Rugby Italia: Gavazzi “Mia gestione non fallimentare”

Botta e risposta tra il presidente Fir e R1823 riguardo la gestione del rugby italiano negli ultimi anni.

Un paio di settimane fa, scrivendo dell’addio di Marzio Innocenti dall’opposizione, avevo dichiarato che ciò avveniva “nonostante la gestione Gavazzi sia fallimentare”. Queste mie parole, ovviamente, non erano piaciute al presidente federale che nei giorni successivi mi aveva chiesto, attraverso l’ufficio stampa Fir, di elencare i motivi per i quali reputo la gestione federale fallimentare.

Negli scorsi giorni ho mandato la lettera al presidente federale, in cui elencavo alcuni punti (tutti sarebbe stato troppo) che reputavo emblematici dei problemi del movimento ovale italiano negli ultimi sei anni. Il presidente Gavazzi ha voluto rispondermi punto su punto, indicando quella che, invece, è la sua posizione sui vari temi. Ecco, dunque, lo scambio che abbiamo avuto e che ho reso in forma di intervista, cioè alternando una mia considerazione con la risposta del presidente. Per correttezza non aggiungo ulteriori mie considerazioni alle parole del presidente, ognuno faccia le sue.

I problemi di bilancio degli anni passati sono, ovviamente, un fattore negativo nel giudizio complessivo. Se negli ultimi anni si è cercato di mettere mano al problema, è evidente come questo non sia risolto e abbia conseguenze anche sul rugby giocato.

Non entro nel merito di aspetti finanziari perché, quando sono diventato Presidente, potevo contare su un avanzo di cassa consistente. Ma, sotto l’aspetto amministrativo, la mia gestione ha dovuto farsi carico di situazioni generate dal passato, con almeno 1.700.000€ – la quasi totalità delle perdite riferibili alla mia gestione – che derivano da 1.100.000€ del noto fondo di indennità, 400.000€ di svalutazione magazzino voluta dai revisori e un fondo ferie non godute dai dipendenti pari a 200.000€ che non era mai stato accantonato.
Come dimostra il mio percorso imprenditoriale, sono abituato a rimboccarmi le maniche in questo genere di situazioni e il mio impegno primario è portare a pareggio il bilancio federale prima della fine del corrente mandato.
Le tue considerazioni su problemi di gestione economico/finanziaria vanno indirizzate altrove dal momento che, a differenza di altri, sono abituato nelle mie aziende ad avere sempre bilanci estremamente capitalizzati e positivi.

E’ inutile sottolineare come negli ultimi anni la nazionale maggiore abbia deluso nei risultati, con le percentuali di vittoria che dal 2012 a oggi sono crollate rispetto al passato.

Non mi risulta che i risultati dal 2012 ad oggi siano crollati come affermi, ma posso puntualizzare che dal primo giorno in cui mi sono insediato ho sempre detto che la mia visione del rugby italiano partiva dal presupposto che fosse necessario sostituire un vivaio occulto che avevamo in Argentina e che, per riuscire in tale risultato e dare continuità di risultati, fosse in primis necessario lavorare e ottenere risultati nel settore giovanile.
In sintesi ho sempre asserito che prima di vincere davanti (a livello seniores) bisogna consolidare la nostra posizione dietro (juniores), ma si tratta di un processo che richiede un periodo minimo di cinque, sei anni: non è un caso che oggi si comincino a vedere i risultati delle progettualità sviluppate dal 2012 ad oggi.
Credo che i risultati degli ultimi due anni della Nazionale U20, piazzatasi per la prima volta nella storia del rugby italiano tra le prime otto al mondo, e le buone prestazioni delle Nazionali Juniores degli ultimi anni possano far sperare in un nuovo ciclo di posizionamento del nostro settore giovanile a livello europeo e mondiale. Dovresti essere consapevole di come gli investimenti sui giovani, al pari di quelli sulle franchigie, siano mirati a garantire nel tempo risultati positivi anche per la Nazionale Maggiore.

Uno dei miei pallini, si sa, è l’Italseven. Il rugby 7s è sport olimpico, ma nonostante ciò in Italia non si è mai fatto un reale investimento, una programmazione per crescere. L’ultimo torneo europeo ha dimostrato come lo staff fatichi a creare un gruppo fisso per crescere. Il Coni garantisce molti soldi, eppure non vengono spesi proprio per quello che è sport olimpico, che è quello che i soldi del Coni dovrebbero far crescere.

E’ nostra opinione quella di utilizzare tutte le risorse a disposizione di FIR, inclusi i contributi CONI, nel migliore dei modi. I principali asset di riferimento per ottenere risorse dagli organismi internazionali – World Rugby, 6 Nazioni, Coppe Europee, PRO14 – sono prioritari in tal senso, e di conseguenza la maggioranza dei nostri investimenti è volta a garantirci un posizionamento importante con la Nazionale U20, le franchigie e la Nazionale Maggiore maschile, per continuare ad alimentare l’intero movimento. Per quanto certamente meno percepito in Italia rispetto al XV e nonostante non costituisca oggi un settore strategico, non è certo nostra intenzione trascurare il rugby olimpico: a breve partirà il progetto congiunto con Fiamme Oro, sia a livello maschile che femminile: anche qui, abbiamo sviluppato una soluzione innovativa. Non possedendo bacchette magiche o la capacità di produrre miracoli, sono abituato a lavorare e pensare programmaticamente, investire di conseguenza e avere risultati. Sono certo che li avremo, nei prossimi anni, anche nel 7s.

Se la nazionale femminile non sta deludendo, credo che la gestione dell’avvicinamento a un evento importantissimo come gli ultimi Mondiali sia stato fallimentare, con la squadra che non si è potuta preparare adeguatamente a un impegno decisivo.

La Nazionale Femminile, come l’Italia U20, ha ottenuto nelle recenti stagioni buoni risultati arrivando a posizionarsi al settimo posto nel ranking mondiale, mentre l’Under 20 come già detto poc’anzi ha chiuso le ultime due edizioni in ottava posizione ai Mondiali di categoria. La preparazione alla WRWC 2017 per l’Italdonne è stata pensata, strutturata e condivisa con l’area tecnica. Stiamo cercando di organizzare sempre più incontri con la Nazionale Femminile fuori dalle finestre del 6 Nazioni e a novembre, oltre alla Scozia, contiamo di annunciare presto un secondo test-match in avvicinamento al Torneo.

Altro punto, la privatizzazione delle Zebre. E’ vero che oggi la situazione è risolta e la squadra sta iniziando a crescere, ma trovo fallimentare aver dato la franchigia a un gruppo di imprenditori che già avevano fallito con Aironi e Crociati. E dopo pochi mesi era chiara la situazione (ne parlai a novembre del loro primo anno, e se lo sapevo io…), ma la Fir ha trascinato la situazione per un altro anno e mezzo, rendendo la squadra sportivamente inutile per due anni.

Un passo indietro intanto: le Zebre Rugby nascono dopo la fine degli Aironi per garantire il rispetto degli accordi di partecipazione alla vecchia Magners League. Dopo il fallimento della franchigia di Viadana la FIR è stata costretta durante la gestione di Giancarlo Dondi a costituire a tempo di record le Zebre Rugby, facendosene interamente carico: dopo tre anni pensavamo che a Parma si fosse consolidato un determinato tipo di mentalità, un grado di sostenere una squadra di rugby di alto livello tramite realtà imprenditoriali locali. Abbiamo ritenuto di poterle privatizzare, sollevando la FIR dalla totalità della gestione, e reputo giusta la scelta in senso assoluto.
Le persone che hanno partecipato alla privatizzazione erano, in maggioranza, provenienti dal tessuto di Parma e non potevamo immaginare di venire a trovarci nella situazione ingestibile che ci siamo trovati ad affrontare.
I due anni di gestione privata di Zebre Rugby sono stati voluti in modo particolare dai soci delle Zebre stessi, sino a quando con una decisione drastica abbiamo ripreso direttamente il controllo della franchigia. Nel frattempo ho identificato figure di qualità sotto il profilo gestionale, come Andrea Dalledonne, e sotto il profilo sportivo l’allineamento con l’area tecnica di FIR è via via progredito.
Vorrei anche ricordare che, all’epoca del mio insediamento come Presidente nel 2012, la FIR non aveva alcun rapporto con la Benetton Rugby e per trovare una simbiosi operativa tra la Franchigia trevigiana e la FIR con lo staff azzurro ho impiegato quattro anni. Penso e spero che i risultati di Zebre RC e Benetton Rugby siano anche frutto della grande collaborazione oggi in essere tra lo staff della Nazionale e quelli delle due franchigie. Zebre e Benetton sono, comunque, due realtà diverse sotto svariati aspetti, con le Zebre che possono contare su un budget lievemente inferiore ai sei milioni a fronte degli 8.5 della Benetton: i risultati possono anche essere legati a questo aspetto.
Non perdo la speranza di poter avere nel futuro una terza franchigia, per vedere l’alto livello rappresentato nelle tre principali macro-aree rugbistiche del Paese, Nord-Est, Nord Ovest e Centro-Sud. Ma dovrà passare ancora qualche anno.

Tornando al punto 1, si è detto che la seconda Accademia non aprirà per questioni economiche. E questo è un altro fallimento.

Si tratta di una tua interpretazione. Per prima cosa ritengo oggi non vi sia ancora una profondità sufficiente per avere due Accademie Nazionali, ma in tal senso stiamo lavorando in modo positivo a livello giovanile, ponendo le basi per superare questa condizione.
Ciò detto, la priorità di FIR oggi è la ricostituzione del capitale: penso che tutte le condizioni per l’apertura della seconda Accademia Nazionale saranno poste in essere, sia dal punto di vista economico che tecnico, per la stagione 2020/21.

Quando il presidente venne eletto nel 2012 disse che molti personaggi influenti in Fir erano stati messi lì da Dondi e avevano contratti in essere e che ci avrebbe pensato alla scadenza dei contratti. Eppure, sei anni dopo, questi sono stati confermati e, da quel che mi risulta, addirittura inseriti in pianta stabile nella Fir. E’ ovvio che è un giudizio personale, ma io reputo che la presenza di Franco Ascione e Carlo Checchinato siano due scelte del presidente che giudico fallimentari.

Ognuno di noi ha dei giudizi sul prossimo. Non voglio entrare troppo nel merito, ma a differenza tua ho un’esperienza quasi cinquantennale di imprenditore e credo di saper valutare le persone. Per quanto riguarda Checchinato ha cambiato completamente il proprio ruolo, passando alla direzione commerciale dove ritengo stia dimostrandosi una risorsa di qualità. Relativamente a Franco Ascione, ho imparato a conoscerlo in modo approfondito e ti posso assicurare che Franco ha ottime referenze a livello internazionale ed è considerato un tecnico di alto livello.
Dal 2012 ad oggi, comunque, tante cose sono cambiate: l’arrivo di Aboud come responsabile dell’alto livello giovanile, quello di Daniele Pacini come responsabile del rugby di base, un nuovo staff per le Zebre Rugby Club e per la Nazionale Maggiore a livello tecnico. E stiamo lavorando al reclutamento di un Direttore Generale per FIR sotto l’aspetto gestionale/amministrativo. Devi anche considerare alcuni parametri relativi al nostro posizionamento internazionale.
World Rugby: siamo stati inseriti nei Paesi Tier1, con tre voti e tre rappresentanti all’interno del Consiglio; Nino Saccà è nella Commissione Regolamento e il sottoscritto nella Commissione Finanziaria. Ritengo sia un ottimo posizionamento.
6 Nazioni: da qualche anno siamo soci paritetici e penso che nei prossimi anni un italiano potrà divenire vice-presidente del Board.
EPCR: siamo considerati soci paritetici con le Federazioni celtiche e riceviamo gli stessi dividendi.
PRO14: al mio arrivo pagavamo per la partecipazione 3 milioni all’anno e negli ultimi 4 anni ho ridotto questa cifra a 1.250.000€/anno. Dal 2019 saremo soci alla pari senza alcuna tassa di partecipazione.
Riteniamo di avere oggi un posizionamento internazionale allineato alle altre Tier 1 e migliorato rispetto al passato: lo considero un ottimo risultato.

Sono tanti altri i punti, che ora non sto a elencare, che non mi convincono. L’ultima cosa, però, è un po’ più rivolta proprio all’immagine che viene data dalla Fir proprio dal presidente. Faccio solo l’esempio dell’altro giorno, della battuta fatta in conferenza stampa sul fatto che il presidente “non parla volentieri con Fumero”. A me non importa, non mi ha fatto né caldo né freddo, ma nelle 24 ore successive mi sono arrivati almeno 10 messaggi o telefonate da personaggi del mondo ovale (dirigenti, tecnici, giocatori) che da Treviso a Roma, passando per Firenze o Bologna, erano venuti a sapere della frase e la criticavano pesantemente. E non è la prima volta che accade. Una gestione “fallimentare” per me passa anche dall’immagine che viene data al rugby da chi lo rappresenta.

Relativamente a quella che hai percepito come battuta, non era tale. Effettivamente parlo malvolentieri con te, però ti ho sempre rispettato e, anche in quell’occasione, ritengo di aver mantenuto toni corretti nei tuoi confronti. Questa mia posizione è data da una mancanza di obiettività – a mio parere – nei giudizi che esprimi sull’operato mio personale e di FIR in generale. Dire sempre no è facile per tutti, in particolare se ciò avviene in modo quasi aprioristico. Avevo comunque piacere a rispondere alle tue considerazioni, ritenendo di averti rappresentato la reale situazione del rugby italiano.

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

40 commenti su “Rugby Italia: Gavazzi “Mia gestione non fallimentare”

  1. …e infatti anche stavolta non ha veramente risposto a Fumero, il buon zio al! Rispondere alle domande senza contraddittorio è un ovvio vantaggio, riuscire a non dire nulla nonostante tutto è una figura mica tanto bella. Egregio presidente, della sua cinquantennale esperienza da imprenditore non ce ne frega nulla, i fatti dicono che lei e la corrente politico-sportiva siete ben lontani da quello che serve a questo sport, e anche a questo paese.

  2. Deludente, molto deludente e mi fermo alla considerazione che il 50% delle (non) risposte verte sull’assunto che lui è un imprenditore di successo.
    L’altro 50% non aggiunge assolutamente niente eccezion fatta per l’unico dato oggettivo: Benetton e FIR oggi collaborano ma è tutto da verificare se questo sia un bene per la Franchigia (vedi turnover ad esempio).

  3. Trovo il tutto un po’ inutile…il personaggio è un gran parafulmine, da come risponde sembrerebbe anche difficile dargli torto..
    Alla fine saranno i risultati a stabilire chi ha torto o ragione

    1. scusami ma la tua risposta è più strana delle sue. Ripete le cose dette in campagna elettorale sei anni fa, sbugiarda se stesso parlando della gente che lo circonda, nemmeno accenna ai ritardi legati alla presentazione dei bilanci. E lasciamo stare il resto. Se non vuoi dargli torto, cosa vuoi dargli un oscar come miglior interprete maschile?

    2. Mi permetto Mr Ian che non si può non dare torto a chi giustifica il rosso del bilancio con l’imposizione, fra le altre, dei Sindaci di svalorizzare il Magazzino di 400.000 euro.
      Che giustificazione è ?
      Se è stato svalutato vuol dire che qualcuno, prima, lo aveva sopravvalutato e il Consiglio Direttivo, dove Gavazzi siede da ben prima del 2012, aveva approvato il Bilancio con quella posta.
      Che giustificazione è ?

        1. Attenzione, io contesto ” l’ intervista” in sè, o meglio può chiamarsi intervista delle risposte a posteriori sulle delle specifiche domande? Magari risposte già scritte e preparate da qualcun altro…
          Se avesse avuto voglia di rispondere dal vivo all antipatico Fumero le occasioni non gli sarebbero mancate.
          Lette così sembra sempre di più che abbia ragione, soprattutto quando c’è un opposizione in consiglio che tutte queste osservazioni le avrebbe già dovute fare da tanto tempo…

        2. gino perché? E’ noto a tutti (finanza compresa) che le rimanenze di magazzino sia una delle voci più facili da taroccare quando si hanno bilanci in perdita (o in attivo). Fai un piccolo ragionamento e la risposta te la dai da solo. Se non ci arrivi fammelo sapere che te lo spiego.

  4. le regole democratiche di un tempo volevano che il potere di controllo del cittadino fosse esercitato attraverso una stampa indipendente… e che il lavoro del giornalista fosse considerato sacro: le domande non erano concordate, si rispondeva (o non si rispondeva) dal vivo e al giornalista era richiesto di fare la famosa “seconda domanda”, per incalzare l’intervistato sulla sua stessa risposta…
    ormai siamo nell’era dei twitter e delle dirette fb, ogni occasione è buona per un comizio…
    il ministro degli interni ha la sua personale piazza venezia su fb e la gente lo considera normale…
    non mi stupisco che il presidente di una federazione sportiva si sottragga a sua volta alle interviste (quelle vere non se le fa fare più nessuno e anche i lettori si sono abituati a considerare interviste questionari scritti somministrati via mail e risposti da non si sa chi…)
    intanto Duccio, complimenti per la considerazione di cui godi in federazione, ti disprezzano ma ti leggono, credimi che è bene… soprattutto per noi lettori…
    il giorno in cui si potrà fare un’intervista dal vivo, di quelle di una volta con le seconde domande tipo (ma chi ha firmato il contratto di cessione delle quote delle zebre senza opportuna cautela?, chi ha preteso tecnici italiani nelle franchige, perché gli accademici dormono a calvisano, perché proprio lei voleva quaranta accademie in campagna elettorale, perché non è ancora stato pubblicato il consuntivo 2017, il cui preventivo prevedeva grandi utili?…) ci divertiremo un po’ tutti quanti…
    il problema è che nessuno si ricorda più che cos’era un’intervista…
    maledetti social…

  5. A me sia le domande che le risposte non dispiacciono, ottimo lavoro Sig. Fumero, la migliore intervista da anni a Gavazzi. Il personaggio divide, ma per ora sta avendo ragione. Forza Italia

      1. Sicuramente Lei sará un drago della gestione sportiva (e non), ma si renda conto che molti altri draghi hanno portato interi comparti sportivi italiani di tradizione ad essere completamente irrilevanti:
        Calcio, basket, atletica, tennis ecc. (e non mi fido neanche dell’exploit della pallavolo, nella massima serie sono 80% stranieri)
        Da noi il tracollo non é avvenuto e, tenuto conto del ritardo “culturale” del movimento (come si puó vedere chiaramente anche dai molti post qui sopra 😉 l’attraversata del deserto 2014-208 sta finalmente terminando. Sembra. Lo spero. Un caro saluto

        1. Quindi lei e gavazzi siete l’avanguardia del movimento, che non ha conosciuto tracolli…grazie per aver spiegato la situazione come mai nessun altro avrebbe saputo fare. Cordialita’ anzi, pace e prosperita’, per proseguire col suo filone fantascientifico.

          1. Io non sono nessuno, siamo una societá di C2 del CRV e sostenuto per 2x I. Ció non toglie che gli indicatori del movimento sono finalmente positivi. La seconda accademia ora l’abbiamo a VR e anche se privata, é un buon segnale. Vediamo l’anno prossimo chi si presenta. Lei?

            1. Io sono solo uno che che il suo tempo ha preferito dedicarlo ai ragazzini sul campo e nelle scuole. Gli indicatori del movimento saranno positivi a casa sua, e non voglio sapere perche’. Se la seconda (ma non trovo corretto chiamarla accademia) accademia e’ privata questa e’ una prova che la fir ha fallito. E il fatto che la vera accademia non sia piu’ a Parma collegata a doppio filo con la franchigia pro e’ un fallimento, una vergogna e un sasso sylla coscienza di chi parla di rugby e difende questo modo di farlo, forse per difendere il proprio orticello, forse per gretto interesse. Non so e me ne frego. Immagino vorra’ avere l’ultima parola, cone spesso accade coi federales; prego si accomodi, tanto…

              1. Sono solo due opinioni, i risultati sul campo parlano di un buon lavoro fatto negli anni passati dalle accademie e dai dirigenti. Certo che quando si parte con dei pregiudizi vale sempre il vecchio detto che ‘non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’

                1. scusate, ma quali sarebbero questi buoni risultati sul campo, un’annata decente delle celtiche dopo una decina d’anni di dolori, tutta da confermare (che potrebbe essere attribuita ai club più che alla fed a cui si può imputare di aver cominciato a collaborare degnamente con treviso dopo anni di scontro frontale e aver individuato le persone giuste alle zebre dopo anni di errori e forse grazie più a COS che ad altri) e due 8′ posti al mondiale U20 (ottimi, per carità) arrivati uno in maniera rocambolesca e l’altro dopo un buon girone, ma poi con due imbarcate gran poco convincenti, ottenuti da una serie di annate che da quando erano U16 avevano dimostrato di avere una marcia in più della nostra media?
                  mi pare, ancora, pochino per dire che i risultati sono dalla sua

    1. per ora sta avendo ragione?
      Perchè l’unico risultato è stato quello di due (ottimi) posti in U20? Quando anche i neonati sanno che ci sono annate buone e annate meno buone da sfruttare?
      Parliamo del ranking? Parliamo di quanti U20 giocano in Pro14 a confronto delle altre union? Parliamo di quante partite ha vinto l’italia in 6 anni?
      E i buoni risultati dell’ultimo pro14 delle due franchigie è tutto merito della collaborazione franchigie/fir, oppure sopratutto perchè una società finalmente sta lavorando come una vera squadra pro?

  6. Una considerazione che fa metodo: vendere come “novità” il ricorso ai corpi sportivi militari/polizia per il 7s è roba forte. Come se lo sport italiano non si basasse, ancora e in abbondanza, sui corpi sportivi, unico baluardo rimasto del modello sovietico insieme alla Corea del Nord.

  7. Il Gavazzi imprenditore che abbandona proprio perché alla frutta la massima serie col suo Calvisano dimostrano quanto sia in gamba L uomo. Ma di questo non c’è ne frega niente mentre si è dimenticato di dire quanto avrebbe ricevuto in eredità da Dondi altro che elencare le ferie fa pagare. Patetico. Allora se la prox 20 dovesse fallire il 6 nazioni ed il mondiale cosa direbbe questo personaggio. Nessuno parla mai di i 18 o 20 come alibi o parafulmine , solo un poveretto come Gavazzi senza cervello e visione può farlo. Patetico. Ora non abbiamo più più argentini in nazionale ma 2 sudafricani, 2 neozelandesi 3 Uk e allora?

    1. è un grande progresso: adesso i nostri oriundi sono in grado di parlare con l’arbitro in un ottimo inglese…
      per noi il sedicesimo uomo in campo non è il pubblico, è l’interprete…

  8. Io mi chiedo quale presidente di Union darebbe risalto a delle considerazioni seppur avverse di un blogger , con tutto il rispetto per Duccio. Solo un uomo pervaso dalla frustrazione e dall’invidia potrebbe farlo cosciente che il fallimento finanziario e sportivo è reale che però vive dall’alto del potere che ha a disposizione gli ultimi mesi di presidenza con arroganza superflua. E non è vero che l’uomo divide, forse qualche anno fa. Ora ha la forza di convergere ma tutti contro di se e del suo miserabile operato.

  9. Ah ecco, la gente lo vota per questa straordinaria sequenza di successi e il fatto che è un imprenditore di successo. Non mi era chiaro, ora va tutto benissimo, avanti cosi

  10. Sicuramente questa non può essere considerata una intervista giornalistica, non c’è alcuna forma di contrapposizione tra chi chiede e chi risponde (per quest’ultimo è troppo facile), anzi io credo che sia stato utilizzato questo blog per fare un bel monologo propagandistico, tra l’altro ben riuscito.
    Purtroppo la situazione creatasi, oltre all’onesta e alla correttezza intellettuale di Duccio Fumero lo hanno messo in una posizione in cui non ha avuto scelta, “l’intervista” andava fatta e pubblicata, facendo così (suo malgrado) un piacere all’intervistato.
    Una curiosità, ma quando uno parla malvolentieri con una persona perché ritenuto non obiettivo nei suoi commenti, come fa a dargli del “Tu”, a me personalmente mi verrebbe di frapporre la maggior distanza possibile con un bel “Lei”.

  11. Vi avviso, se da domani mi vedete vestito da Napoleone, con in testa lo scolapaste, dite che sono normale.
    Così siamo a posto.
    Notte..
    fonda.

  12. Menare il can per l’aia, è da oro olimpico. Il bilancio Fir a.G. (ante Gavazzi) era in attivo da sceicchi? Sì. Adesso è in profondi rosso? Sì. Sono cinque anni che la mena che ormai è socio paritario Pro14 e niente tassa. Siamo soci paritari e senza tassa? No. Ha vinto le elezioni con più Accademie per tutti, e ha segato anche quelle che aveva messo su il giro prima (sfondando alla grande il bilancio). Gli domandano dei soldi CONI e del 7s, risponde ci pensano i poliziotti. Gli imprenditori parmensi sono i suoi grandi (grandi, si fa per dire) elettori e gli Old Pig? Azz, e io che pensavo a Barilla, Chiesi, Pizzarotti, Bonatti, Dallara, Danone, Consorzi vari, magari Credit Agricole o giù giù fino a Totonno O’Cozzicaro e Mario Bros Idraulici. Pubblichi i bilanci, tutto il resto è noia.

  13. Giancarlo Dondi, ha lasciato la FIR con un bilancio in attivo e con circa 11.000.000.= di liquidità e con un fondo di solidarietà (che Gavazzi chiama fondo di indennità) che non rientrava nel bilancio FIR con oltre € 1.000.000.=. Feci un esposto al CONI tramite il quale Gavazzi e tutto il vecchio consiglio è andato sotto processo. Avrebbero dovuto commissariare la FIR per la scomparsa del fondo di solidarietà ma non è accaduto niente, hanno però intimato all’attuale consiglio di ripristinarlo. Non capisco perché lo chiama perdite, ha costituito un fondo (se l’ha effettivamente ripristinato) con soldi che le ASD hanno versato per la sua formazione. Non si può paragonare la gestione di questo presidente con quella di Giancarlo Dondi, col primo c’erano i risultati sportivi e bilanci in super ordine ed eravamo anche politicamente ai vertici del rugby mondiale. Però la ridente cittadina di Calvisano, da questa gestione, ne ha tratto un beneficio enorme: Campo in erba sintetica e Tribune a carico FIR; affitti che paga la FIR per uffici del Presidente nella struttura del Calvisan; affitti per utilizzo campi duranti i raduni delle nazionali che si sono moltiplicati negli ultimi anni; 12 partire su 30 dei mondiali under 20, affitti che sempre la FIR paga per l’utilizzo delle strutture dall’accademia under 20 che ora casualmente si è trasferita a Remedello da Parma. Pagamento cartellini dei giocatori che, prima si trasferiscono dall’Accademia a Calvisano e che poi da Calvisano si trasferiscono alle ZEBRE, cioè FIR, e che le Zebre , pagano al Calvisano (centinaia di migliaia di €). Si è creato un sistema di vasi comunicanti che continuerà finché ci sarà questa gestione continuerà a riempire le casse del ridente cittadina.
    Il problema sarà trovare una opposizione credibile che non litighi e con un candidato all’altezza e con un programma rivolto più alla base e non come negli ultimi anni nei quali si è pensato solo al vertice.

    1. …certo Dondi i risultati della nazionale li ha ottenuti, magari, dirottando i fondi sul vertice a discapito della base, mortificando di fatto lo sviluppo di parecchie annate di giovani. Inoltre Gavazzi non mi risulta fosse l’opposizione a Dondi. Per il resto il suo mi sembra un intervento interessante, fatto con cognizione di causa, suppongo. Sempre che non sia un omonimo.
      Visto che ha voluto partecipare alla discussione, perché non prova a farci un nome quale candidato dell’opposizione, tanto per smuovere le acque?

  14. a me lascia sconvolto questo passaggio:
    “Non entro nel merito di aspetti finanziari perché, quando sono diventato Presidente, potevo contare su un avanzo di cassa consistente. Ma, sotto l’aspetto amministrativo, la mia gestione ha dovuto farsi carico di situazioni generate dal passato, con almeno 1.700.000€ – la quasi totalità delle perdite riferibili alla mia gestione – che derivano da 1.100.000€ del noto fondo di indennità, 400.000€ di svalutazione magazzino voluta dai revisori e un fondo ferie non godute dai dipendenti pari a 200.000€ che non era mai stato accantonato”
    quindi:
    1- io sono arrivato e c’era un avanzo di cassa consistente;
    2- la gestione passata ha generato perdite per € 1.700.000;
    3- questa cifra è la QUASI totalità del mio passivo;
    4- io sono stato bravo ed oculato perché le perdite sono un’eredità!
    NO, sei stato un cattivo amministratore, perché non solo ti sei bruciato tutto il “consistente avanzo di cassa” senza accantonarti l’importo delle perdite imputabili alle gestioni precedenti, ma ci hai pure aggiunto una parte di passivo, minoritaria, di tua iniziativa. quindi non sei a pari meno i debiti dei predecessori, ma sei a tutti meno, meno avanzo di cassa, meno perdite non imputabili e meno a perdite imputabili, altro che pareggio di bilancio!

    1. dimenticavo, chi c’era prima pagava 3.000.000 anno di quota celtic, tu, negli ultimi 4 1.250.000, quindi sei riuscito a perdere altri 1.750.000 euro anno (più delle perdite imputabili alle gestioni precedenti, a proposito), oltre a quanto detto prima, all’anima della buona gestione finanziaria!
      facciamo un conto, in 6 anni il signore, pur tagliando spese come accademie ed altro, da ottimo aministratore si è bruciato 11.000.000 di avanzo di cassa (a detta del sig amore), 7.000.000 di risparmio di tassa di iscrizione alla celtic, e qualche centinaio di migliaia di euro di perdite imputabili alla sua gestione, ma il problema sono i 1.700.000 imputabili ad altri.
      quindi oltre 18.000.000 al ritmo di 3.000.000 milioni anno per colpa di 300.000 scarsi imputabili a dondi….

  15. Personalmente non ricordo un anno nel quale sono stato contento dell’operato della FIR, inclusa la presente gestione (senza alcun dubbio!), peró potrei essere un maicontento… devo peró ammettere che in questa occasione il Presidente della FIR si é comportato bene, chiedendo di chiarire, punto per punto, le critiche che gli si attribuivano e rispondendo apertamente… a suo modo (e in quale altro modo avrebbe potuto rispondere se non il suo?), ma comunque rispondendo apertamente.
    Un comportamento lodevole.

    1. un comportamento lodevole sarebbe stata una vera intervista, un un comunicato stampa del genere. Non c’è contenzioso, non c’é da parte di Fumero modo di ribattere in diretta a queste risposte telefonate. Di rispondere apertamente poi…ma dove?

Rispondi