Conor O’Shea: Due facce di un allenatore

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, torna sul tema caldo di questi giorni: cosa è Conor O’Shea?

Qual è il ruolo di Conor O’Shea? E’ un ct? Un Director of Rugby? Entrambe le cose? E’ una domanda che spesso addetti ai lavori si fanno. Una questione che secondo alcuni è importante, secondo altri invece lascia il tempo che trova.
Quale che sia l’opinione di ognuno non è comunque facile rispondere. Perché la FIR nel comunicato del 24 marzo 2016 in cui ufficializzava l’arrivo del tecnico irlandese scriveva questo: “La Federazione Italiana Rugby informa di aver raggiunto un accordo quadriennale con Conor O’Shea che ricoprirà dal primo giugno 2016 il ruolo di Commissario Tecnico della Squadra Nazionale e Responsabile della Nazionale Emergenti”.

In una intervista a un quotidiano irlandese Clive Woodward, l’uomo che portò O’Shea in Inghilterra, non usa giri di parole: “Un giorno dovrà guardarsi allo specchio, non puoi continuare a perdere mentre stai dicendo che stai sviluppando. Non puoi fare due lavori, e lui lo sa. Conor sa come la penso, dal momento che il gioco è diventato professionistico, devi essere un allenatore, non puoi distrarti. Joe Schmidt è un allenatore, Eddie Jones, Pep Guardiola: ci si confonde tra coaching e management”. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

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7 commenti su “Conor O’Shea: Due facce di un allenatore

  1. Se ne discuteva proprio la scorsa settimana dopo l’intervista a Cuttitta, e di nuovo nel weekend come “strascico” di quella intervista e della aprtita con la Francia.

    Le capacita’ di COS non penso nessuno possa metterle in discussione, e’ un buon allenatore ed un buon manager, il problema e’ il doppio ruolo in cui si trova che come scritto la scorsa settimana probabilmente non gli permette di essere efficace come potrebbe se si potesse concentrare su una cosa. Io non mi permetto di dire se sia meglio come manager o come allenatore, in entrambi i ruoli ha raggiunto ottimi risulatit in carriera, pero’ condivido con Woodward che non possa “tenere i piedi in due staffe” se mi si alscia passare questa espressione.

    Il DoR con declinazioni del nome del ruolo diverse esiste anche altrove. Nucifora viene chiamato Performance Director in IRFU, Melville Director of Professional Rugby in RFU, scott Johnson in altra maniera in SRU ma il ruolo bene o male e’ quello…poi magari Nucifora da anche direzione nel Sevens con il responsabile che riporta direttemente a lui cosa che magari non succede in SRU con Scott Johnson non succede (esempio che non so se sia vero per Johnson ma per esprimere che stiamo parlando di piccolezze nel caso, e che il ruolo chiamasi DoR, Director of Professional Rugby, Performance Director quello e’) ma nessuno di loro, nessuno fa anche il CT, Head Coach o altro nome che si voglia della Nazionale…i CT, Head Coach sono altri che pero’ riportano a queste persone. E questi sono i 3 di cui son sicuro, ma probabilmente andando a controllare anche altre realta’ si noterebbero le stesse posizioni e responsabilita’ divise.

    Senza quidi voler mettere in alcuna maniera in discussione le capacita’ e senza dubbio la volonta’ di dare una svolta al rugby italiano di COS forse bisognerebbe cercare di razionalizzare le psoizioni ed i ruoli.

  2. Ci sono eccezioni, la prima che mi viene in mente perché dopo la morte di Axel anche formale, è Rassie al Munster: vedremo come sistemeranno le cose in SA ma riesce difficile pensarlo solo supervisore di un coach principale di equivalente livello. Anche in Galles e in NZ non mi pare che la figura sopra a Gatland o Hansen abbia uno spessore tale da pesare di più in qualsiasi ordine di scelte. Insomma, l’Irlanda con due pesi massimi come Nucifora e Schmidt al comando mi sembra più un’eccezione che la regola, anche difficile da clonare: vedi Laporte con Noves. Da noi peraltro la coppia Munari Smith ha fatto cose di qualità inusuale per il nostro standard. Sono impressioni alquanto superficiali, ovvio, e da osservatore non particolarmente avveduto. Certo che se abbiamo smarrito Venter, al di là della contentezza per l’annuncio di Whayne Smith il piatto piange. Venter è uno dei migliori al mondo, senza discussioni, e non certo per la fox che comunque ne ha dimostrato una volta di più la competenza assoluta. L’area BD che era centrale nella gestione Mallett, che vuol dire difesa ma anche le pulizie dove proprio arriviamo mai e facciamo un disastro di falli, è quella dove soffriamo di più al netto dell’ormai cronico e patetico ritardo nella organizzazione della chiusa. La rimessa, tenendo conto della pochezza delle risorse umane a disposizione, funziona un minimo meglio ma non è certo un punto di forza. Ho fatto le lodi al Capo per non averr lesinato sullo staff e non averci messo il becco, spero non gli venga il braccino e, anzi, spenda quel che c’è da spendere.

    1. lo dicevo la volta scorsa a Stefo, l unico ct che ha tanta ingerenza anche nelle politiche federali secondo me è Gatland in Galles, ovviamente dopo diversi anni di incarico. Per il resto il lavoro di O’Shea rimane pur sempre immane per una sola persona, o quanto meno in Italia servirebbero diversi dirigenti all altezza…la prima cosa da fare sarebbe cambiare il sistema elettorale, dopo di che il resto…

    2. mal un attimo Melville o Johnon non son li’ a fare le belle statuine, hanno compiti ben precisi di roganizzazione e coordinazione del lavoro dell’alto livello e responsabilita’ di direzione non da poco. Il fatto che non vengano pubblicati i loro nomi non significa che non abbiano ampi poteri e si occupino di cose ad ampio respiro lasciando a Jones e Townsend il lavoro sul campo. Eddie Jones non va a sedersi con la PRL per discutere le politiche di rilascio dei giocatori per i prossimi 5 anni e quando la RFUpaga per avere questi rilasci per fare un esempio.

      Su Rassie, vediamo, perche’ che ruolo ha esattamente Nienaber nessuno anche ancora l’ha ben capito e Rassie non si limitera’ a fare il CT, come a Limerick non si limito’ afare il DoR ma per cause eccezionali.

      1. Stefo, ma tu pensi davvero che CO’S abbia voce in capitolo nelle “politiche di rilascio dei giocatori per i prossimi 5 anni e quando la FIR paga per avere questi rilasci”? Vorrebbe dire che la pagliacciata con Tolone sia stata farina (e stile) del suo sacco. In due anni hai visto un piano organico di riforma dei campionati, dei permit, delle accademie? CO’S è in una posizione equivoca, e l’ho sempre fatto rimarcare: formalmente ha un contratto da coach e non da DoR, ci mette comunque la faccia da DoR ma nella sostanza evidentemente non ha carta bianca se non sulla nazionale.

        1. ma mal ho fatto il primo esempio di compito che non s[petta a Jones…il discorso e’ che nessuno ha CT-DoR nella stessa persona ma son ruoli separati…e da DoR in ITalia di robe da fare per essere occupato ne ha.

          Non ho nessuna simpatia per questa dirigenza, ma attenzione non facciamo di COS il martire, non gleil’ha ordinato il dottore di prendere la posizione, alternative ne aveva…se poi non e’ libero di fare le riforme che vuole, sta a lui decidere se non gli va bene. Non e’ un attacco a COS o difesa di alcuni dirigenti.

  3. Woodward centra il punto…..e molti di voi l’aveva già evidenziato.
    Avere un professionista di tali capacità potrebbe essere un occasione difficilmente ripetibile, un DoR di alto livello (il suo curricula parla per lui).
    La questione è sempre la stessa, c’è la volontà politica di dare a Conor gli strumenti materiali e decisionali per poter veramente incidere.
    Cominciamo a nominare immediatamente un CT di livello (possibilmente concordando con O’Shea il nome).
    Io avrei un idea, anche se so che è di difficilissima realizzazione: cercare di far entrare in pianta stabile nello staff (almeno fino al mondiale e salute permettendo) Wayne Smith affidandogli il ruolo di CT.
    Chiaramente se non c’è un cambiamento profondo della politica federale e quindi della cura esclusiva degli orticelli dei propri elettori che regna sovrana, o ancora peggio l’immobilismo affinché nessuno può essere imputato di aver commesso errori, non saremo mai in grado di migliorare e cercare di ridurre il gap con gli altri del tier 1, anzi visto i miglioramenti del tier 2 presto rischiamo di essere assorbiti da quest’ultimi….non dimentichiamo le critiche, per molti aspetti vere, che veniamo sommersi dagli inglesi, irlandesi ecc.

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