Italrugby: promossi e bocciati del 6 Nazioni

Da Negri a Parisse, passando per Violi, Allan e Steyn, cosa lascia di buono e di negativo questo torneo.

Si è chiuso il NatWest 6 Nazioni dell’Italia e lo ha fatto lasciando l’amaro in bocca all’Olimpico, dove la più bella Italia del Torneo cede di misura alla Scozia. Finalmente si è vista la famosa prestazione richiesta a gran voce da Conor O’Shea, ma la sfida contro la Scozia ha confermato ciò che di buono e di meno buono si era visto nel Torneo. E guardando ai singoli (sì, ci spiace, ma i singoli contano anche nel rugby nonostante la retorica, ndr.) ecco i promossi e i bocciati di questo 6 Nazioni.

PROMOSSI

Simone Ferrari 8 – Il pilone azzurro è stato una certezza in prima linea, puntellando la mischia e dimostrandosi anche fondamentale nel gioco aperto e in fase difensiva. Una conferma importante e un giocatore da cui partire per il futuro.

Sebastian Negri 9 – Insieme a Matteo Minozzi sicuramente il migliore degli azzurri in questo 6 Nazioni. Iniziato a luci spente, Negri si è messo in mostra e solo un avanti altrui gli ha negato la gioia della meritata meta ieri. La terza linea riparte da lui.

Jake Polledri 8 – Non si fosse infortunato Mbandà, forse, non lo avremmo visto, ma la sfida con la Scozia ci consegna un altro flanker d’assoluto livello. Lui e Negri possono formare una coppia duratura e da loro passa il post-Parisse.

Marcello Violi/Tommaso Allan 7 – Non è stato un 6 Nazioni facile per la mediana e spesso i limiti azzurri sono stati additati a loro. Ma con la Scozia, dove i breakdown hanno funzionato e i sostegni c’erano in ruck, la mediana ha dimostrato che quando messa in condizione di lavorare lo fa bene. Devono ancora crescere, ma la sufficienza piena c’è.

Matteo Minozzi 9 – Quattro mete nel 6 Nazioni d’esordio e candidato a giocatore del Torneo. Serve aggiungere altro? In una trequarti che ha sofferto a brillare è stato l’estremo delle Zebre, punto assolutamente fermo da cui costruire un attacco che sappia fare male.

BOCCIATI

Dean Budd/Alessandro Zanni 5 – Non ci sono molte alternative oggi in seconda linea, ma tra indisciplina (Budd) e minutaggio (Zanni) la seconda linea azzurra ha vissuto un 6 Nazioni in grande sofferenza. Servono alternative, e in fretta, con Michele Andreotti primo nome nella lista.

Sergio Parisse 5 – Fa male dover mettere il capitano tra i bocciati, ma il suo 6 Nazioni è insufficiente. Tanti, troppi errori di handling che sono costati caro all’Italia, non è più il numero 8 che fa la differenza. O’Shea deve pensare ad alternative fin da subito (Negri o Barbini?).

Braam Steyn 4 – E’ uno dei misteri del rugby azzurro. Mai decisivo, molto falloso, quando entra in campo si fa spesso notare per ciò che non dovrebbe notarsi. Come l’errore decisivo ieri contro la Scozia. Eppure è sempre convocato. Perché?

I centri 5 – Con Michele Campagnaro out e Luca Morisi al rientro le alternative a centri sono poche. Castello merita la sufficienza, ma non basta in un reparto che fatica in difesa (Boni) e non ha fantasia in attacco.

Tommaso Benvenuti 4 – Non pervenuto in fase offensiva, peggior difensore in una difesa già di suo bocciata. Tommaso Benvenuti all’ala fa rimpiangere sicuramente l’infortunato Sarto, ma anche Venditti.

Conor O’Shea 5 – Sono un fan di Conor e continuo a credere sia la scelta migliore per l’Italia. Ma in questo 6 Nazioni molte sue scelte hanno lasciato perplessi e promossi e bocciati qui sopra lo evidenziano. Da un irlandese come lui mi aspetto più coraggio nelle scelte e nelle parole, perché se volevamo un equilibrista democristiano ne avevamo già qui in abbondanza.

Duccio Emanuele Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

17 commenti su “Italrugby: promossi e bocciati del 6 Nazioni

  1. Penso che in Giappone a Giugno vedremo una bella nazionale giovane, i sentaori a casa a riprendersi per preparare al meglio la prossima stagione e i giovani in campo a conquistarsi la maglia.

  2. Visto il 6N sottotono di Benvenuti mi risulta ancora più incomprensibile il perché, almeno una volta, non sia stata provata la coppia Hayward #15 e Minozzi #14

    1. …a chi lo dici perché ci va di logica e fa paio con il “rischio” di non vedere Jack Polledri o il non aver concesso 10′ a Morisi (poche storie a Treviso gioca sempre). Sono queste scelte o, meglio, non scelte le cose incomprensibili della gestione O’Shea.

  3. Personalmente preferisco affrontare il 6N azzurro piu’ in generale.

    Il bilancio di questo 6N non puo’ essere positive, e non per I risulati che le sconfitte si possono anche mettere in conto, ma proprio per le prestazioni che COS aveva detto sarebbero stato il focus per lui.
    40.6 punti subiti di media
    18.4 punti di media fatti
    Uno scarto medio di 22.2 punti a aprtita…cioe’ tre mete di scarto a partita.
    Questi i freddi numeri.

    Parisse aveva spiegato che per “prestazione” si intendeva la capacita’ di restare in aprtita fino alla fine…cosa successa solo nell’ultimo match con la Scozia, match che ha addolcito le statistiche sopra.

    Sulla base delle parole pre- torneo di COS e Parisse quindi non si puo’ non dire che questo Six Nations sia stato negativo e non si sia raggiunto il target delle prestazioni che ci si era posti…ripeto erano le loro parole ed i loro obiettivi.

    Attenuanti ce ne sono, la squadra e’ motlo giovane e dire che COS non abbia osato in termini di convocazioni e schieramento mi sembra molto poco generoso nei confronti di un tecnico che a fine toreno vede un discreto numero di giocatori aver raggiunto un numero di caps tra i 5 ed i 10…chi piu’ giovane e chi meno ma i Quaglio, Paquali, Negri, Minozzi li sta inserendo lui.
    Si puo’ discutere che magari Licata e Ruzza potevano essere usati di piu’, che Polledri anche poteva essere inserito prima (non che Mbanda’ schierato sia un vecchio) ma li ha comunque inseriti nel gruppo e stesso dicasi per lo sfortunato Giammarioli.
    Si puo’ discutere che c’e’ un ricambio generazionale naturale ma alla fine della fiera e’ dai tempi di Kirwan che non si e’ vista una rifrescata alla rosa come quella che sta facendo COS gia’ da Giungo 2017.
    Si possono aggiungere come attenuanti le assenze forzate di Campagnaro e Sarto (Morisi in parte lo tolgo perche’ per le ultime due era disponibile ed ha giocato con Treviso, quindi per almeno 2/5 del torneo si parla di scelta tecnica).

    Ma queste sono le attenuanti, di piu’ non c’e’. Io sono un estimaotre di COS e lungi da me attaccarlo come si legge purtroppo in giro (con anche posizioni in piena sintonia col “si stava meglio quando si stava peggio” e conseguenti rimpianti per Brunel), pero’ non si puo’ neanche dire che tutto vada bene ed il sol dell’avenir risplenda fulgente come qualcuno vorrebbe far credere!
    Si in attacco si vede qualcosa di piu’ (ma non tiriamo di mezzo le mete a babbo morto per piacere) ma se allo stesso tempo la difesa diventa un colapasta qualcosa non va. E ripeto inutile dire che son solo errori dei singoli, non e’ cosi’, in 5 partite si e’ vista una buona difesa per 35-40 minuti contro la Scozia a cavallo tra il primo ed il secondo tempo che nei primi 20 minuti gli Scozzesi hanno trovato due mete affondando come un coltello rovente nel burro.
    Non si puo’ non vedere che la mischia ordinata non e’ competitiva come si credeva/sperava (ed attenzione qua per tutta la stagione di Pro 14 anche chi oggi cerca di dire che tutto va bene era convinto che l’Italia non avesse nulla da invidaire come prime e terze linee a nessuno il Six Nations tra mishcia ordinata e bd dice qualcosaltro) e che maul e difesa di esse sono stati problemi enormi.
    Si puo’ dire quanto si vuole che in campo vanno i giocatori e non lo staff, pero’ se il giorno prima del torneo si dice che c’e’ piu’ qualita’ e profondita’ non si puo’ dire ma quelli sono igiocatori quando si subiscono scappellotti…a meno che si dica che forse ci si era sbagliati e si era sopravvalutata la qualita’ di quei giocatori (e qui subentrerebbe il discorso si risultati del Pro 14 fuorvianti).

    Io penso che ci sia una discreta qualita’ in certi ruoli e che al netto delle attenuanti scritte spra l’Italia avrebbe potuto e dovuto fare un torneo migliore in termini di prestazioni, specialmente in difesa…il problema piu’ grosso di questa squadra…ed e; qua dove si dovra’ alvorare e tanto nei prossimi mesi.

    Una cosa: non si capisce se Venter sia o meno ancora consulente, prima dle torneo ha aprlato in quanto tale ma poi non lo si e’ piu’ visto…Duccio puoi chiarire la sua situazione magari?

    1. certo che di attenuanti ne ha date tante eh….scherzi a parte, si può dire tutto e spaccare il capello in 4, ma la realtà dei fatti è che O’Shea è l unica via praticabile per il rugby italiano per uscire dal pantano in cui si ritrova…magari da lui ci si poteva aspettare un pò più di flessibilità nella scelta degli uomini durante il torneo, ma ormai è andata così…il fatto che che nel dopo partita in pochi della dirigenza federale abbiano fatto un analisi del torneo o ci abbiano messo la faccia è una cosa abbastanza chiara di come O Shea sia un gran paravento, cosa che può fare tranquillamente perchè ha le qualità tecniche e umane, ma se con la Scozia fosse arrivata la vittoria, erano tutti pronti a prendersi il merito delle grandi scelte fatte…
      Siamo a fine marzo, da adesso in poi mi aspetto le grandi riforme…

      1. Ian ma io non dico che COS vada cambiato o altro…pero’ non si puo’ neanche sempre e comunque dire “Colpa di Alfredo”….se n o allora si finisce per dare ragione a Munari e quando diceva xche CT puo’ essere Mago Zurli’ che tanto cambia nulla.
        Non e’ cosi’, un CT ed il suo staff hanno responsabilita’ e possono migliorare e peggiorare le cose in campo, se segui il pensiero di qualcuno che il cT non c’entra nulla allora si puo’ anche dire che togli Schmidt, Farrell, Easterby e mettici me e te e i risultati sarebbero gli stessi?Non penso proprio.

        No non e’ cosi’, ci sono vero situazioni che son figlie di una gestione errata del movimento ma ci sono scelte che si fanno in campo, tatticje, di uomini e quelle sono dello staff. Significa questo che io pensi si debba cacciare COS? No assolutamente, mai scritto e mai fatto intendere questo.

        1. Non ho detto che hai sostenuto di cacciare O’Shea, era una risposta generale a chi invece lo vorrebbe, per quanto io non sia un fan di O’Shea come allenatore…
          Più che scelte, ho avuto l impressione che quest anno O Shea sia andato a tentativi, alcuni riusciti altri meno, tant è vero che Polledri ha debuttato quasi a sorpresa…ma cmq, il lavoro per la nazionale non è finito, il tour in Giappone vale quasi quanto un 6n per l ambizioni dell Italia…da qui ai mondiali sono tutte finali

  4. più che sui singoli io mi soffermerei sui reparti, cercando di ccomprendere (ammesso sia possibile) la filosofia che ha condotto COS alle sue scelte reiterate fino alla testardaggine.
    Mischia: spesso in sofferenza. Molti hanno individuato la cosa come naturale contrappeso alla mancanza di seconde linee di ruolo. Mi chiedo se la cosa non sia voluta per cercare di avere più presenza in campo aperto. Sabato Zanni perchè coadiuvato da un Polledri che sa cosa deve fare è spesso entrato con successo nelle ruck a rubare pallloni o, comunque rallentare il gioco. Magari il problema è che Zanni non può reggere gli 80 minuti, come si è visto, e quindi ci deve essere un backup di uguale caratura. Steyn per quest anno ha già dato in avvio di stagione, ora mi sa sia in fase calante.
    Bisognerebbe cercare un percorso dignitoso di uscita per Parisse, detto che non potrà mai essere centellinato dal club resta da farlo in Nazionale. Sergio lo merita perchè ad oggi rappresenta il trait d’union che altri in altre nazioni hannno rappresentato (Mc Caw, POC, BOD, Wilko, ecc.).
    Trequarti: siamo qua a sperare che rientrino Morisi e Campagnaro perchè il resto è modesto se non insufficiente. Benvenuti è negativo perchè non sa placcare nell’uno contro uno, infatti la sua stagione discreta a Treviso nasce dall’averlo messo centro in coppia con Sgarbi, dove può collaborare ai raddoppi e far valere il suo fisico. Non è che i Boni, Castello e Bisegni ci abbiano deliziato con chissà quali magie. Boni in particolare ha sulla coscienza più di una meta subita. Minozzi è stato il crack del torneo, le sue mete arrivano tutte all’angolo, perchè non provarlo con Hayward estremo che più volte lo ha lanciato in corridoi dove lui poteva correre?
    Mediana: paradossalmente stiamo meglio in apertura che in mschia. COS ha due scelte: Allan e Canna. Ha scelto Allan e per questo difronte l’Italia rugbistica, molto pallonara, è un coglione. Sabato Allan ha dato la sua risposta, cosa che Canna nel passato non ha fatto. Non si è provato McKinley, ma poteva essere utile
    Violi, Gori, Tebaldi e Palazzani: forse quest ultimo è stato il meno peggio, nel poco tempo in cui è stato impiegato. Purtroppo non riesco a togliermi dagli occhi il Violi gorizzato del Millennium.
    Questo è, a mio avviso, quello che ci lascia questo 6N oltre ad un U20 che ha detto la sua. Ora se vogliamo progredire li dobbiamo aggregare alle franchigie, tutti nessuno escluso, e, appena fisicati, lanciarli nel Pro14. Solo così non li troveremo vecchi quando saranno pronti. I Ringrose, i Carbery solo per citare gli ultimi sono stati lanciati appena usciti dall’U20. Siamo forse così diversi noi?
    Ultimissima nota: secondo i più competenti ed affermati commentatori dei vari blog, le uniche partite che potevamo vincere erano con Galles e Francia. Sabato sera queste due si sono giocate il secondo posto. Con la stessa scienza poi discettano delle comptenze e delle capacità dell’altrui lavoro. Va là!

  5. abbastanza d’accordo con l’analisi, forse sarei un po’ più cattivo nei riguardi della mediana, che non può essere così legata alla prestazione generale della squadra (meglio allan, comunque), ma devono dettare comunque un ritmo decente.
    meno duro con zanni, che avrà sofferto il minutaggio, ma è un leone di voglia, tecnica e forza.
    castello può essere un buon back up, ma soffre ad essere il giocatore su cui basare il reparto.
    COS, invece, lo giudicherei su più piani:
    1- programmazione: si è capito pochino sulle sue rivoluzioni, si è visto poco miglioramento e una partita buona non è sufficiente per variare le valutazioni
    2- non discuto la gestione del gruppo in quanto non sono addentro e magari i ragazzi si trovano benissimo, ma la gestione del materiale, fatta con il programmino precompilato e non elastico, si è dimostrato non certamente azzeccato
    3- stesso discorso valga per la partita singola, troppo incardinato nel piano di gioco ed incapace di variare in corsa
    4- forse nello staff bisognerebbe cambiare qualcosa, alcuni aspetti del gioco sono decisamente deficitari
    direi che il 5 è più sulla fiducia che sui fatti, punto 1 6, punti 2-3 tra il 4 ed il 5 a seconda di quanto si ritengano importanti questi aspetti per il suo lavoro, 5 sul punto 4 in quanto ha costruito molto, magari è già in programma

  6. Mi appassionano poco le pagelle, ma una domandina ce l’avrei: Ferrari 8? Allora, diciamo, Furlong 88? A parte le boutade, allora direi almeno 8 anche Lovotti, sia per quel che tutti e due sono riusciti a fare in una chiusa patetica, sia per volontà e lavoro in giro per il campo. Per me, 6 ad entrambi (che è un voto eccellente per due che stanno dentro il materasso e non sopra).

  7. Io non parlerei di assenti, perché assenti, rotti, mezzi rotti ecc. nel rugby moderno ne hanno tutti ed è in quei casi che viene fuori la profondità e anche l’adattabilità dei giocatori.
    Diciamo subito che 2-3 anni fa, la Scozia avrebbe perso la partita di sabato, e sonoramente. Laidlaw non ha solo messo un calcio difficile all’ultimo, ma si è caricato la squadra sulle spalle, visibilmente.
    L’Italia non è stata in grado di dare una mazzata a una squadra che non placcava più. Ok i giovani, ok tutto, ma sono mancate spinta morale (con Parisse che usava benissimo la motosega solista) e tenuta fisica. A una quindicina di partite dal mondiale. No buono.
    Se non ci si dànno obiettivi tutto diventa positivo o negativo a seconda del momento e della convenienza. Oscio dice che si guarda al futuro, dica quale futuro e saremo tutti più consci del “processo di crescita”.

    1. Rabbi, profondita’…il rpoblema e’ quello…dire che si e’ piu’ profondi di 5 anni fa perche’ ci sono 3 soluzioni ma non dello stesso lviello (come letto su queste pagine) non e’ profondita’ per me…profondita’ e’ tale se c’e’ la qualita’…

  8. A differenza di @Stefo, sono leggermente meno fiducioso su COS, o meglio, mi faccio qualche domanda in più: perchè insistere in maniera tanto reiterata su alcuni uomini/soluzioni che palesemente non hanno pagato fin dalle prime due partite? Le alternative son poche, è vero, ma insistere su due seconde linee che tali non sono (ed hanno pure una certà età), quando un ex-DOR degli Harlequins dovrebbe accorgersene che sono in difficoltà, mi lascia perplesso. Idem dicasi quando vedi un secondo centro che non placca (non mi si venga a dire che certi buchi centrali non siano stati evidenti già con l’Inghilterra, vedasi mete di Watson) o un’ala che in quattro partite non è riuscita a produrre quasi nulla in attacco e della cui presenza difensiva nessuno degli avversari si è accorto. Son d’accordo che non basta cambiare tizio o caio per trasformare una squadra perdente in vincente, ma – come si dice – aiutati che il ciel t’aiuta; entra Polledri e lui e Negri mettono sul piede avanzante la mediana azzurra, come non s’era visto nelle precedenti quattro partite. Hai un Venditti, che ha i suoi limiti per carità, ma chiamarlo per le ultime due gare pareva davvero tanto fuori luogo? A me sembra che l’irlandese non sia privo di talune sue fisime, tipo Panico pilone 20enne catapultato direttamente dall’Eccellenza alla sfida con gli All Blacks e finito ora nel dimeticatoio. Prima di Ita-Sco ha ammesso di esser costretto ad anticipare i tempi con l’esordio di Polledri. Dopo quanto visto sabato, qualche domanda su certe “visioni” è lecita.

  9. Buon pomeriggio,
    sostanzialmente d’accordo con le valutazioni espresse nell’articolo. In riferimento alla partita con la Scozia si è visto una ” trust” ben diversa.Il mio rammarico va alla meta italiana prima assegnata e poi tolta e un in avanti scozzese non rilevato che è stato determinante per la meta scozzese. Perchè vincere aiuta a vincere anche se le problematiche di base ,ben evidenziate nei commenti precedenti,rimangono senza meno.DEvo dire che la partita vista allo stadio e poi in tv regala sensazioni ben diverse.Dal vivo Violi è sembrato a volte molto insicuro,ad esempio pochi palloni sono arrivati a Minozzi.., mentre in tv non si ha la stessa sensazione.

  10. Concordo quasi con tutto e con tutti. Quasi vuol dire che in un torneo come il 6 nazioni politicamente un arbitro italiano ci sta bene. E non è vero che non abbiamo arbitri all’altezza (visti quelli in campo) ma anche se così fosse il 6N serve anche ad imparare ad arbitrare ed a formare elementi. Non sono affatto d’accordo che Galles e Francia potessero essere alla nostra portata. Il Galles ha giochicchiato sentendosi già in tasca la partita e quando poi ha giocato in inferiorità numerica ha dimostrato cosa significa giocare a Rugby. La Francia poi, ci ha sovrastato in voglia di vincere, grinta e capacità individuali. L’unica alla nostra portata era questa Scozia, irriconoscibile rispetto alle altre partite, ma è andata come è andata… Relativamente a Conor, direi che i risultati cominciano a vedersi, ma se noi avanziamo nei progressi, e indubbiamente avanziamo (eccetto che nella mischia) gli altri, come al solito, volano.

  11. …in generale, credo che in questi giudizi si sia usato un “metodo” scolastico, nel senso stretto del termine. Ovvero stai più alto con i migliori (assegni un 9 a chi si merita 7) e riesci a formare un ” drive” di trascinamento dove puoi dare 5 a chi si merita 4 o magari 3.

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