Italrugby: da Polledri a Morisi, i nomi per tentare la svolta

Ieri Conor O’Shea ha annunciato i convocati per Galles e Scozia. Ecco i nomi su cui punteremmo.

32 azzurri per provare a raddrizzare un NatWest 6 Nazioni che sta pericolosamente scappando via. Dopo un primo tempo convincente con l’Inghilterra, infatti, l’Italia ha avuto un tracollo nelle prestazioni netto, con la prova incolore di Dublino prima e quella anche peggiore a Marsiglia. Match dove al di là di tutto si sono notati i limiti di una squadra che fatica a costruire (il proprio gioco) tanto quanto a disfare (il gioco altrui).

Negativi, in particolar modo, sono stati i breakdown, dove siamo stati dominati dagli avversari (Bastareaud vi dice qualcosa?), così come le tecniche individuali nei placcaggi. Se a ciò si aggiunge la poca fantasia palla in mano la frittata è fatta. Ovviamente nessuno ha la bacchetta magica e Conor O’Shea e il suo staff non può ribaltare la situazione in meno di due settimane. Ma, sicuramente, qualche cambio mirato può servire a tentare una svolta. O, almeno, a dare l’idea che ci si provi e non ci si incaponisca sempre sui soliti nomi.

Guardando alle statistiche si vede, per esempio, che Dean Budd in questa prima parte del 6 Nazioni è stato l’azzurro più falloso (6 penalità contro) e quel quid che dà normalmente a Treviso in azzurro non si è visto. Allo stesso modo, in una difesa che fatica, i 16 placcaggi sbagliati da Tommaso Benvenuti sono troppi e venerdì sera a Marsiglia Grosso ha fatto il bello e cattivo tempo dalla sua parte. Giammarioli con l’Inghilterra, Steyn con l’Irlanda, Mbandà con la Francia.

La maglia numero 7 appare quella più difficile da mantenere e se Maxime non ha sfigurato, sicuramente i problemi in terza linea si sentono nelle ruck e anche qui, forse, la quadra va ancora trovata. Sergio Parisse è inamovibile, ma i suoi cinque palloni persi in tre partite sono un campanello d’allarme. Altro campanello d’allarme la difficoltà di muovere l’ovale nella trequarti. Tra la mediana e il triangolo allargato c’è un muro invalicabile e Tommaso Castello e Tommaso Boni hanno caratteristiche troppo simili per garantire quella qualità che fa la differenza.

Facile, con queste premesse, capire quali sono i nomi su cui noi (che ovviamente non siamo O’Shea e facciamo del semplice divertissement giornalistico) punteremmo. In seconda linea spazio dal primo minuto a George Biagi e Federico Ruzza promosso in panchina. In terza linea lanciare un Jake Polledri che a Gloucester sta facendo faville, o almeno portarlo come opzione B in panchina.

A centro puntare subito su Luca Morisi da mettere in coppia con Tommaso Castello, ottimo in fase difensiva sin qui nel torneo, o rischiando una coppia di centri più ‘raffinata’ con Morisi ed Hayward. Infine, nel triangolo allargato due opzioni alternative. Quella più conservatrice con Giulio Bisegni (cresciuto tantissimo in fase difensiva quest’anno) al posto di Tommaso Benvenuti, o quella più sperimentale con Matteo Minozzi spostato all’ala e Hayward a estremo.

Probabilmente, come capita quando ci si diverte a ipotizzare formazioni, non vedremo nulla di tutto ciò e Conor O’Shea e il suo staff faranno scelte diverse in base a ciò che toccano con mano ogni giorno. Ma, ribadiamo, questo 6 Nazioni sta pericolosamente scivolando via e azzardare qualche scommessa sicuramente non potrà peggiorare la situazione.

Foto – Cfp/Pino Fama

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

19 commenti su “Italrugby: da Polledri a Morisi, i nomi per tentare la svolta

  1. La cosa “grave” è che io lancerei una terza Negri-Polledri-Licata con Parisse – si lui – e Zanni in panchina ( cosi come Mbandà, facendo un 6+2, con i soli Palazzani e Allan a coprire i trequarti), proverei Canna con Violi e Hayward estremo.
    Alla fine penso che se Co’S cambierà qualcosa sarà forse in seconda e all’ala, Biagi può darci più qualità li davanti e Benvenuti ha giocato davvero male con Irlanda e Francia, dopo un buon esordio a Roma, e portare uno tra Bisegni e Hayward (con Minozzi ala) non è un’opzione da elminare a priori

      1. Perchè dici?
        Io non ne sono cosi convinto (mia personale opinione, ci sta gino che tu la pensi diversamente), specie con un estremo di livello accanto. Nel senso che a quel punto si riduce un attimo il lavoro che gli si chiede a copertura del campo e chiusura degli spazi (vedere i recuperi a cui è stato costretto contro la Francia per tappare buchi), ma ha ancora la possibilità di usare i piedi e contrattaccare (anzi, magari se riesce a partire non da fermo). Certo, gli devi dare degli schemi di gioco che prevedano il suo impiego, non è un’ala di sfondamento, ha bisogno di uno spazio, magari gioco rotto e giusti tempi di passaggio verso di lui.

        1. anche la mia è solo un opinione:però ritengo che relegato all’ala partecipi meno al gioco e al contempo perda la visione completa del campo e che la sua prerogativa migliore che ha, ovvero scattare e poi correrre con cambi di direzione improvvisi venga meno.
          Ho visto McKenzie nel SR e spostato a 10 non ha giocato come suo solito da 15.
          Magari mi sbaglio ma io la penso così!

          1. McKenzie apertura è stato un dramma…però è vero anche il gioco oggi è cambiato tanto, soprattutto nelle fasi di lancio del gioco l ala può avere una versatilità diversa, senza bisogno di chiudersi nel canale…anche in difesa con un organizzazione più attenta può essere aiutato a difendere..certo è che tutto questa prevede un sistema di gioco molto programmato che ad oggi l Italia non ha mostrato e non si mette in piedi in una settimana…

  2. bel giochino, Duccio, io temo che COS cambierà gran poco nei 15 e qualcosina nei 23, ma noi ci troveremo di nuovo sui blog a cercare di capire la ratio della sua testardaggine, sempre considerando che in campo ed in ufficio c’è lui e lui vede e sà cose a noi non palesi.
    se si vuole fare il gioco mi aggrego:
    – la prima quella è e più di inserire uno zani in panca poco si può fare, se si pensa di attaccare come se non ci fosse un domani, far entrare un fabiani al secondo tempo
    – seconde, viste la convocazioni biagi/ruzza e zanni in panca per alternarsi con biagi e mantenere freschezza
    – terze, se licata è arruolabile lascerei fuori parisse e metterei licata -polledri (perchè non ancora testato) -negri, parisse o in panca o portaacqua (dicendo che stà male se non è al max) o mbandà come impact
    – mediana violi e a 10 tanto difficile, forse dare la possibilità a canna o a mck e allan a casa a tirare il diato
    – centri morisi e castello
    – ali ed estremo è un bel dubbio, tenendo fisso bellini, che alla fine non aveva fatto delle brutte performances, o bisegni ala e minozzi/hayward (l’altro in panca da inserire non dopo il 50°, in tandem per attaccare) se ci si aspetta una partita ad autoscontri, minozzi ala e hayward estremo, se ci si aspetta una partita tattica o di avere l’iniziativa.
    panca prima di riserva (zani sicuramente, fabiani se e nel caso), zanni, parisse/mbandà, palazzani, la seconda apertura (per me possono schierarle indipendentemente tutte e tre), bisegni/hayward.

    1. ah, speta che ti dico chi metterà lui, per me:
      ferrari-ghira-lovotti
      biagi-zanni
      licata/mbandà-parisse-negri
      violi-allan
      castello-boni/campagnaro
      bellini-bisegni
      minozzi
      panca:
      zani-bigi-cristolini-ruzza/budd-mbandà/polledri-palazzani-canna-hayward/morisi
      almeno per la prima, morisi se non è in campo stà in panca al posto di hayward tanto palazzani gioca dove lo mettono

  3. non so se perde il 50% delle sue potenzialità, ma credo che possa fare molta fatica. Se Voi foste gli avversari cosa fareste: stringere sistematicamente il gioco sul lato opposto, allargare gli spazi e mandare nel corridoio di Minozzi un bel ariete che pesa 20 – 30 kg in più a piena velocità, oppure un calcio-passaggio facendolo saltare con un atleta di 20-30 cm più alto…..invece da estremo non ha la necessità di andare allo scontro frontale, o meglio si riducono molto, e nel gioco aereo ha il vantaggio del tempo d’impatto (almeno in teoria)….solo una mia opinione, forse anche errata

    1. ottima analisi, un minozzi all’ala a questi livelli ci può stare, ma dev’essere studiato bene, intanto dipende dal gioco tattico che ti aspetti, usandolo dalla chiusa come secondo estremo e coprendolo in difesa con una terza ed il mediano, se sei all’aperta spostarlo dietro avanzando hayward, o chi per esso, per evitare quello che preventivavi e facendogli usare la sua arma migliore, il placcaggio basso in velocità dal lato, oppure punti a giocare molto tu, tenere l’avversario con poco possesso e tanta pressione in modo che non abbia la possibilità di programmare un piano simile, alternarlo con centri, 10 e 15, per non farlo mirare, ma questo prevede una squadra abbastanza abile in difesa con un sistema funzionale a prescindere dagli interpreti… hai voglia. l’unica è tenerlo come piano B, ovvero creare questa situazione al 50° o al 60°

  4. Sono daccordo con i commenti precedenti. Mi chiedo però quanto sia possibile per i giocatori che non fanno parte del ” gruppo ristretto adattarsi in tempi così brevi al piano di gioco, metodi e meccanismi tecnici e tattici senza bruciarsi alla ” prima uscita”. E’ vero che si tratta di professionisti comunque nel giro della nazionale, però forse per quelli che vengono sistematicamente rilasciati e per quelli ultimamente non convocati potrebbe essere dura.
    Però a questo punto forse sarebbe opportuno anche rischiare.

    1. non mi pare che abbiamo un sistema così complesso per crearci problemi del genere, visto anche che peschiamo da due squadre e usiamo alcuni tecnici in quota alle stesse. credo che in una settimana qualsiasi celtico italico sia a suo agio nel sistema, forse un po’ gli “stranieri” (motivo a cui imputavo il primo rilascio di polledri), ma il confronto di complessità è impietoso, quindi se si affiatano con gli altri penso ci voglia pochino

  5. a cardiff partirei così: lovotti/ghiraldini/zani/ zanni/budd mbanda/negri/parisse violi/canna bellini/morisi/castello/ haywarth /minozzi

    1. sono contento non sia tu l’allenatore…
      il torneo è andato e una vittoria risicata ci condannerebbe comunque all’ultimo posto…
      perso per perso userei queste due partite per prendere le misure a gente che non ha ancora visto il campo da titolare…
      intanto COS non è capace di sorprendere gli avversari, figurarsi se sorprenderà noi, che ormai lo conosciamo 🙂

  6. fracassosandonà ha scritto …..una vittoria risicata…? perchè pensi di vincere in galles ? non è vero che COS non è capace di sorprendere con la gabbia l’anno scorso ha sorpreso forse fin troppo… i giovani che abbiamo per adesso sono questi … Polledri che ha classe e gioca a un livello piu alto dei nostri lo farei giocare…. al posto di Budd puoi mettere Ruzza ma a parte zanni ghiraldini e parisse (che sono esempi) gli altri sono tutti giovani e giovanissimi…

  7. Biagi in seconda,Polledri a 7 e Parisse in campo 50 min poi Licata. 3/4 con Castello e Morisi, Bellini e Minozzi alle ali e JH estremo.Tanto non c’è niente da perdere. . .

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