Eddie Jones, cioè quando ti restano solo le parole

L’Inghilterra puntava a diventare imbattibile come gli All Blacks, ma ora non sa più vincere.

Eddie Jones è un simpatico sbruffone, uno di quegli allenatori che hanno la battuta pronta, che dà pepe a tutte le sfide. Eddie Jones è una simpatica canaglia, con il suo sorrisino sornione. Eddie Jones fino a pochi mesi fa era anche una macchina da guerra, che aveva trasformato l’Inghilterra in una squadra imbattibile.

Due Sei Nazioni conquistati, il secondo posto nel ranking mondiale dietro gli All Blacks e la consapevolezza di puntare a essere protagonisti nella prossima Coppa del Mondo. Eddie Jones lo sbruffone non si nascondeva e dichiarava che l’obiettivo era “diventare la squadra più forte al mondo”. E i risultati gli davano ragione. Davano, perché da sei partite l’Inghilterra non sa più vincere. La sconfitta contro il Sud Africa sabato è il quinto ko di fila (sesto se si considera il match contro i Barbarians), l’Inghilterra non è più imbattibile e il ranking dice che gli inglesi sono sesti, dietro ad All Blacks, Irlanda, Galles, Australia e Sud Africa.

Ed Eddie Jones? Lo sbruffone ha perso il suo sorrisino e cerca giustificazioni. “Non c’è una soluzione magica qui. Abbiamo 25 giocatori a casa che non erano disponibili per la convocazione. Questi sono i migliori giocatori che abbiamo. Non ho avuto molti periodi in cui ho vissuto esperienze simili ed è dura. Il mio lavoro è di far vincere la squadra e la squadra non vince” ha dichiarato.

Ora l’Inghilterra ha altri 80 minuti per cercare almeno una vittoria nel tour sudafricano, per non portare a sei i ko consecutivi e per ridare fiato a Eddie Jones. “La RFU dà fiducia a Eddie Jones e al suo staff” il breve comunicato federale. Fiducia, dunque, ma la simpatica canaglia non può stare tranquillo. Ora c’è il Sud Africa, poi a novembre ci saranno di nuovo gli Springboks, gli All Blacks e il Giappone. Sarebbe dura arrivare alla sfida contro la sua ex squadra con otto ko sul groppone. E il Mondiale è dietro la porta. Eddie lo sa e, ora, alle parole deve tornare a far seguire i fatti.

Foto – Instagram

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

Un commento su “Eddie Jones, cioè quando ti restano solo le parole

  1. Si parla di O Shea che si fissa su certi nomi, ma anche il buon Eddie non scherza. Sarò fissato io, ma non chiamare Wade rimane sempre un mistero, per non parlare di Woodburn, soprattutto se poi si schiera Brown all’ ala e Daly estremo, forse il peggiore del tour.
    Quest’ Inghilterra ha tutti i mezzi per far bene, però alle volte ha dei momenti di Black out allucinanti, oppure crede di fare il compitino in maniera facile mollanfoa presa troppo presto.
    I problemi più grossi al momento, secondo me, sono in prima linea, con George che non so quante garanzie possa dare a livello internazionale.
    Ai centri, dove la mancanza di career si sente tanto…da rivedere anche Ford, leggerino in fase difensiva…
    L anno del mondiale sarà particolare e non penso l Inghilterra possa permettersi di nuovo di steccare l appuntamento più importante

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