Sudafrica: Kolisi contro le quote nere “Non le avrebbe volute Mandela”

Il capitano degli Springboks duro contro la regola che obbliga a schierare un numero minimo di giocatori di colore. Perché la vera parità di diritti è il merito.

“Non credo che Nelson Mandela lo avrebbe sostenuto anche se ovviamente non l’ho conosciuto per dirlo. Su queste cose non si possono mettere numeri predeterminati” ha dichiarato Siya Kolisi, primo capitano di colore del Sudafrica del rugby. Tema di discussione le cosiddette quote nere, cioè il numero minimo di giocatori di colore che la legge sudafricana impone alle squadre, compresa la nazionale.

“Se si vuole parlare di cambiamento, bisogna partire dalla base; li il talento esiste e va alimentato. Io non voglio pensare di essere stato scelto per il colore della mia pelle: questo non gioverebbe nè a me nè ai miei compagni” conclude Kolisi, che fa un discorso molto semplice e lineare. Per arrivare in nazionale non si dev’essere discriminati perché neri, né il percorso per arrivarci dev’essere più complesso se si è neri. Ma, allo stesso modo, essere di colore non può essere una scorciatoia per il successo. Ma deve valere solo il merito.

Foto – Instagram/siya_kolisi_the_bear

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

2 commenti su “Sudafrica: Kolisi contro le quote nere “Non le avrebbe volute Mandela”

  1. Come dargli torto.
    Le prime discriminazioni sono proprio queste imposizioni ridicole. Come ad esempio andare ai seggi in italia e scoprire che non posso mettere due preferenze maschili associate al sindaco da eleggere, ma dover mettere per forza una donna.
    Tutte cose che mi fanno ridere per non piangere.

  2. Sistema sbagliatissimo che rischia di costringere gli allenatori a scegliere un giocatore di colore che magari non è all’altezza rispetto ad uno che ha la capacità di fare bene. Da allenatore vorrei scegliere i giocatori in base alla bravura e non in base al colore della pelle

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