Italseven: 5 milioni, ma dove sono?

Dopo anni di fallimenti la Fir e il Coni devono rendere conto dei contributi annuali.

5 milioni, centinaio di migliaia di euro in più o in meno. Anzi, in più. E’ il contributo annuale del Coni alla Fir (da bilancio 2016), un bel tesoretto che in un periodo di crisi come quello attuale diventa importantissimo. Ma la domanda è: come viene speso questo tesoretto?

Parliamoci chiaro: il Comitato Olimpico Nazionale Italiano dà contributi a tutte le Federazioni che sono sotto la sua egida, che queste partecipino o meno ai Giochi Olimpici. Anche la Fir, quando il rugby non faceva parte del programma a cinque cerchi, riceveva contributi. Ma il Comitato Olimpico, proprio per il nome che porta, dev’essere principalmente finalizzato ad aiutare le Federazioni a partecipare (e vincere dove possibile) alle Olimpiadi. Se no potevamo chiamarlo Comitato Sportivo Nazionale Italiano.

La domanda è: quanto di quei 5 milioni di tesoretto annuo finiscono nel rugby 7s? Quanto viene impegnato per creare i presupposti affinché l’Italseven maschile e femminile abbia delle chance di qualificazione olimpica? Quanto viene speso di quei soldi nello staff tecnico e medico? Quanto viene investito per creare un campionato di 7s che formi i giocatori? Quanto viene speso per ‘obbligare’ i club a rilasciare i giocatori d’interesse nazionale? Quanto vengono pagati, con gettone di presenza, gli stessi azzurri? Quanti soldi servono per aprire la famosa Accademia di 7s che è ancora ferma al palo?

La risposta, ahimé, è semplice. Una parte infinitesimale, il resto confluisce nelle spese per il rugby a XV. A questo punto, però, più che puntare il dito contro la Fir, la domanda va posta direttamente al Coni e al presidente Malagò: quanto si interessa il Comitato Olimpico per far crescere e promuovere una disciplina olimpica? Perché a vedere i risultati e la programmazione anche qui la risposta appare semplice.

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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