6 Nazioni: tra novità e assenze, ecco l’Italia che guarda ai Mondiali

Le convocazioni di Conor O’Shea mostrano un cambio di rotta, da un lato voluto, dall’altro obbligato. Ecco alcuni punti chiave delle convocazioni e il XV ideale secondo R1823.

31 nomi con cui affrontare il 6 Nazioni che ci porterà ai Mondiali di Giappone 2019. L’edizione di quest’anno del Torneo continentale è, come ogni quattro anni, particolare perché non si può non fare i conti con l’avvicinarsi dell’appuntamento iridato di settembre. E le scelte di O’Shea (qui trovate tutti i nomi) forse riflettono anche questa situazione.

Niente esperimenti

Tanti gli infortunati, soprattutto diversi in ruoli chiave e senza grandi alternative, cui deve far fronte il ct azzurro. Ma nonostante ciò c’è un solo esordiente nel gruppone scelto, l’italo-inglese David Sisi, seconda linea di esperienza – seppur giovane – e che va a coprire un ruolo dove gli azzurri sono oggettivamente sguarniti. Niente giovanissimi, dunque, niente esperimenti per ovviare alle assenze, ma un gruppo di giocatori di qualità e con esperienza internazionale comprovata.

Le assenze che fanno male

“Non considerati per infortunio: Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club), Ornel GEGA (Benetton Rugby), Renato GIAMMARIOLI (Zebre Rugby Club), Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club), Jake POLLEDRI (Gloucester) Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club), Federico ZANI (Benetton Rugby)”. Così recita il comunicato Fir e, con tutto il rispetto per gli altri, sono soprattutto quattro i nomi che pesano tantissimo. Il primo è quello di Marcello Violi, prima scelta in mediana per O’Shea, e difficilmente sostituibile. Convocati Tebaldi e Palazzani, cui però nei rispettivi club vengono preferiti Duvenage e Renton, due stranieri che danno maggiori garanzie. Poi c’è Matteo Minozzi, il furetto delle Zebre, che lascia smarcato il ruolo di estremo, ruolo in cui in azzurro dobbiamo ancora vedere il miglior Jayden Hayward, che in Pro 14 offre però più garanzie di Padovani. In terza linea le alternative non mancano, ma dover rinunciare all’esplosività di Jake Polledri sarà sicuramente un problema. Vedremo le scelte di O’Shea. Infine, con Esposito al rientro e Sarto ancora da valutare, l’assenza di Mattia Bellini è pesantissima al largo.

Gruppo Benetton

Era facilmente immaginabile dopo questa prima parte di stagione (e gli infortuni), ma la parte del leone (scusate il gioco di parole) la fa sicuramente la Benetton, con 18 convocati su 31 azzurri. E, come già scritto ieri, a spiccare sono soprattutto il ritorno di Marco Barbini dopo quattro anni, con la terza linea biancoverde che quest’anno è diventato imprescindibile per la Benetton e merita una chance in azzurro non solo in raduno, e il ritorno di Federico Ruzza, che questa volta speriamo superi il “taglio” di O’Shea dopo il raduno. E sarà soprattutto sul gruppo biancoverde che O’Shea farà affidamento, con molti giocatori veneti che sono ipotizzabili in un ideale XV iniziale.

Dubbio mediana

Dei problemi a numero 9 abbiamo già parlato, ma i dubbi ci sono anche dietro. Titolare fisso ultimamente per Conor O’Shea è Tommaso Allan e difficilmente qualcosa cambierà per il 6 Nazioni viste le prestazioni in questa prima parte di stagione. Più incerta, invece, la seconda scelta, con Carlo Canna in una pericolosa fase involutiva – che ha raggiunto l’apice nel primo derby celtico – e che probabilmente è stato superato da Ian McKinley nelle preferenze del ct irlandese. Restano, però, poche le opzioni sull’asse 9-10 per un torneo duro e lungo come il 6 Nazioni.

Pochi asterischi

Lovotti, Traorè, Zilocchi, Ruzza, Mbandà, Campagnaro, Morisi, Benvenuti, Esposito, Sperandio da un lato. Pasquali, Budd, Sisi, Negri, Parisse, Steyn, Tuivaiti, Allan, McKinley ed Hayward dall’altro. 10 pari, palla al centro. Di cosa parliamo? Dei giocatori provenienti dall’Accademia federale, i primi 10, e dei giocatori cresciuti rugbisticamente all’estero, i secondi. Un pareggio che farà discutere se si pensa che l’Accademia esiste dal 2006 e, a oggi, dà solo il 30% dei giocatori alla nazionale.

Le altre opzioni

Tra i convocati, poi, spiccano alcune assenze. Gli avanti delle Zebre Johan Meyer, George Biagi e Oliviero Fabiani, oltre all’ala – neoacquisto dei Leicester Tigers – Leonardo Sarto. I primi tre, come ha sottolineato la Fir nel comunicato di ieri, sono stati lasciati a disposizione della franchigia ducale per la trasferta del 26 gennaio in Sudafrica contro i Cheetahs e potrebbero rientrare nel gruppo azzurro per la seconda fase del Torneo. Leonardo Sarto, fresco di firma con i Leicester Tigers, potrebbe rientrare in azzurro dopo aver acquisito maggiore minutaggio col suo nuovo Club inglese dopo la sua lunga assenza dai campi per infortunio, come scrive sempre la Fir.

Il 23 di R1823

Detto ciò, a fronte delle convocazioni fatte da O’Shea, mi diverto a mettere in campo la squadra ideale – per parere personalissimo mio – in vista di Scozia Italia:
Hayward, Esposito, Campagnaro, Morisi, Sperandio, Allan, Tebaldi, Barbini, Steyn, Negri, Ruzza, Sisi, Lovotti, Ghiraldini, Ferrari. A disposizione: Bigi, Traoré, Zilocchi, Budd, Parisse, Palazzani, McKinley, Castello

Foto – Instagram/sergioparisse

4 commenti su “6 Nazioni: tra novità e assenze, ecco l’Italia che guarda ai Mondiali

  1. secondo me stiamo parlando di un raduno giusto per provare, i veri convocati sono ancora al di là dal venire, poi i problemi infortunati ed altre criticità che hai segnalato rimarranno, ma credo che le zebre pagheranno un dazio in convocati e alcuni nomi che tutti finalmente applaudiamo, torneranno alla base

  2. non lo escluderei, io credo che sulla scaletta di COS sia dietro a polledri, parisse, negri, meyer, steyn e giammarioli, probabilmente se la gioca con i giovani lamaro (se è considerato) e licata e tuiviati, che, poi, hanno caratteristiche completamente diverse che COS pare preferire nel suo sistema

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