Dalla Russia con amore, il calcio dà un messaggio al rugby

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, paragona gli ottavi di finale dei Mondiali di calcio con la storia iridata ovale.

Magari mi sbaglio, ma a scriverlo qualche giorno fa è stata la Repubblica, il giorno prima del via agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio in corso di svolgimento in Russia: le combinazioni possibili per la finale, tenuto conto delle 16 squadre allora ancora in corsa, erano 64 e solo una era una sfida già vista, tra l’altro esattamente di mezzo secolo fa: Svezia-Brasile, e nel 58′ finì 5 a 2 per i verdeoro che schieravano Garrincha, Didì, Vavà e un 17enne chiamato Pelé.

Certo l’assenza di Italia e Olanda che non si sono nemmeno qualificate per il torneo e l’eliminazione della Germania hanno scombussolato non poco le tradizionali gerarchie, però bisogna ammettere che 63 combinazioni su 64 sono una percentuale spaventosa. […] Cosa che non si può dire del rugby, dove il tanto strombazzato allargamento è ancora in una fase largamente embrionale e limitata alla penetrazione nei media e nel pubblico di paesi e realtà finora ai margini di Ovalia. E’ una strada ovviamente lunga, lo è stata anche per il calcio, e che finora sta dando qualche risultato che però non tocca i campi da gioco. Perché sul prato verde le gerarchie sono quelle di sempre, immutabili, con un pugno di nazioni/movimenti che possono ambire a certi risultati mentre le altre possono solo sperare di ridurre la distanza, anche solo di un po’. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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4 commenti su “Dalla Russia con amore, il calcio dà un messaggio al rugby

  1. La differenza nella diffusione tra calcio e rugby e’ ovvia, e Paolo giustamente sottolinea anche le diverse ragioni storiche ed anche di “immediatezza” nel poter spiegare ad un gruppo di ragazzi come giocare una aprtita di calcio invece che una di rugby.

    Senza dubbio sarebbe bello arrivare ad un rugby meno chiuso negli stessi circoli ed avere una competizione allargata, ed e’ una cosa che scrivo nei blog da anni specialmente quando ci sono gli ultras italiani (termine ultras usato di proposito) che sulla difensiva insultano le Georgia, Romania, Giappone di turno specialmente quando si parla magari di 6N…come scritto tante volte, andando oltre le tradfizioni ma guardando con amore allo sport del rugby e volendolo vedere diventare piu’ importante riscrivo una cosa scritta tante volte: io spero di vedere un giorno il Six Nations essere completamente “fuori dal tempo” perche’ non rappresenta piu’ il gotha del rugby europeo e di diver venir sostituito ca campionati europei veri e propri, spero di vedere che siano necessarie qualificazioni per tutti ai Mondiali…e che a vincere non siano sempre i soliti 2-3.

    LA strada e lunghissima e chissa’ se mai ci si arrivera’, io intanto spero che il prossimo anno una nuova nazionale raggiunga per la prima volta nella sua storia le semifinali della RWC 😉

    Detto che il sogno e’ l’allargamento mi preme pero’ sottolineare una cosa: non sarei mai dispsoto a diluire gli aspetti tecnici e tattici del gioco per questo allargamento! Cambiamenti di regole per facilitare il gioco per piacere a nuovo pubblio non e’ per me la strada da eprcorrere come invece purtroppo sembra esserlo per chi gestisce il rugby internazionale. Il “piu’ mete e’ piu’ bello”, il “punteggi piu’ alti piu’ figo”…si inizino magari quando si commentano le aprtite ad esaltare le prestazioni difensive dei singoli e delle squadre…Australia – Irlanda e’ finita con un punteggio totale in 3 TM di 55-55, media 18.3-18.3….punteggi bassini per quelli del “piu’ mete piu’ spettacolo” ma mamma mia che spettacolo di serie e’ stato, che prestazioni difensive gente come Hooper, Pocock, O’Mahony hanno regalato. Per esempio prendo un Sexton, una dei “giocatori immagine” del rugby di oggi…si sottolineano spesso le sue prestazioni al piede, o di gestione del gioco…mai una volta che sia una che si sottolinei che in difesa e’ una bestia, che forse da quel punto di vista e’ la miglior apertura in circolazione da anni.
    Minchiate come la supermeta testata nel rugby australiano, i punteggi abbassati per punizioni e drop come ogni tanto si legge viene proposto son tutte cose oscene, robe per cercare di attirare nuovo pubblico ma che rischiano di allontanare quello storico.
    Mi piacerebbe si smettesse di ritenere la mischia “una perdita di tempo” e vedere cosi’ arbitri (specialmente nell’emisfero sud) gestirla in maniera frettolosa…si torna al solito punto: se fai rispettare le regole che ci sono la mischia sta su e diventa spettacolo grandioso nello spettacolo.

    Si vuole allargare? Ben venga ma lo si faccia sulla base del gioco che il rugby e’ e non si cerchi di strizzare l’occhio a nuovo pubblico con pacchianate che lo snaturano.

    1. D’accordo su tutto. Solo una cosa,a titolo personale:io non ho mai insultato la Georgia,come neanche la Romania,vorrei solo che non venisse proposta la sua entrata ad ogni prestazione così così o totalmente sbagliata dell’Italia. A noi è stata data la possibilità è vero,che la si dia pure a loro,ricordiamoci però che l’Italia quell’opportunità l’ha sfruttata,vincendo

  2. Sarà anche una buona notizia per il calcio ma, per quel poco che ho visto, il livello tecnico e spettacolare è da coppa dei bar. Se poi spareggiano agli ottavi due di quelle rare che giocano a calcio, tipo Portogallo e Uruguagi, sai che affarone.

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