Italrugby: quanti bei giovani senz’asterisco

Il 6 Nazioni ha lasciato una nazionale italiana molto diversa da quella raccontata da Gavazzi.

Ieri la Fir ha pubblicato un comunicato stampa di quelli che piace scrivere agli addetti stampa, quelli pieni di (giusta) enfasi. “Presente in moltissimi XV titolari della stampa britannica l’estremo azzurro Matteo Minozzi, inserito nelle formazioni ideali dai giornalisti specializzati di Sky Sport, Ultimate Rugby, RTE, BBC e Wales Online. […] Minozzi non è, però, l’unico azzurro ad essersi meritato un posto nei “dream team” del NatWest 6 Nazioni 2018: Opta, l’azienda specializzata nell’analisi delle prestazioni, ha pubblicato un proprio XV basato sull’analisi e la valutazione dell’efficacia delle azioni di tutti i giocatori scesi in campo nel Torneo: il flanker Sebastian Negri ed il numero dieci Tommaso Allan sono i due Azzurri che, secondo le statistiche di Opta, hanno avuto il maggior impatto sul campo” si legge sul comunicato federale.

Giovani d’applausi

L’Italia di Conor O’Shea non è (ancora) vincente, ma sicuramente è giovane. Tanti i talenti lanciati dal ct irlandese e tanti i giocatori impegnati in questo NatWest 6 Nazioni con pochi caps all’attivo. Un quadro che potrebbe suonare come il sintomo che le famose (o famigerate) Accademie funzionano e che potrebbe dar ragione ad Alfredo Gavazzi che ci parla di un’Italia finalmente giovane e italiana, senza più la pesante presenza argentina cui eravamo abituati. Ma è veramente così e, soprattutto, è così se si guarda alla qualità?

La Fir, e la stampa estera, enfatizzano i nomi di Minozzi, Allan e Negri (e, per l’ultimo turno la stampa estera ha premiato anche Jake Polledri). Non a caso tra i nomi che R1823 ha fatto tra i promossi di questo 6 Nazioni.  Insomma, 4 giovani talenti su cui puntare per il futuro. Tutto bene, dunque, nello storytelling ovale di Alfredo Gavazzi? Beh, non proprio. Perché guardando questi nomi nell’immaginario federale rientra a pieno titolo il solo Matteo Minozzi, non certo gli altri.

Ma la formazione qual è?

Sebastian Negri e Jake Polledri sono prodotti dell’Hartpury RFC di Gloucester, in Inghilterra. Tommaso Allan è cresciuto nell’Academy dei London Wasps prima di continuare il suo percorso in Sud Africa e in Francia con il Perpignan, mentre a livello nazionale ha vestito tutte le maglie juniores della Scozia. Insomma, i migliori giovani talenti azzurri a disposizione di Conor O’Shea sono per la maggior parte prodotti da una filiera che non è quella federale.

Insomma, l’Italia targata Alfredo Gavazzi doveva essere giovane, italiana e con prodotti della filiera federale. Sul giovane ci siamo, sull’italiano (nel senso stretto del termine, cioè in contrasto con gli oriundi di cui parlava il presidente federale) e sulla filiera federale (il famoso asterisco nei comunicati Fir, ndr.), invece, proprio no.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

52 commenti su “Italrugby: quanti bei giovani senz’asterisco

  1. Scusa ma in che punto del comunicato della FIR si parla di accademie?
    Poi minozzi non è l’unico che ha frequentato un’accademia ad essere nel giro azzurro: al primo giro di convocazioni pre-6 nazioni, tolti campagnaro ed esposito infortunati, c’erano pure lovotti, fuser, ruzza, giammarioli, licata, mbandà, gori, violi, bellini, benvenuti, boni, padovani, sarto, riccioni e traorè.
    che conclusioni trarne non lo so, servirebbe un’analisi seria più che una polemica fine a se stessa…
    infine, quanti scozzesi in campo sabato sono nati e cresciuti a nord del vallo di adriano?

    1. Gli.scozzesi non si riempiono la.bocca con certi proclami, e poi molti di quelli che hai citato per quanto rimarranno “titolari” o comunque nel.giro della nazionale? Quanti di questi hanno giovato piu’ delle accademie che del percorso precedente? So qualcosa dei primi passi di M’banda’ a Milano, e fidati ha avuto ottimi tecnici. Idem Morisi, che quando sbarco’ in accademia era gia’ considerato un predestinato. Ma questo l’ho gia’ detto in altra sede, forse. Non accettare piu’ I proclami, specie di chi ormai si nasconde dietro I sorrisi e le competenze di un dirigente tecnico straniero non e’ polemica, ma dovere di cronaca.

      1. lungi da me difendere o esaltare la fir, non è il mio lavoro… ma di quale proclama parli? quello in cui si dichiara che tre giocatori dell’italia sono stati inseriti tra i migliori della giornata del 6 nazioni? non capisco quale sarebbe lo scandalo esattamente…da quanto citato nell’articolo non mi pare ci sia scritto che è tutto merito della grande programmazione della federazione…quindi dimmi quale parte è inaccettabile e ne parliamo. altrimenti le guerre di religione non mi interessano…non faccio parte di nessuna. per tutto il resto c’è già il calcio..

        1. Personalmente ritengo un’enfasi inaccettabile lo stesso asterisco, e ti chiedo: secondo te sarebbe piu’ funzionale continuare con le accademie attuali o promuovere e sostenere delle “academy” interne ai club, con annesso percorso di studio che permetta ai ragazzi di avere un’alternativa nella vita? Si fa per amore di dibattito, beninteso.

          1. La risposta io non ce l’ho, ma questo sarebbe appunto un dibattito molto più interessante che commentare un comunicato del tutto “normale” come quello solo per fare polemica…

            1. il dibattito nasce dal commento, in una situazione, quella del rugby italiano -che l’esimio Ravagnani ha definito allegoria di una nazione- che di “normale” non so veramente quanto abbia. Ma posso sbagliarmi 😉

                1. guarda che hai già citato il calcio due volte su un solo post, va a finire che Fumero ti banna…scherzi a parte, senza allargare ai macrosistemi la dialettica, non credo sia fare i tifosi, quando per anni i soldi che potevano costruire un sistema sono stati usati in altro modo. Ricordi il progetto accademia a Tonga? La nuova sede Fir? L’ampliamento delle accademie? Forse hai ragione tu, sono un hooligan del buonsenso e delle persone competenti

                  1. eh allora usiamo il buonsenso per parlare di cose concrete e non di un comunicato che dice solo che tre azzurri sono stati evidenziati tra i migliori di giornata al 6 nazioni. tutto qui. comunque a mia discolpa ho sempre citato il calcio in senso negativo eh…

                    1. Spike, il pezzo voleva ‘ironizzare’ su Gavazzi che da mesi dice che i giovani formati dalla filiera federale sono ottimi, che non dobbiamo più pescare tra gli oriundi.. poi i migliori giocatori azzurri del 6 Nazioni sono – Minozzi escluso – oriundi e giocatori cresciuti rugbisticamente all’estero. Ed elencare tutti gli apostrofi conta poco, perché posso anche convocare solo “apostrofi”, ma se la qualità è bassa non è che significhi che le Accademie funzionino. Tutto qui: questo 6 Nazioni conferma che i giovani formati all’estero sono meglio di quelli formati dalle accademie federali.

                    2. Quindi il fatto che gli oriundi ce li hanno anche gli altri che cosa conferma?
                      quello che voglio dire è che secondo me il fatto che ci ha detto bene di trovarci con negri, allan e polledri è un discorso completamente sganciato da quello che riguarda le accademie.. se no ci lamentiamo pure di fronte a notizie positive e allora tanto peggio tanto meglio quel che conta è la crociata? per dire, uno come polledri sarebbe tra gli azzurri anche se il sistema formativo italiano fosse molto migliore.

                    3. Gli altri non mettono gli asterischi nelle convocazioni, non hanno investito milioni da un decennio nelle Accademie e non dicono “siamo fighi perché non abbiamo più oriundi” e poi li prendono.

                    4. Giusto usiamo il buonsenso e, chiediamoci se questa federazione che ancora non ha sistemato NEMMENO il sistema dei permit abbia un senso!! Non per polemica, ma per salvaguardare il nostro diritto a praticare questo gioco meraviglioso a tutti I livelli

                    5. Non vedo asterischi nel comunicato e secondo me tutto sto discorso non c’entra niente con negri, polledri ecc e ripeto: non me ne importa niente di difendere la federazione, ma il senso glielo danno quelli che votano alle elezioni federali suppongo, gli stessi che in teoria dovrebbero garantire quel diritto di cui parli. quindi? boh.

      2. Una cosa era la Francescato pre Celtic, una cosa la Francescato e le due u18, un’altra ancora le accademie di condominio. Mettere lo stesso asterisco (un abisso di differenze) a Favaro, Morisi, Violi, Minozzi e Licata è un’operazione che si commenta da sola.

        1. Ma certo, ma lo stesso si può dire sull’affermare in modo strumentale che l’unico giocatore interessante di formazione italiana è minozzi. se penso a come s’è fatto male giammarioli…

          1. Giammarioli non dirlo a me che stravedo da quando era in Francescato. Uno che in un rugby decente avrebbe debuttato in Celtic tre anni fa.

    2. Sei consapevole che la gente che hai nominato negli altri paesi di tier 1 non sarebbe presa in considerazione per la nazionale eccetto qualcuno?

    1. Minozzi fosse nato qualche anno prima sarebbe stato fuori dai parametri peso x altezza…cmq se in Italia fossero di più i giovani che avrebbero l occasione di andare alla Hartpury sarebbe una cosa molto bella…l anno scorso vedevo giocare entrambi con il club in division 1 se ricordo bene, su facebook la federazione inglese sulla sua pagina ogni settimana manda la diretta streaming di una partita del campionato, spesso faceva vedere Hartpury….il che la dice lunga se pensiamo che da noi non si riesce a vedere neanche il 6N U20…

  2. Una inutile polemica Duccio!
    Ti consiglierei ma non solo a te di andare più spesso a vedere le partite dal vero anziché andare in compagnia in una birreria e tra una birra e l’altra compiacersi di quello che scrivi(vete) 😂
    Tu e molti scrittori sapete solo essere dei bravi animatori!
    E su Minozzi non avete neanche il coraggio di ammettere che avete sbagliato!
    Qualcuno che ora lo esalta non lo riteneva neanche degno di essere riservate di hayward perché prima di lui c’era Padovani!
    Scout formidabili siete!😂😂😂😂

      1. Si sono io ma ho solo detto sorridendo quello che hai scritto!
        Solo che pur essendo la sua formazione per la gran parte straniera i progressi maggiori lunga fatti dopo che è tornato.
        A Perpignano era il terzo MA!

        1. Attenzione che la passata stagione aveva giocato anche un certo Bronzini in nazionale che non si capisce come mai ma per molti finalmente era un fenomeno. Minozzi ora raccoglie il giusto riconoscimento che merita ma ci vediamo più avanti quando gli prenderannonle misure e allora capiremo veramente.

  3. Ovviamente l’intenzione, legittima, è quella di “dar carne” alla Fir e di questo non me ne può fregar di meno.
    Quello che mi colpisce, è vedere il totale menefreghismo che molti di voi hanno : cioè non rendersi conto che, prima di tutto, state mancando di rispetto verso tutti i ragazzi che stanno, o son passati, per ste benedette Accademie.

    1. Vero, giustissimo! L’asterisco e’ un’offesa verso questi ragazzi che danno tutto quello che hanno, e forse di piu’ visto l’incidenza sempre maggiore dI infortuni, e che con un semplice segnetto vengono bollati come parte di un sistema che li ha portati ad un livello superiore, che probabilmente avrebbero strasuperato con altre esperienze. Chissa’ se Lazza fosse andato in Francia…non l sapremo mai purtroppo. Parimenti I ragazzi senza asterisco si fanno altrettanto mazzo, ma vengono fatti passare per cosa, I figli di un dio minore?? Bravo Berton, ha ragione, aboliamo l’asterisco!

        1. Non so, le discussioni nelle chat hanno limiti legati alla impersonalita’ del mezzo. Ma questi ragazzi credo meritino di piu’, compresa la chiarezza di noi semplici tifosi☺.

    2. Ciao Gianni, secondo me la vera mancanza di rispetto nei confronti di tutti quei giovani è arrivata da chi non ha saputo o voluto creare un percorso formativo adeguato alle necessità.
      Quanti di quei giovani partiti pieni di speranze alla fine si sono trovati inadeguati al livello richiesto?

  4. Il fatto è che, Francescato o no, per il Presidente f.i.r. noi italiani siamo diversi dagli altri.
    A suo dire gli atleti italiani maturano più tardi (testuale) per cui i ventenni è giusto che sia facciano le ossa in Eccellenza e non solo per un paio d’anni.
    “L’eccezione fa la regola” (testuale) e l’eccezione è Minozzi perché è uno che, a suo dire, ha l’istinto innato della sfida.
    L’esempio che il Presidente porta a suffragare la sua tesi è Riccioni che è salito in Celtic troppo presto.
    Personalmente credo che ai piloni, a loro è solo a loro, (visto che il ruolo richiede grande potenza e altrettanto grande “mestiere”) sia lecito chiedere pazienza ma per quanto riguarda Riccioni mi è stato fatto notare che anche lui, se non avesse subito un incidente in allenamento, sarebbe stato “l’eccezione che fa la regola”..

    In quel l’intervista post ita vs sco, Gavazzi ha peró fatto un’affermazione inconfutabile: il rugby é uno sport di combattimento. Cosa volesse sottintendere non sta a me dirlo.

    1. Qualche anno fa ho avuto la fortuna di poter essere parte di un gruppo che assisteva alla lezione teorica di un allenatore con esperienza da giocatore di livello discreto. Questi sosteneva, da ex ala appassionato della interpretazione australiana del rugby, che questo e’ uno sport di elusione. Il bello del rugby e’ che se ne puo’ parlare all’infinito, partendo da punti lontanissimi, senza per questo che qualcuno stia sbagliando. Penso, opinione personale, che gli unici errori a riguardo possano essere l’arroganza e la parzialita’. Non parlo di incompetenza perche’ sono un nessuno. Mamo posso chiederti senza giri di parole la tua opinione su Gavazzi e sulla.politica federale riguardo I giovani?

      1. Ciao Massimiliano,
        sono un nessuno anch’io e non quel Nessuno di Ulisse che utilizzando quel che oggi si chiamerebbe “alias” o “nick” ha fottuto Polifemo.
        Fare un confronto con le altre federazioni italiane è pressoché impossibile visto che dalle altre parti imperversano i talent scout che operano nell’interesse di Club “prestigiosi”; la selezione giovanile, quindi, non è gestita dalle federazioni.
        Nel microcosmo del rugby è diverso e lo è soprattutto da quando è arrivato il professionismo che, fino a oggi, ha interessato due soli Club che a loro volta, altra anomalia e diversità, sono del tutto o in parte sovvenzionati dalla Federazione,
        Un tempo (parlo del nostro microcosmo che può contare numeri risibili rispetto agli altri sport di squadra tipo calcio, basket o volley) la selezione giovanile veniva fatta dai comitati ai quali i singoli club segnalavano gli atleti migliori.
        Ricordo il Veneto 1 e il Veneto 2 che per decenni hanno rappresento il primo obbiettivo dei giovani rugbisti delle nostre parti e da lì partiva la vera selezione: chi era bravo veramente approdava nelle squadre di prestigio, magari giocando prima nel c.d. campionato Riserve. Le squadre (parlo del nord est) erano quelle note che si sono più o meno suddivise gli scudetti per una quaratina d’anni (con alcuni intervalli tipo L’Aquila, Milano o Roma).
        La politica della Federazione, da quindici anni a sta parte, ha stravolto il metodo di selezione e questo è noto.
        Il proliferare delle Accademie under 18, a mio parere, ha depauperato tutto il movimento giovanile (poco importa che oggi i ragazzini accademici raggiungano i Club di provenienza il giorno prima della partita) togliendo, di fatto, a ogni club quello che poteva essere uno dei “volani” di crescita (anche numerica).
        Un pochino meglio, sempre a mio parere, è andata con i CdF che potenzialmente potrebbero rappresentare la vera base per di un percorso di crescita tecnica.
        Ora, dico per fortuna, le accademie sono state radicalmente tagliate ma rimane il problema di cui parlavo prima.
        Aggiungo: da un lato è vero che tanti degli atleti che oggi giocano in under20 provengono dalle accademie under18 ma, gira e rigira, il numero degli atleti non è poi così cambiato rispetto ai tempi del Veneto1 e Veneto2.
        La Francescano, passando ai “grandi”, credo sia stata un’ottima idea e sarà ancora meglio quando si duplicherà realmente ed effettivamente legandosi ai due club professionistici perché quella sarà la vera selezione visto che a farla e gestirla saranno le Franchigie che hanno tutti gli interessi (anche economici) di prendersi i migliori.
        Il problema rimane l’Eccellenza che dovrebbe essere il primo vero banco di prova dei giovani mentre lo è solo in parte. Ti faccio un esempio.
        Se tu vent’anni fa approdavi al Petrarca o al Benetton ti allenavi con il top degli atleti e combattevi contro altrettanti top; oggi quei top sono in Pro14. Ti alleni con ottimi giocatori, a volte bravi giocatori, e in un anno hai la possibilità di fare al massimo otto o dieci partite (contando andata e ritorno) contro squadre (e giocatori) di livello (Calvisano, Rovigo, Viadana ..).
        E’ pur vero che i migliori si allenano due o tre volte alla settimana con le Franchigie ma questo, a mio parere, è un placebo. Diverso sarebbe se venisse introdotto il doppio tesseramento o se i permit fossero tutti come Licata.
        In conclusione, tornando alla domanda, mi chiedo se la politica giovanile di f.i.r. abbia realmente cresciuto il movimento sia dal punto di vista tecnico che numerico.
        Io ho dei dubbi, fortissimi dubbi ma, come detto, sono nessuno.

        1. Ecco, l’impressione è che tanti nessuno pensino la stessa cosa, e se ci fosse veramente voglia di far bene questo dovrebbe far riflettere qualcuno. Presidiare i blog sotto elezioni riesce bene, altrettanto andrebbe fatto per avere il polso delle opinioni correnti. Di recente ho scritto non ricordo dove che, come tu e tanti altri affermano, il passo più urgente è risolvere la situazione dei permit ed ancorare le accademie alle franchigie. E ritengo che quelli successivi siano ridare valore all’Eccellenza e aiutare tanti club sul territorio a creare una propria academy, che fornisca ai ragazzi anche un percorso di studio. Ma questo è un mio personalissimo pallino.

        1. Si ma a me che ero piccolo e magro, mi dicevano di imparare a fare di tutto per non arrivare al contatto, passare l’ovale prima del placcaggio, correre in modo da superare l’avversario, non andargli addosso, usare il contatto a mio vantaggio e/o solo come estrema ratio… Ma io ero piccolo e magro, credo lo facessero per il mio bene. 🙂

          1. Tranquillo che dove non imperano solo bilancia e metro (una volta da muratore, adesso meglio altri venti centimetri) la prima cosa che ti sviluppano è di uscire dal frontale anche se sei 120 chili e fai il pilone. Proprio come ai bambini da noi… Prendi gli irlandesi e guarda i ragazzi che vengono fuori dallo scolastico, soprattutto di Leinster e qui ,i viene un attacco di orticaria, e vedrai che di buoi col paraocchi ne trovi pochi anche tra i manzi. Ah, fai anche un confronto di quanti ne escano adesso, e quanti ne sono usciti ai tempi del fò tutto io federale di qualche anno fa.

  5. Ciao Duccio. Sono un tuo omonimo!! 🙂
    Scusa ma stavolta l’articolo sembra anche risultato di una posizione pregiudiziale verso la FIR alla luce di quanto fatto dalla Nazionale U20.
    Impossibile non tenerne di conto nel tuo articolo.

  6. Accademie e asterischi? Riprendendo il titolo del pezzo copio un’idea ironica tratta da su RugbyingClass che rispetto alle accademie, ironicamente, diceva in gradi linee: anziché spendere danari per le accademie, dove i ragazzini italiani non vivono a pieno i giusti tratti tecnici e “filosofici” del rugby importante, prendiamo 50 bambini (dai 9 agli 11 anni) con maggiore “attitudine” li consegniamo a Vittorio Munari (con tanto di tutela legale) che, usando le sue tante conoscenze, con un volo charter li porta in qualche college sudafricano. Imparano l’inglese e cominciano a giocare il rugby in campi regolari per il senso lungo (no metà campo come da noi). Li riprendiamo a 15 anni per portarli a studiare e giocare in GB. Prima dei 20 pronti saranno pronti per esordire con la nazionale maggiore e con un accento inglese da far invidia a Sir Laurence Kerr Olivier. come si usa dire “due piccioni con una fava” 🙂

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