Italrugby: Matteo Pratichetti dice basta

Il trequarti azzurro ha annunciato il suo ritiro dal rugby giocato.

Dopo tanti anni di battaglie prima sui campi più prestigiosi d’Italia e poi di tutta Europa, il centro Matteo Pratichetti ha deciso di ritirarsi dal rugby giocato a quasi 33 anni. La decisione è stata presa a seguito delle complicazioni dovute all’ultimo infortunio alle vertebre cervicali del giocatore subito durante l’ultima stagione giocata a Parma nelle fila dello Zebre Rugby Club.

Figlio d’arte e cresciuto in una famiglia di forte tradizione rugbystica, Matteo è cresciuto nel club romano della UR Capitolina collezionando la chiamata per le selezioni nazionali giovanili U17 e U18. A 19 anni nell’estate 2004 per Pratichetti arriva così la chiamata del Rugby Calvisano, coi gialloneri bresciani il centro fa il suo esordio nel massimo campionato italiano e nelle coppe europee.

Grazie alle sue doti il trequarti brucia letteralmente le tappe della sua carriera: non ancora vent’enne esordisce in Nazionale Maggiore contro gli AllBlacks nel Novembre del 2004, guadagnandosi la chiamata di coach John Kirwan.

Anche il successore sulla panchina azzurra Pierre Berbizier da fiducia al romano: dopo le tre mete realizzate nella gara estiva contro l’Uruguay, arriva così la meritata convocazione per la Coppa del Mondo 2007 giocata in Francia. Dopo aver partecipato a 4 edizioni del Sei Nazioni Pratichetti è incluso anche nella lista dei 30 per il mondiale neozelandese del 2011 dal nuovo allenatore degli Azzurri Nick Mallett.

In totale sono 24 i caps con la maglia dell’Italia per il centro che ha vinto due Scudetti con il Rugby Calvisano ed ha giocato da protagonista tutta l’era celtica del rugby italiano: prima con gli Aironi Rugby dal 2010 al 2012 e poi con la franchigia federale delle Zebre dal 2012 al 2018 collezionando 90 presenze nel Guinness PRO14.

I ringraziamenti di Matteo Pratichetti : “Ringrazio tutti gli allenatori, i compagni di squadra e le persone che ho incontrato lungo tutta la mia carriera. Tutti hanno contribuito a rendere questo viaggio un’avventura fantastica e costruttiva. I rapporti che si creano sul campo di questo magico sport sono qualcosa di speciale. In particolare vorrei ringraziare mia moglie e la mia famiglia per il loro supporto anche nei momenti più delicati della mia carriera.”

Per il giocatore ora si apre un nuovo capitolo della sua carriera professionale: “Grazie all’esperienza maturata in 14 anni di professionismo e agli studi in scienze motorie intraprenderò gli studi di fisioterapia, già con un piede nel mondo del lavoro”.

Foto – Instagram/matteopratico85

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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