltre il break. Al 56′ entra Marco Barbini al posto di Negri. Insiste, però, il Galles che conquista un nuovo fallo in attacco e va in touche. Nulla di fatto, anche se i britannici continuano a dominare territorialmente mentre si entra nell’ultimo quarto di gioco.

E’ un’Italia che ci prova quella di oggi all’Olimpico, anche se manca sempre qualcosa in fase offensiva per impensierire gli ospiti. Un errore al piede di Gori riporta il gioco nella metà campo azzurra. E arriva una meta assurda per il Galles. Prima la touche persa dai gallesi, ma recuperata in qualche modo, poi su un calcetto controlla Hayward che la perde indietro e si tuffa Jonathan Davies che si tuffa in meta. Ma il TMO annulla per un avanti e Italia che si salva. Azzurri che, però, faticano a scrollarsi di dosso la pressione e a provare a rendersi pericolosi per riaprire il match. Al 69′ fallo in mischia dell’Italia e di nuovo il Galles è sui 5 metri. E arriva la meta che chiude il match. La segna Owen Watkin che raccoglie un calcetto fatto con un vantaggio da sfruttare. Prova a reagire l’Italia, anche se ora lo svantaggio è di oltre due mete trasformate. E al 75′ è Edoardo Padovani a marcare al largo, quando un bel buco di Allan viene sfruttato e Italia che marca la seconda meta di giornata. Non basta a riaprire il match, e a tempo scaduto sembra arrivare anche la terza meta gallese, ma l’arbitro non la concede per un evidente avanti precedente.

ITALIA – GALLES 15-26

Sabato 9 febbraio, ore 17.45 – Stadio Olimpico, Roma
Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Luca Morisi, 11 Edoardo Padovani, 10 Tommaso Allan, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Sergio Parisse, 7 Abraham Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 David Sisi, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Nicola Quaglio
In panchina: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traorè 18 Tiziano Pasquali, 19 Federico Ruzza, 20 Marco Barbini, 21 Edoardo Gori, 22 Ian McKinley, 23 Tommaso Benvenuti
Galles: 15 Liam Williams, 14 Jonah Holmes, 13 Jonathan Davies, 12  Owen Watkin, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Aled Davies, 8 Josh Navidi, 7 Thomas Young, 6 Aaron Wainwright, 5 Adam Beard, 4 Jake Ball, 3 Samson Lee, 2 Elliot Dee, 1 Nicky Smith
In panchina: 16 Ryan Elias, 17 Wyn Jones, 18 Dillon Lewis, 19 Alun Wyn Jones, 20 Ross Moriarty, 21 Gareth Davies, 22 Gareth Anscombe, 23 Hallam Amos
Arbitro: Mathieu Raynal
Marcatori: 1′ cp.. Biggar, 15′ cp. Biggar, 19′ cp. Biggar, 30′ cp. Biggar, 35′ m. Steyn tr. Allan, 44′ cp. Allan, 54′ m. Adams tr. Biggar, 70′ m. Watkin tr. Anscombe, 75′ m. Padovani

Foto – Instagram/italrugby

11 commenti su “6 Nazioni 2019: l’Italia lotta, ma non basta

  1. Che dire…il livello e’ questo e a questo dobbiamo abituarci purtroppo
    Qualche lievissimo miglioramento c’e’ ma ancora troppo poco per impensierire gli avversari
    Che lo staff abbia qualche pecca e faccia qualche errore e’ assodato…ma penso che il vero problema sia la formazione dei nostri giovani e il metterli nella condizione migliore possibile per performare…ovviamente tutto cio’ non avviene ancora e qui la federazione e i club dovrebbero fare un bel mea culpa…
    Ultima nota dolente:l’Olimpico con molti vuoti…ma che ci vuoi fa’…e’ dal 2013 che l’Italia non vince a Roma!

  2. Altro livello, purtroppo c’è poco da fare. Anche le loro seconde linee sanno mettere un’intensità e ritmo che ci costringe a difenderci. Perchè anche oggi ai nostri è mancato troppo il pallino del gioco, e la cosa fa riflettere pensando che mischia e touche hanno tutto sommato funzionato. Ma ci hanno distrutti in ruck (cosa che accomuna spesso anche le franchigie): magari sarebbe ora di prendere un allenatore a riguardo, no?

  3. Italia più che discreta ….che manca il guizzo della vittoria…è scritto cosi tra l’altro.
    Mi sembra un po’ troppo generoso l’ estensore dell’articolo, consideriamo che giocavamo in casa, dovevamo riscattarci, loro avevano effettuato parecchi cambi ..in pratica una squadra b, nonostante questo il risultato è quello che è.
    Se da un lato è vero che siamo andati meglio che con la Scozia e che qualcuno ha tenuto bene il campo ( mi vengono in mente Stein , Hayward, Padovani, Sissi..) dall’ altro la partita ha evidenziato, se servisse , ancora una volta la ns conclamata difficoltà e limiti, buona volontà di chi in campo a parte.
    Alcuni ruoli in grande difficoltà….si fa fatica a vedere la strada per uscire da questa situazione.
    Il poco pubblico poi completa una giornata che non riesco a definire in nessun modo positiva.

  4. Se avessero vinto non avrei fatto mai un ragionamento del genere, avrei anche un pò esultato e tacciato Gatland della solita spocchia e ben gli stava ad aver schierato un Galles B/C. Mentre si sarebbe esultato in caso di vittoria perchè anche se non entusiasmante almeno però si sarebbe portato a casa un risultato incoraggiante che intimava tutti gli altri a non sottovalutarci in casa nostra.
    Invece si è vissuto un incubo, di quelli che ti risvegli urlando e ti ripeti ma come è possibile che si riesce a perdere anche contro una banda di ragazzini gallesi????
    Gatland lo ha ammesso candidamente, per molti di loro è la chance per convincerlo se meritano di essere presi in considerazione per il prossimo mondiale oppure no. Ecco, di loro in diversi lo guarderanno dalla tv, in primis Aled Davies, non mi faceva già impazzire agli Scarltes, Wainwright e Beard sono ancora molto giovani e purtroppo per Youngs la concorrenza per la maglia 7 è altissima, perchè ricordiamoci che “abbiamo sofferto la loro terza linea ed il lavoro al breakdown”, ma nel Galles mancavano per scelta tecnica o infortunio almeno 8 terze linee che si giocheranno sul serio una maglia per il mondiale.
    Il Galles ha giocato male, lento per demerito di Aled Davies ed un Biggar che purtroppo ha perso lo smalto dei tempi migliori, ma che gli è rimasta la precisione al piede. Tengono in piedi la baracca Youngs che ha giocato una partita ottima, ha svolto al meglio quello che si richiede ad un 7. Navidi in forma smagliante, Ball che ha lavorato bene come carreer. Dietro Liam Williams, J. Davies hanno controllato ed impostato bene ed infine Adams, che spero di vedere l anno prossimo con la maglia degli Scarlets e non è un caso se questo ragazzo in due anni di premiership ha segnato 14 mete in una squadra di medio bassa classifica.
    L Italia purtroppo è rimasta a guardare, regalando ai gallesi i primi 30 minuti dell incontro e 12 punti. Verso il finale di partita c’è stata una reazione, ma che si è spenta nel palo colpito da Allan.
    Secondo me, sia contro la Scozia che ieri, l Italia fallisce l approccio alle partite quando cè da giocare i primi 15 minuti del secondo tempo. E’ lì che deve dimostrare voglia e ferocia di portare a casa l incontro, soprattutto quando si gioca in un desolante Olimpico.
    Ieri a parte purtroppo i soliti errori, salvo Steyn che ha fatto una partita di grande spessore, si è pagato a caro prezzo l atteggiamento e l approccio sbagliato alla partita di Parisse nei confronti dell arbitro che lo ha indispettito.
    Il Capitano è l idolo di questa Italia che raccoglie poco per la passione ed il sacrificio che mette in campo, però è vitale riconoscere quando schierarlo titolare e quando no. Ieri era una partita in cui io personalmente lo avrei sostituito dopo 10 minuti, o quanto meno nel secondo tempo non avrei fatto uscire Negri. L età gli rema contro, due partite da titolare non le regge più inutile girarci intorno, iniziamo ad usarlo come impact player, che forse la sua presenza si apprezza molto di più. Mi chiedo anche, è ancora il leader dello spogliatoio? un ricambio fisiologico non darebbe magari nuova linfa al gruppo?
    Quest anno la Benetton sarebbe in grado di battere tutte le franchigie gallesi, perchè in queste prime due giornate di 6N non si è visto lo spirito battagliero che contraddistingue quest anno i Leoni?
    Questa squadra ha tanti interrogativi a cui purtroppo O Shea non riesce a trovare una risposta, parlo dell O Shea allenatore, che fino ad oggi per me non merita più di un 4. Troppi approcci tattici sbagliati ed iniziamo a considerare anche qualche errore di scelta nelle formazione, Ruzza e Barbini ancora li vogliamo tenere in panchina? Certo il materiale umano è sempre quello, è dalle rape non si può tirar sangue, però qualcosa va rivista…
    Ieri ho letto diverse volte di bella partita, mi è gelato il sangue, perchè veramente siamo lontani dalle belle partite. Ieri è stata una mediocre partita, che spesso si vedono nel Pro14, dove dopo mezz ora ne cerchi un altra da vedere, oppure spegni tutto e vai a fare due passi.

    1. farei mio tutta la parte su Sergio Parisse, è da oltre un anno che lo ribadisco e mi chiedo come i giornali specializzati non se ne accorgono … ma forse molti di loro non si sono mai fatti spaccare la testa in mezzo ad un campo, come mi paiono pertinenti le considerazioni su O’Shea. Colgo l’occasione per ripetere che (a mio avviso) Crowley è tecnicamente, psicologicamente, umanamente, di conseguenza nella tattica e strategia, migliore di Conor. Sono certo che Kieran non avrebbe mai e poi mai affrontato un match del Six Nations senza un mediano di mischia di ruolo in panchina e diverse scelte, con lui, non sarebbero state causali o obbligate da eventi altri (Polledri!!!) . Conor lo ha fatto!

  5. Non e’ stato di nuovo per me tutto negativo.
    Le buone sensazioni in difesa per me si sono ripetute. E’ vero che non e’ una difesa terribilmente avanzante o soffocante ma e’ una difesa che lascia pochi varchi agli avversari e li mette in difficolta’ nel trovare gli spazi per segnare. Ieri al contrario che a Edinburgo pero’ la disciplina non e’ stata la stessa, qualche fallo di troppo che e’ costatp anche un bel po’.
    In attacco si e’ visto qualcosa di piu’ propositivo che ad Edinburgo e io penso che questo sia anche dovuto ad Un Campagnaro riportato nel vivo del gioco invece che ai margini all’ala senza ricevere ovale.

    Sono piccoli passi in avanti, ma sono comunque dei passi in avanti.

    C’e’ pero’ una terribile preoccupazione dopo la partita di ieri. Un’Italia che a mio avviso ha dato dei segnali positivi e’ stata comunque battuta da un Galles che definire in formazione sperimentale e’ poco. Tanti giocatori di seconda fascia e diversi di terza fasica, ed una sensazione che non ci fosse enanche tanta furia nel cercare una vittoria col bonus. PEnso che se la volonta’ fosse stata di andare per il bonus la quarta punizione del primo tempo sul 9-0 (quindi oltre il break) sarebbe stata calciata in touche per cercare un lineout ai 5 e possibile meta per esempio. Alla fin fine con un Galles sperimentale ed in cui Gatland ha probabilmente preso appunti in termini di gerarchie dovesse infortunarsi una delle prime scelte, l’Italia pur dando segnali incoraggianti non e’ riuscita a vincere, ed a dirla tutta non ha mai dato l’idea di poterlo fare.

    Il materiale e’ quello che e’ si dira’, inferiore per qualita’ e profondita’ ma qui ripeto stiamo parlando di un Galles B…

  6. Abbiamo perso definitivamente ogni possibilità quando è entrato Gori.

    Tre calci di fila uno peggio dell’altro, ho spento la tv.

    Se questo è un mediano.

  7. … vorrei integrare la risposta a Mr.Ian scrivendo che sono conscio come il problema del rugby italiano non sono Sergio Parisse o Conor O’Shea ma se quando va “in qualche modo” non hai lo spirito giusto e magari un pochino ci spingi allora difficilmente la baracca si raddrizza da sola

  8. E’ proprio così (Stefo) chi avevamo di fronte!! Munari parla di dettagli, a me pare che non si possano regalare 12 punti senza uscire dalla propria metà campo per 30′ a causa di dettagli. E’ la “compagnia” del 6Nazioni che ci sta stretta, purtroppo! Figuriamoci che cosa potrà succedere con Irlanda, Inghilterra e Francia se manderanno in campo i loro migliori 15 giocatori. Ma è possibile andare sotto di 3 punti dopo soli 20” avendo la palla in mano in gioco aperto!!?? Sì per gli azzurri è possibile. Sinceramente non vedo grandi colpe da attribuire ad O’ Shea, il “materiale” è quello che passa il “convento” stop Speriamo negli u. 20 che mi accingo a seguire in streaming.

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