Francia: tutti i guai del ‘rugby champagne’

Gli ultimi mesi sono stati difficilissimi per il rugby transalpino che a Marsiglia non può sbagliare.

Francia-Italia del 2018 sarà una sfida particolare, come forse mai lo è stato da dopo Grenoble ’97. Le due squadre a Marsiglia si giocano una bella fetta del loro Torneo, con il cucchiaio di legno che incombe sulla testa di entrambe. Ma se l’Italia deve pensare soprattutto al campo, dove va trovata la quadra dopo quasi due anni di gestione O’Shea, in casa Bleus i nodi da sciogliere sono tanti, e ben più gravi.

Il caos tecnico

Quando alla fine della Coppa del Mondo 2015 la FFR scelse Guy Novés come nuovo ct della Francia si pensò che anni di dubbi fossero messi alle spalle. Le gestioni Lièvremont e Saint-André avevano lasciato più ombre che luci e l’esperto tecnico di Tolosa sembrava l’uomo giusto al posto giusto. Due anni dopo, però, Bernard Laporte ha accompagnato Novés alla porta, tra accuse e minacce di denunce, e a capo dei Bleus è arrivato in fretta e furia Jacques Brunel. Che ha avuto poco tempo per costruire la squadra per il NatWest 6 Nazioni e nelle prime due giornate i limiti dei Bleus sono emersi tutti, nonostante le sconfitte solo di misura contro Irlanda e Scozia. E a Marsiglia Brunel è chiamato a dare un gioco alla Francia.

I guai federali

Ai guai tecnici si sono aggiunti i gravi problemi dell’amministrazione Laporte. Le perquisizioni della polizia francese a Marcoussis e in casa dello stesso presidente federale proprio durante il raduno di preparazione al 6 Nazioni ha creato scandalo. Il presidente della Ffr è sospettato di avere fatto pressioni sulla commissione d’appello federale a favore del Montpellier, si parla di conflitto d’interessi, di corruzione. Insomma, non proprio inezie e una situazione che ha reso ancora più incandescente l’ambiente.

Due ko che fanno male

In campo, poi, sono arrivati due ko che hanno fatto male. Il drop di Sexton a tempo scaduto e il successo di misura della Scozia hanno lasciato pesanti scorie nella formazione transalpina, che oltre ai ko ha dovuto fare i conti con un’incapacità di creare gioco. Il rugby champagne non ha più bollicine e al di là dei chili dei protagonisti si è visto ben poco, tranne qualche spunto isolato (vedi Teddy Thomas) che ha nascosto i tanti limiti tecnici di una Francia lontana partente di quella che pochi anni fa entusiasmava in campo. E i dubbi sul Top 14, infarcito di stranieri e che lascia i francesi ai margini, crescono e creano altre polemiche.

La rissa di Edimburgo

E visto che piove sul bagnato, la trasferta scozzese ha lasciato tossine tossiche nell’ambiente dei Bleus. L’uscita serale (concordata) di alcuni giocatori si è trasformata in un baccanale alcolico e secondo le voci raccolte in Scozia alcuni giocatori dei Bleus sarebbero rimasti coinvolti in un alterco con alcuni tifosi scozzesi. Il risultato? Un paio di giocatori rimasti feriti e Brunel che ha deciso di lasciarli a casa in vista della sfida di venerdì contro l’Italia.

Sesso, denunce e assoluzioni

Nella stessa serale, però, è esploso anche uno scandalo sessuale, poi rientrato in fretta e furia, ma lasciando scorie anche qui. Secondo le voci dalla Scozia, infatti, almeno uno dei giocatori dei Bleus (si parla di Thomas, ndr.) a fine serata avrebbe portato una ragazza in albergo. La mattina dopo, però, la donna avrebbe sporto denuncia per abusi sessuali. La polizia ha interrogato i diretti interessati e ha chiuso subito l’indagine, chiarendo che il giocatore non aveva fatto nulla di male. Insomma, una mitomane o poco più. Ma i fatti hanno comunque creato scandalo e così la Ffr e il Racing ha deciso di punire l’ala francese, con Brunel che ha rinunciato a colui che ha segnato tutte e tre le mete dei Bleus sino a ora.

Marsiglia, ultima spiaggia

Insomma, la Francia si presenta alla sfida con l’Italia immersa nei guai. E un ko sarebbe devastante per un ambiente già sotto accusa da più parti. La stampa transalpina in questi giorni è stata chiara: perdere con l’Italia non è un’opzione. Ma se succedesse?

Foto – Instagram/ffrugby

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

Un commento su “Francia: tutti i guai del ‘rugby champagne’

  1. Io domani sera me la vedo faccio casino mi prendo 4 parolacce da mia moglie e se vinciamo giuro che metto la bandiera fuori di casa

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