Sport e Politica: Coni vs governo, è scontro frontale

Ieri durissimo attacco di Giovanni Malagò alla proposta di riforma del Coni voluta da M5S e Lega.

“Questa non è la riforma dello sport italiano, non c’entra nulla. Questo è un discorso in modo elegante di occupazione del Comitato olimpico italiano. Lo stesso fascismo, pur non essendo estremamente elastico nell’acconsentire a tutti di esprimere le proprie opinioni, aveva rispettato quella che era stata la storia del Coni dall’epoca della sua fondazione” esordisce Giovanni Malagò davanti al Consiglio nazionale del Coni. Obiettivo dei suoi strali la riforma del Coni voluta dal governo e che rivoluzionerebbe lo sport italiano. Nel bene o nel male?

“Io non considero questa una riforma ma la precisa, fortissima volontà della politica di oggi di trasformare il Coni: io sono in parte in causa perchè se si chiede all’oste come si mangia… Ma qui ci sono mostruose capacità e siamo il comitato più prestigioso al mondo, mentre con questa riforma diventeremmo l’ultimo comitato al mondo – continua Malagò, che poi ironizza –. Hanno chiamato la nuova società Sport e Salute spa, ce n’è tantissime in Italia, si occupano anche di massaggi…”.

“Abbiamo fatto notare che questa riforma non è applicabile nel 2019 e ci è stato risposto che è per il 2020: peggio mi sento, nell’anno delle Olimpiadi. Io sono stato eletto per essere presidente di un altro Coni: questo Coni non lo accetto. Il problema è mostruoso, clamoroso” conclude Malagò. Uno scontro frontale, dunque, che vede il Comitato Olimpico contro Movimento 5 Stelle e Lega. Ma, in tutto questo, cosa comporterebbe la nuova gestione per il rugby? Lo spiega l’ex presidente del Coni Mario Pescante. “Questo è un colpo di mano. Non ci illudiamo, la politica è già arrivata e in futuro non si discuterà affatto, c’è un signore che deciderà i contributi alle Federazioni” le sue parole.

E il governo? Risponde tramite una nota dei due sottosegretari Giancarlo Giorgetti (Lega) e Simone Valente (5 Stelle). “Questo governo non fa leggi a favore o contro le persone, Malagò compreso ma rispetta il programma e il contratto che ha dato vita all’esecutivo. In questo senso stiamo prevedendo il coinvolgimento del Coni in quello che è il suo compito, cioè la preparazione olimpica e di alto livello” scrivono gli esponenti della maggioranza. Ma, intanto, è guerra aperta. E lo sport italiano, rugby compreso, trema.

Foto – Instagram/giovannimalago

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

12 commenti su “Sport e Politica: Coni vs governo, è scontro frontale

  1. Malagò dovrebbe essere l ultimo a parlare, il CONI è un entità poco chiara e qualche esame di coscienza dopo tutti questi anni lo dovrebbe fare..

  2. in inghilterra è stata introdotta una società che si occupa della distribuzione dei finanziamenti agli sport in relazione alla loro effettiva capacità di concludere favorevolmente la kermesse olimpica…
    detta in soldoni se riesci a dimostrare di avere possibilità di successo ti finanzio altrimenti i fondi li becca un altro che ha più possibilità di te
    effettivamente c’è da chiedersi se i fondi destinati al rugby siano meritati…

  3. Mah.. se ci fosse più sport nelle scuole, a mio parere, potrebbe essere un idea ma visto che in italia non si fa sport nelle scuole.. il sistema coni a oggi aiuta a formare gli atleti, per me la riforma così fatta non c’è razionalità, dovrebbero ristrutturare le scuole introducendo lo sport .. solita politica da cadreghini..

      1. in pratica è nero perché gli hanno rubato il borsellino, prima era, indirettamente, il CONI stesso a gestire la vil pecunia, adesso non possono neanche avvicinarsi, fatto salvo che la cosa non mi convince pienamente, ha poco da parlare di chissà che imposizione di decisioni dall’alto, hanno semplicemente detto che non si fidano di come usano i soldi e loro se la sono presa in saccoccia

        1. Il problema è capire se, poi, i vari governi non finanzieranno le Federazioni in base al colore politico del presidente di turno e non per meriti. Inoltre, il Cio pretende che i Comitati olimpici siano indipendenti dalla politica, ma se i soldi li ha il governo…

          1. infatti è questo che non mi convince, adesso il coni foraggia i suoi amici/elettori, quindi bene togliergli questo potere e lasciargli il solo core business di gestire l’organizzazione sportiva.
            il problema è che ben venga una gestione “oggettiva”, ma chi ci assicura che non siano, o saranno nel futuro, cambiati solo coloro che decidono quali sono gli amici/elettori

    1. Benvengano i controlli, non la politica, specie questa che sta assumendo contorni che andrebbero definiti con tutt’altro termine.

  4. Premesso che non avendo letto bene tutta la riforma e’ difficile avere un’idea precisa.
    Premesso che Malago’ nel suo operato e’ discutibilissimo.

    L’operato in termini di risultati del Coni degli ultimi 20-30 anni senza dubbio non e’ splendido, pero’ cio’ non puo’ esulare da un’analisi che prenda in considerazioni situazioni fuori dal controllo del Coni (sport ed educazione fisica a livello scolastico, andamento demografico dell’Italia le prime e piu’ ovvie che possono venire in mente), per me l’operato anche in termini di politche “sports for all” e di sport fatto a fine di salute e non “competitivi” e’ sempre sembrato molto povero e l’ho anche spesso scritto. Da dire pero’ che bisogna capirsi se questo aspetto era o meno il compito del Comitato Olimpico Nazionale…per me no, pensoc eh l’aspetto della aprtecipazione ed inclusione sportiva per motivi non competitivi debba venir giustamente gestito nei fondi e nelle politiche da un ente che non guardi ai risulatati comeptitivi e questo e’ quello che avviene anche altrove, che poi ci debbano essere delle sinergie pero’ e’ altrettanto vero.

    Che pero’ questo sdoppiamento e la gestione dei fondi finisca per essere in mano ai partiti politici mi spiace ma sono d’accordo con Malago’, e’ altamente sbagliato e pericoloso! Si vuole creare uno sdoppiamento con una parte che guarda all’aspetto partecipativo e l’altro agonistico va benissimo, se si lavora comunque con progetti comuni dove ce ne fosse bisogno, ma queste agenzie non devono venir gestite in maniera politica nel sesno di aprtiti e governo, questo e’ si una cosa da far venir la pelle d’oca.

  5. a si la politica fino a oggi ha fatto gli interessi della gente.. allora in base a ciò anche la politica italiana dovrebbe essere commissariata da anni, e anche questo governo visto che parte già con un deficit superiore alla soglia limite dettata dalla comunità europea.. non è che i soldi dello sport andranno a ripianare i buchi delle varie riforme di questo governo?.. tanti cani che si mordono la coda..

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