Italrugby: contro i samurai il crepuscolo azzurro

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, parla del ko dell’Italia a Oita e della rassegnazione azzurra.

Da tempo scriviamo che i test-match contro i nipponici e la Georgia sono le chiavi di volta della nostro 2018 rugbistico. Il primo è andato davvero male, con una sconfitta netta e meritata che però è stata “accolta” nell’Ovalia italiana con un mix di rabbia d’ufficio e rassegnazione. […]

Poi dovremmo anche guardare le cose un po’ in prospettiva, sul lungo periodo. Al Mondiale sudafricano del 1995 gli All Blacks asfaltavano i nipponici 145 a 17: ora, è vero che i tuttineri rifilarono 70 punti (a 6) alla nostra nazionale qualche mese dopo in quel di Bologna, ma quell’Italia alla stessa RWC batté l’Argentina e venne sconfitta dall’Inghilterra con un dignitosissimo 27-20. Un’Italia che nel mese di maggio di quell’anno superò l’Irlanda. In 23 anni è cambiato tutto per noi, è arrivato il treno del Sei Nazioni ma da quanto tempo non infiliamo risultati simili? Il nostro anno migliore è stato il 2013, stiamo parlando di 5 anni fa, ed è stato un caso isolato. Qua e là facciamo un exploit che però è appunto tale.

Ci aggrappiamo a quello e ci raccontiamo che tutto va bene e che comunque abbiamo svoltato. In attesa dell’exploit isolato successivo. Le critiche possono aiutare, certo non bisogna fare gli offesi, saperle accettare e non relegarle tutte sotto l’etichetta “ce l’avete con noi”. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

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7 commenti su “Italrugby: contro i samurai il crepuscolo azzurro

  1. Continuo a pensare che I commeti si debbano fare sulla base di quelli che sono gli obiettivi dichiarati, non quelli che si vorrebbero o aspetterebbero.

    Come al 6N quando parlo’ di prestazioni come obiettivo, le aspettative le ha create COS parlando di prestazioni e risultati per questo tour. Bene dopo la prima penso si possa dire con onesta’ e serenita’ che ne l’uno ne l’altro dei due obiettivi e’ stato raggiunto. Il risultato vabbeh, lo dice il tabellino c’e’ poco da discutere, sulle prestazioni si torna ai discorsi fatti ieri…l’Italia non riesce a proporre un ABC di livello:
    Set pieces: i lineouts sono un mare di lacrime, non funzionano, nn sono una piattaforma di gioco su cui far partire l’azione anche solo lontanamente efficace. Anche la maul fatica a funzionare. In mischia ordinata dpo un primo tempo tutto sommato discreto nel secondo sono stati deficitari. Insomma il pack che era il fiore all’occhiello di questa Nazionale non gira, non rappresenta piu’ la pietra angolare su cui si basa questa Nazionale.
    Colpa dei singoli? Ad esclusione di Zilocchi son gli stessi che durante il Pro 14 son stati spesso elogiati per le prestazioni co Zebre e Treviso…e gia’ al 6N performarono bel al di sotto delle aspettative (e non c’era Zilocchi che adesso sicuramente diventera’ la pietra dello scandalo ingiustamente).
    Forse si sopravvalutano le prestazioni in Pro 14 non contestualizzzandole? Se non e’ cosi’ allora si deve discutere come viene allenato e preparato in nazionale il pack. Ognuno avra’ il suo pensiero. Io sto piu’ sulla prima linea, non si vuole accettare che spesso in campionato non si affrontano le prime scelte altrui e questo porta a ritenere di avere una mischia superiore a quello che e’, e quando si arriva alla Nazionale dove gli avversari non regalano molto si casca dal pero.
    Da dire che il disastro sui lineouts sembra piu’ dovuto al fatto che gli avversari leggano le chiamate troppo facilmente e qualcosa forse possa essere migliorato in allenamento.

    Difesa: male, male, male…come al 6N. Errori individuali all’interno di un sistema a cui i giocatori sembrano proprio non abituarsi…cambaino anche alcuni uomini ma gli errori restano. Di nuovo si puo’ parlar di singoli quanto si vuole e dei loro limiti tecnici ma bisogna anche chiedersi se il sistema che si sta provando ad implementare non sia troppo fuori dalle corde dei giocatori proprio per quei limiti tecnici che negli errori mostrano. Mi spiace ma su questo penso che sia lo staff tecnico a dover rivedere i suoi pensieri e tema tattico…si spera in Wayne Smith su questo mi sa.

    Breakdown: male. Vero che l’Italia subisce gli impatti certo ma non si deve cadere nell’errore di ritenere che sia solo un problema atletico e fisico. In difesa questo aspetto e’ legato al tema precedente, se in difesa vieni battuto e lasci break importanti all’avversario e’ molto difficile che poi tu possa vincere la battaglia in difesa dei punti d’incontro. In attacco, spesso i supporti per pulire la ruck in tempi veloci sono in ritardo rendendo quindi la battaglia in ruck per pulire il pallone troppo lenta. Il problema dei supporti al portatore di palla sono un problema atavico della Nazionale italiana, ma allora va forse rivisto qualcosa nel gioco d’attacco o nel movimento d’insieme della squadra…non si puo’ sempre bollare il tutto con i limti tecnici dei giocatori.

    E qua alla fine viene un punto fondamentale, nell’ultimo anno grazie ai risultati di Treviso e Zebre spesso si legge sia COS che commenti sui blog su quanto piu’ profonda sia diventata la Nazionale di come ci sia una qualita’ importante…poi la Nazionale perde e nei commenti sui blog c’e’ chi subito si muove sul “ma questo e’ il livello dei giocatori non si puo’ fare di piu’”…le due cose cozzano…se aumenta la profondita’ vuol dire che aumenta la qualita’ dell’organici a disposizione…se invece la Nazionale perde perche’ “questo e’ il valore dei giocaotri e c’e’ poco che COS o altro cT possa fare” vuol dire che qualita’ e profondita’ non sono aumentati. Ad ognuno il suo pensiero.

  2. Secondo me c’è poco di che analizzare, l Italia è allenata male. Oltre ad O Shea che ha le sue responsabilità, ma che non mi meraviglia perché in fondo anche gli Harlequins erano una squadra priva di una particolare impronta. Quello che mi sta sorprendendo in negativo è Catt….non dico che le giocate debbano riuscire tutte, ma neanche si abbozzano…
    Il Giappone è allenato da un signor allenatore, uno che nel SR vinse il campionato grazie proprio al lavoro sul breakdown e dei suoi giocatori nessuno fece il mondiale quell’ anno…

    1. Dire che c’e’ poco da analizzare ed addossare le colpe solo a uno-due allenatori a me opinione personalissima sembra molto limitato come approcio

      1. Non è limitato, ma solamente si sta avverando quello che dicevo 2 anni fa e mi si rompeva più volte le palle..
        O Shea nel panorama dei coach che hanno allenato l Italia rappresenta un eccezione, per la prima volta si è scelto un manager ad un allenatore da campo. Ruolo in cui a Londra è diventano uno dei più apprezzati a livello europeo. Oltre ai risultati, gli Harlequins sono apprezzati per lo spazio che la riesconona dare anche all’ Accademia che di anno in anno riesce a sfornare talenti di grande valore.
        Ovviamente il segreto del successo non è il fluido magico di O Shea, bensì le sue capacità di gestire un gruppo di alte professionalità.
        L Head Coach della squadra era Kingston, che insieme a Rowntree, Easter e Maplerof componevano lo staff..vi rendete conto, che lo staff di un medio club inglese ha maggiori allenatori dello staff di una nazionale di Tier 1??
        L idea italiana di creare una struttura solida è pregevole, ma O Shea ha un budget da gestire? Quante persone lui può mettere nei posti giusti? Gli staff Delle franchigie sono per numero e qualità adeguate? Secondo me si, o quanto meno sono tecnici italiani in formazione per l alto livello.
        In parole povere, O Shea è un pilota di Formula 1, ma tanto dipende da che macchina gli si consegna.
        Nella realtà dei fatti però in Italia ancora oggi non è così, perché la formazione Delle giovani leve è migliorata ma non a livello degli altri, gli staff Delle celtiche, dovrebbero migliorare tanto e il livello dell Eccellenza sembra riprendersi ma in maniera esageratamente lenta.
        Per cui l Italia oggi non può fare a meno di avere in allenatore da campo per la nazionale, uno che abbia un preciso play book da cucire attorno alle caratteristiche del livello italiano con peculiarità specifiche da esaltare. Con Mallett abbiamo avuto una super difesa, con Brunel un attacco che faceva molte mete. Con Kirwan l atletismo…ecc..
        O Shea deve rimanere per forza in Italia, ma la FIR deve frugarsi in tasca, tagliare qualche testa ormai anacronistica con il contesto di rugby moderno e mettere sotto contratto un Allenatore capace, se neozelandese meglio…
        Ti va bene come spiegazione? Anche in fir hanno fatto questo tipo di analisi?

          1. forse non hai letto o mi sono espresso male…
            COS ha le sue responsabilità al momento, ma non è messo nella condizione di poter esaltare le sue caratteristiche, al momento come pilota guida una minardi, ma è meglio che non dica di avere una ferrari e che arriverà a podio…
            quanto al profilo ideale come allenatore per l Italia, diciamo che manca uno che faccia didattica ai giocatori, in quanto i nostri hanno lacune ataviche che si portano dietro dai tempi del minirugby.
            Manca un head coach e penso sia fin troppo palese. La FIR ha le sue colpe storiche, ma al momento non è la FIR che si intestardisce a schierare due terze linee ultra trentenni in seconda.

            1. Certe cose le puoi insegnare in Nazionale, e’ impensabile credere che un CT faccia quel mestiere. Si puo’ ancora ancora richiedere che sia fatto nelle franchigie ma un CT che vede i giocatori per un periodo continuato ogni 4-5 mesi piu’ qualche camp qua e l’a di qualche giorno non puo’ fare anche quello.

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