U20: la Francia prende a schiaffi l’Italia

Un ko durissimo per gli azzurrini di Fabio Roselli e Andrea Moretti a Gueugnon questa sera.

E’ stato un match senza storia quello disputatosi oggi al Jean-Laville di Gueugnon tra la Francia e l’Italia Under 20. Match chiuso dopo pochi minuti, con i giovani transalpini tre volte in meta tra il 6′ e il 13′, di fronte a una difesa azzurra incapace di fermare le folate dei padroni di casa. Bonus conquistato al 21′ e partita virtualmente già archiviata. La Francia, però, non ha alzato il piede dall’acceleratore e ha chiuso il primo tempo avanti 50-0.

Solo dopo la nona meta e il 57-0, finalmente, si vede l’Italia che va in meta due volte tra il 52′ e il 57′ per il parziale 57-12. Arriva, però, subito dopo il giallo a Cannone per un placcaggio pericoloso. Si ferma, quindi, la ‘rimonta’ degli azzurrini e sono i padroni di casa a tornare in meta altre tre volte e match che, così, si chiude sul 78-12 per i giovani Bleus e terzo ko per gli azzurrini.

Al 6’ minuto è la Francia a passare in vantaggio su un contrattacco ben giocato su un pallone perso dagli Azzurrini nei 22 francesi: l’estremo Cordin schiaccia l’ovale in meta che trasformato successivamente da Carbonel vale la prima segnatura dell’incontro per il 7-0.

Quattro minuti più tardi sono ancora I trequarti francesi a sfondare la difesa azzurra, questa volta con il mediano d’apertura Carbonel che riesce ad andare oltre e trasformare per il momentaneo 14-0.

Avvio importante della Francia, che al 12’ trova la terza marcatura dell’incontro con il tallonatore transalpino Peyresblanques su una mancata presa al volo degli Azzurrini. Carbonel trasforma ancora, per il 21-0.

La quarta meta che vale il bonus francese arriva puntualmente al 22’ con l’estremo Cordin che segna la seconda meta della sua partita per il 26 a 0 del XV allenato da Sebastien Piqueronies.

A distanza ravvicinata la Francia continua a macinare gioco nella metà campo azzurra, con altre due mete marcate rispettivamente dal numero 8 Berruyer al 29’ su un drive da touche e al 32’ con il secondo centro Seguret.

Due minuti più tardi è ancora la FranciaU20 a far male con i propri trequarti agli Azzurrini di Fabio Roselli ed Andrea Moretti, in questa occasione su un contrattacco ben impostato dall’apertura Carbonel è l’ala Etchverry a schiacciare l’ovale sotto i pali azzurri.

Sul finire di primo tempo il secondo centro dei blues Seguret trova la seconda marcatura personale del suo incontro, muovendo il tabellino sul 50-0 in favore dei padroni di casa con cui si chiude la prima frazione.

Ad inizio ripresa la Francia riapre le marcature con l’ala Etcheverry, per la nona meta francese del match. Il mediano di mischia Gimbert trasforma per il 57-0 in favore dei blues.

La prima reazione azzurra arriva finalmente al 50’ con un intercetto trasformato in meta dell’estremo Simone Cornelli. Successivamente Antonio Rizzi riesce nella trasformazione portando gli azzurri a sette punti in tabellino.

Al 55’ ancora Italia in meta, questa volta con il neoentrato Edoardo Iachizzi che concretizza un drive da touche ben impostato dal pack azzurro.

Cinque minuti più tardi la Francia approfitta però di una superiorità numerica per un cartellino giallo inflitto contro il  seconda linea azzurro Cannone per andare in meta con il subentrato Delbouis.

Sul finire di match la nazionale transalpina prima in classifica nel 6 Nazioni Under 20 allungava ancora nello score, con le marcature al 67’ di Etcheverry e al 76’ di Gros che entrambe trasformate da Gimbert chiudevano il match sul definitivo 78-12.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

3 commenti su “U20: la Francia prende a schiaffi l’Italia

  1. Non l’ho vista, ma ragazzi miei, che scoppola. Da chiudersi in casa tre giorni a riflettere… Fenomeni loro e/o partitaccia nostra?

  2. E’ giusto far pagare con un umiliazione del genere a dei ragazzi in gamba preparati ed allenati da due illustri (forse incompetenti) sconosciuti (e forse anche raccomandati)?
    E’ la solita storia: com’è possibile che al di fuori del “confine” funzioni tutto (o quasi) meglio che qui ?
    Perché, come al solito, chi sa fa e chi non sa insegna ?

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