Rugby e salute: Bortolami ‘contro’ l’assoluzione di Fall

Il giocatore francese, espulso nel match contro gli All Blacks, si è visto cancellare la squalifica.

Uno scontro pericoloso, un giocatore in aria che salta per prendere il pallone, l’avversario che si scontra con lui e lo fa cadere a terra di testa. Per l’arbitro Angus Gardner un intervento da rosso, dunque, quello di Benjamin Fall nei confronti di Beauden Barrett e che ha costretto il neozelandese ad abbandonare il match. Uno scontro che potete rivedere qui sopra. La commissione indipendente di World Rugby, però, ha ribaltato la decisione, assolvendo Fall e non squalificandolo.

La motivazione è che il giocatore non ha mai tolto lo sguardo dal pallone e, dunque, il suo intervento era involontario. Una decisione che, personalmente, mi aveva lasciato perplesso. Perché se è vero che vi è l’involontarietà, dall’altro lato vi è chiaramente un intervento in ritardo di Fall che praticamente non salta e travolge Barrett. Una decisione che ieri ha contestato, con garbo, anche Marco Bortolami, ex azzurro, allenatore e uno dei fautori di G.I.R.A.

Rispondendo a John Kirwan che, invece, plaudiva alla scelta di World Rugby, infatti, Marco dice “Sicurezza in primo luogo, non vogliamo che arrivi un grave infortunio, guardare solo la palla non è abbastanza, l’opposizione deve essere in una posizione credibile per contestare la palla. Troppi giocatori giocano al limite delle regole di sicurezza solo per forzare gli errori. I giocatori devono essere responsabili sulla sicurezza” le parole di Bortolami.

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

13 commenti su “Rugby e salute: Bortolami ‘contro’ l’assoluzione di Fall

  1. Io per niente garbato dico che è una decisione devastante e che può far saltare il rugby. Il principio è che conti la pericolosità e quindi spetti ai giocatori la responsabilità di tutelare l’avversario. La volontarietà è roba da pallatondari: là c’è in ballo un cartellino, qui la integrità e la pelle. Se salta il principio vale tutto, dalle dita nell’occhio agli sgabelli. Nel rugby i falli sono per principio non volontari a parte quelli professionali, e infatti per un’ostruzione o una smanacciata becchi un giallo o pure un rosso. Sperando che si rimedi prima dell’irreparabile e che siano prima di tutto i giocatori a rendersi conto che per questi qui sono carne da macello.

  2. Pienamente d’accordo con Bortolami e quella che lui cita “l’opposizione deve essere in una posizione credibile per contestare la palla. ” era anche la direttiva emanata a suo tempo da WR….Fall non ha alcuna chance di prendere quel pallone non usa alcuna duty of care (altro aspetto fondamentale e che fa aprte del regolamento) e mette a rischio l’avversario.
    Questa decisione di WR va contro le stesse direttive date tempo fa da WR…piu’ o meno dopo il caso Payne coi Saracens quando ci fu discussione su quel rosso e WR specifico’ che deve esserci la concreta possibilita’ di contestare l’ovale.

  3. da un lato sono totalmente d’accordo con Bortolami, se non c’è possibilità di contestare l’ovale e sbilanci l’avversario dovrebbe essere rosso diretto, indipendentemente dall’infortunio che crei.
    Però c’è sempre un però.
    Il metro di giudizio attuale non è quello, e quindi il rosso a Fall sembra un’ingiustizia, visto che per quell’intervento di solito si prende il giallo; e il comportamente di Lienert-Brown è anti-gioco e andrebbe sanzionato anche lui.
    WR ha reputato

  4. Pienamente in accordo con Bortolami.
    Fall pur guardando il pallone sapeva benissimo che avrebbe “incontrato” sulla sua strada un avversario che gli avrebbe contestato la conquista del pallone.
    E comunque, non so se si sappia, ma esiste quella cosa chiamata vista periferica che permette di individuare ciò che si presenta nelle vicinanze dell’obiettivo che si mette a fuoco.
    Perciò Fall sapeva dov’era il pallone e riusciva a scorgere eventuali avversari che sapeva benissimo trovarsi nei pressi, sapeva che uno di questi avrebbe certamente saltato per recuperare il pallone e ha volutamente “tirato dritto” sull’avversario.
    Se fosse stato interessato al pallone avrebbe saltato oppure, vista l’impossibilità di raggiungere la palla, avrebbe rallentato puntando a placcare l’eventuale avversario una volta che questi fosse tornato a terra.
    Rosso giustissimo.

  5. Per come la vedo si deve decidere cosa si vuole “punire”, se la volontarietà di un fallo o il potenziale danno che ne deriva, no matter what. Nel primo caso la decisione di World Rugby ci sta, ma sbaglio o nel rugby di oggi si punta di fatto sul secondo caso, e tutte ste direttive (che tra l’altro, le regole ci sono sempre state, semplicemente adesso hanno deciso di farle seguire più seriamente) dovrebbero andare in questo senso.
    Quindi Garner ha fatto benissimo.
    E comunque qua ogni settimana c’è un arbitro che fa una cosa, un altro che ne fa un’altra, e World Rugby che ci ripensa con una terza, insomma, qualcuno metta a posto sto casino

  6. La sanzione, più o meno giusta che sia, arriva sempre successivamente all’intervento, più o meno volontario che sia. Fatto sta che la sanzione non può porre rimedio a ciò che è avvenuto. E se quanto è avvenuto ha causato un danno, nulla ormai ci si può fare. Putroppo o per fortuna ci sarà sempre un margine di arbitrarietà che in ogni caso non potrà porre rimedio ma semplicemente solo sanzionare quanto avvenuto. Quindi cari miei, se si vuole evitare spiacevoli conseguenze derivanti da determinate situazioni, meglio dedicarsi al biliardo o al ping pong.

  7. d’accordo sull’idea di massima di bortolami, infatti ben venga questo rosso, non è stato “attento” a non far fallo e viene punito pesantemente perché ha fatto rischiare grosso, contrario a non accettare che in un campo dove le cose succedono in un frazione di secondo, si voglia squalificare un giocatore che andava, chiaramente, ad intervenire regolarmente sulla palla, sarebbe sbagliato.
    il discorso che sapeva che avrebbe impattato qualcuno o che non ha saltato abbastanza lo lascerei stare, in un campo da rugby impatti con qualcuno anche sotto la doccia, tra un po’, sul non volare ci sono almeno 10 spiegazioni valide che non implicano che volesse far male. anche perché allora dobbiamo anche punire barret perché veniva frontalmente e vedeva l’ostacolo e nonostante tutto ha saltato sopra di lui. trovo assurdo che se io sono piedi fermi a terra e un’avversario salta sopra la mia testa e così facendo si schianta al suolo post impatto, sia io a rischio squalifica

      1. il mio è un esempio, la situazione è diversa, infatti considerano che abbia provato a prendere la palla, fosse rimasto giù non credo l’avrebbero graziato, il problema è, come dicono anche altri, che il fallo non dovrebbe essere connaturato al danno, ma alla gravità del fallo stesso, se questo era un giallo trasformato in rosso per gioco pericoloso e poca attenzione, mi stà bene, voler dare anche una squalifica, perché un’azione di gioco al limite ha fatto far più male di una stessa situazione, fatta, magari, intenzionalmente, non mi va bene.
        per questo ho fatto l’esempio di rischiare una squalifica se attendo il pallone a terra e l’avversario mi salta sopra facendosi male, perché la logica di punire i danni rischia di portare a questo

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