Test Match: il punto dopo un giugno ovale

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, analizza lo stato dell’arte delle nazionali dopo le sfide estive.

Per le nazionali europee è stato l’ultimo atto di un’annata sportiva lunghissima, per quelle dell’emisfero sud questo mese di giugno ha segnato il debutto stagionale dopo i fuochi d’artificio del Super Rugby. Da qualunque parte la si prenda per tutti queste settimane segnano però l’anno un cerchio rosso sul calendario in vista della RWC 2019, che scatterà venerdì il 19 settembre a Tokyo con Giappone-Russia.

Di seguito alcune impressioni sulle squadre – in rigoroso ordine alfabetico – che prendono parte al Sei Nazioni e al Rugby Championship, più il Giappone. Lo so, rimangono fuori le tre del Pacifico, ma di Samoa, Tonga e Fiji non ho praticamente visto nulla se non il risultato, quindi mi astengo. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

3 commenti su “Test Match: il punto dopo un giugno ovale

  1. Non viste tutte ma qualche personale considerazione:

    Argentina: la mono-franchigia e’ un collo di bottiglia troppo stretto, lo hanno capito e riapriranno agli emigranti in Europa…non si possono regalare giocatori come Figallo, Herrera, Isa, Bosh, Imhoff o anche Urdapilleta e Fernandez giusto per citarne alcuni farebbero comodo ed altri emigreranno (Cordero per esempio). Certo se Hourcade parla di gruppo scollato c’e’ anche quello, ma serve ai Pumas includere gli emigranti…lo fanno i Wallabies oltre un certo numero di caps e lo fanno i Boks, non vedo come possano credere di farcela senza.

    Australia: scritto l’altro giorno dopo la partita, grandissimi passi avanti se si guarda alla scorsa stagione ed a Novembre. La cosa piu’ importante e che ha cambiato loro volto e’ aver trovato una mischia performante e che se la gioca, piaccia o non piaccia i set pieces restano la piattaforma di gioco principale per qualsiasi squadra. Hanno mostrato ottime seconde linee e buonissime prime linee ed il lavoro dei front-five e’ stato ottimo. Anche la difesa e’ stata splendida, anche se non ha replicato in 3 TM quanto fatto nel primo si e’ vista una difesa splendida, certo Hooper e Pocock sembrano insostituibili.

    Francia: resto fermamente della mia opinione che abbiano tantissima potenza, probabilmente una delle squadre con la fisicita’ piu’ imponente nel panorama mondiale, ma io il gioco e questo gran tasso di talento continuo a non vederlo.

    Galles: poco commentabile vista la debacle argentina.
    Scozia: visto nulla.

    Inghilterra: posto che io di EJ mi fido molto poco ed ho come la sensazione che possa anche essere contento di andare a fari spenti dopo i primi due anni ci sono problemi. Vunipola resta il vero problema, o meglio come sostituitlo quando e’ rotto o non e’ al 100%, l’Inghilterra sembra assolutamente non riuscire a fare a meno di lui e del suo gioco. PEr me resta il problema atavico di un 7 di ruolo che manca poi, soprattutto quando Itoje inizia a venir beccato dagli arbitri sui BD. EJ ha provato cose diverse sulla 3/4, io sono fermamente convinto che Farrell a 12 funzioni ma se Ford ha una stagione no come questa (anche al 6N non giro’ bene) mi domando se non abbia piu’ senso rimettere Farrell a 10 e variare il gioco con un altro primo centro invece che provare a rispolverare dalla soffitta un Cipriani. Comuqneu come detto all’inizio mi fido poco degli inglesi, perdere non e’ bello ma quella volpe di EJ secondo me sta lavorando ad un’Inghilterra diversa per avere opzioni diverse.

    Irlanda: esce bene, molto bene da questo giugno. Vince dopo piu’ di 30 anni se non sbaglio una serie in Australia coi Wallabies, mostra che cosa significhi profondita’ in certi ruoli ed allunga ancor piu’ la coperta con l’inserimento di Beirne. Resta il problema del vice Sexton con PJ andato…serve far giocare Carbery come Jackson gioco’ tanto tra il 2016 e 1017. Resta anche il problema del vice Murray ma per il resto un gruppo in cui Schmidt ha tantissime scelte ed una squadra che riesce a mantenere la freddezza nei momenti topici di partite chiuse nel punteggio.

    All blacks: si rischia di andare sul ripetitivo…un po’ di spanne sopra tutti ed anche quando magari non brillano restano superiori. Quando accellerano nessuno riesce a stargli dietro, toh una partita ogni 12-15 magari si ma appunto una volta ogni tanto. Da un certo punto di vista deprimenti, uno puo’ anche migliorare ma se questi non hanno flessioni non c’e’ storia. Da vedere comunque come va questo RC con una buona Australia ed un Sud Africa che sembra in ripresa, magari qualche imperfezione negli aBs la trovano.

    Sud Africa: ben detto da Erasmus, si prendono le vittorie ma la strada e’ lunga. Si vede pero’ un po’ di senso tattico in questa squadra, da migliorare tantissimo una difesa un po’ troppo gruviera ma dopo anni bui si vede un po’ di luce a partire da un Pollard che finalmente torna titolare e gioca come sa facendo capire che tra lui e Jantjies c’e’ una differenza enorme. Si son viste facce nuove ed alcuni han fatto bene e potranno crescere.

  2. Argentina, già da più di un anno che c era il sentore della fine dell idillio con Hourcade, nulla di che ma solo la fine fisiologica di un lungo cammino, iniziato tra i “dilettanti” e finito con i professionisti. La squadra sicuramente vede in Ledesma il nuovo condottiero e non è certo un caso che i Jaguares stiano facendo la miglior stagione dalla loro nascita, penso che Ledesma li porterà fino al mondiale, magari con Quesada nello staff tecnico della franchigia, a mio avviso quest ultimo non mi sembra pronto per fare il ct della nazionale; men che meno Contepomi che con l Argentina A sta forse raccogliendo i peggior risultati della loro storia.
    Galles, è vero che è difficile avere un giudizio di massima, ma va riconosciuto a Gatland il coraggio nel buttare nella mischia tanti giocatori ed allargare il gruppone in vista mondiale, dovesse esserci di nuovo la sfiga degli infortuni al prossimo mondiale, almeno si sa chi sarebbero le naturali riserve. Occhio anche a come il Galles sta interpretando il modo di giocare, stanno evolvendo il game plan.
    Australia, anche se perdenti nella series, escono cmq galvanizzati da aver ritrovato una buona squadra, non che gli altri anni non l avvessero, ma finalmente hanno trovato solidità nei primi 5 uomini davanti che è stato il loro tallone d achille…Folau e Beale si candidano a star del mondiale.
    Irlanda, poco da dire, magnifici! speriamo solo che conservino questo magnifico stato di forma e che non diventino troppo Sexton-dipendenti.
    Sud Africa, credono già in loro a Novembre quanto molti erano scettici, stanno intraprendendo un nuovo modo di giocare a rugby, molto diverso dallo stile rude sud africano, hanno giocatori di gran qualità in tutti i reparti, considerando anche l assenza di Marx. Pollard è un mediano che da molta sicurezza dietro, più di Jantjies e De Klerk in questo stato di forma è uno spettacolo, a mio avviso il miglior giocatore di tutte le series. Tallone d achille le ali, giovani, atleticamente mostruosi ma tecnicamente troppo grezzi, sabato sono stati messi in croce sulle prese al volo, devono migliorare tanto, oppure cercare qualcosa di diverso.
    Politicamente a mio avviso i bokkies sono sempre più coscienti che il loro rugby è più quello europeo che l oceanico, in Europa riescono a trovare maggiore solidità e regolarità nelle giocate, a mio avviso sono i benvenuti.
    Francia, tutto sommato non malissimo, ma le partite durano 80 minuti ed hanno necessità di implementare il loro gioco. Hanno un game plan fisicamente troppo deleterio, soprattutto se di Giugno e dopo le battaglie tra Top14 e coppe.
    Nuova Zelanda, in una parola sola All Blacks! l esperimeto McKenzie apertura ha funzionato ma non entusiasmato, da rivedere magari nel Championship.
    Inghilterra, il giorno in cui la smetteranno di compiacersi sarà sempre troppo tardi, squadra che ha bisogno di essere continuamente strigliata, se vanno vantaggio perdono subito la testa, anche sabato si è visto, han fatto meta e subito dopo ne han subita una. Nelle gare contro le più forti non sono una squadra da punteggi alti, meglio quando difendono e possono poi trasformare i calci a loro vantaggio. Hanno qualcosa da aggiustare nella formazione, soprattutto nei trequarti, in primis ai centri, la mancanza di fisicità si sente tanto ed era stato chiaro anche al 6N. Il trio Ford, Farrell e Slade, bello a vedere in attacco ma fragilino in difesa, soprattutto Ford.
    Italia, Giappone e Georgia li metto tutti insieme, nipponici superiori a tutti, georgiani scarichi sia fisicamente che mentalmente, italiani alla ricerca di un identità rugbistica tristemente perduta

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