6 Nazioni: Italia, c’è Mbandà per la Francia

Conor O’Shea ha annunciato pochi minuti fa la formazione che sfiderà i Bleus a Marsiglia. Tornano Ghiraldini e Lovotti.

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che venerdì 23 febbraio affronterà la Francia allo Stade du Velodrome di Marsiglia nella terza giornata del NatWest 6 Nazioni 2018. Il calcio d’inizio del match è fissato alle ore 21, con diretta in chiaro su DMax canale 52: telecronaca di Antonio Raimondi e Vittorio Munari e collegamento con lo studio prepartita Rugby Social Club condotto da Daniele Piervincenzi a partire dalle 20.15.

Tre i cambi al XV titolare scelto dal CT azzurro per il derby latino che assegna il Trofeo Garibaldi rispetto alla squadra scesa in campo a Dublino due settimane orsono: confermate in blocco la linea dei trequarti e la mediana, nel pacchetto di mischia O’Shea ripropone dal primo minuto il veterano Leonardo Ghiraldini come tallonatore e Andrea Lovotti come pilone sinistro, con Bigi e Quaglio pronti a fare il proprio ingresso nella ripresa. Maxime Mbandà, con la maglia numero sette, è per la prima volta titolare nel Torneo 2018. In panchina ritrova spazio il seconda linea George Biagi, con Ruzza spostato a terza linea.

Costretti a rinunciare alla trasferta in Francia per infortunio i flanker Giammarioli e Licata, il pilone Riccioni e l’estremo Padovani, che si aggiungono ad una lista di indisponibili che include anche Campagnaro, Esposito, Gega e Leonardo Sarto.

Italia e Francia si sfidano per la quarantunesima volta nella propria storia: una rivalità che affonda le proprie radici negli Anni ’30 e che, nel solo 6 Nazioni, vede i Bleus in vantaggio per 16-2, con l’ultima vittoria degli Azzurri datata 3 febbraio 2013 all’Olimpico di Roma nella prima giornata del Torneo. L’Italia, nell’occasione, era guidata da Jacques Brunel, nominato nel dicembre 2017 capo allenatore dei galletti, con cui ha collezionato due sconfitte di misura contro Irlanda e Scozia nelle prime due giornate del NatWest 6 Nazioni di quest’anno. Direzione di gara affidata ad uno degli arbitri più esperti sulla scena internazionale, l’inglese Wayne Barnes, che dirige l’Italia per l’ottava volta in carriera, la seconda a Marsiglia dove nel settembre 2007 arbitrò il match inaugurale della Rugby World Cup italiana contro gli All Blacks neozelandesi.  

ITALIA

15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Tommaso Boni, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Marcello Violi, 8 Sergio Parisse, 7 Maxime Mbandà, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lovotti
In panchina: 16 Luca Bigi, 17 Nicola Quaglio, 18 Tiziano Pasquali, 19 George Biagi, 20 Federico Ruzza, 21 Edoardo Gori, 22 Carlo Canna, 23 Jayden Hayward

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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7 commenti su “6 Nazioni: Italia, c’è Mbandà per la Francia

  1. niente da fare, continua a girare le carte in prima cercandone una che possa reggere l’urto ed in terza dove, nonostante sia il reparto con più talento e quantità di scelte, non riesce ad avere le risposte che era lecito aspettarsi (ma sempre all’interno di una ristretta rosa di nomi), per il resto non sembra voglia provare a limare delle prestazioni discutibili dal punto di vista complessivo prima che del singolo…
    vorrei capire cosa vede e cosa ha in testa, perchè è vero che non stà lasciando fuori nessun asso per una figura, ma pare abbastanza ingessato su un copione

  2. Cambi in prima linea comprensibili vista la prestazione di Dublino dove secondo me in mischia soprattutto nel primo tempo l’ITalia ha sofferto contro un’Irlanda senza Furlong dopo 2 minuti. Ghira assicura poi anche quell’esperienza e leadership che potrebbero essere importanti.
    Contro la francia io una seconda come Biagi l’avrei schierata, non ho detto nulla nelle prime due al riguardo eprche’ giustamente bisognava vedere come andava, ma con una squadra come la Francia serve uno in grado di andare a disturbare i lineouts cercando di evitare che gli avversari riescano a metter su una maul…perche’ se i francesi iniziano a trovare con facilita’ la maul per l’Italia ssara’ una serata molto lunga.
    Dietro al netto degli infortuni son quelli, mi sarebbe forse piaciuto vedere come ad altri un Minozzi all’ala ma non e’ che crolli il mondo.
    La chiave per gli azzurri sara’ la difesa, non concedere ai francesi di macinare metri coi loro panzer davanti (e Obelix al 13) per non trovarsi ad indietreggiare costantemente, stare attenti a non farsi risucchiare sui BD aprendo spazi nella linea difensiva…ordina e disciplina in difesa fondamentali. Salire velocemente su Beauxis anche importante, e’ uno che puo’ venir messo in crisi se lo si mette sotto pressione…diverso con Thrin Duc nel secondo tempo dove invece punterei a tenere la linea infoltita e non dargli spazi forzandolo a calciare l’ovale che non e’ il suo forte.
    In attacco evitare a tutti i costi di provare a fare a cornate, contro quel pack non la vinci la gara dei muscoli, he lo si accetti. Bisogna trovare quei passaggi sulla linea tra gli avanti che agli scozzesi han permesso di avazare ed attirare avversari nella ruck e che ha loro consentito di aprire piano piano gli spazi e fatto aumentale l’indisciplina francese.

    E’ dura, nessuno nega questo, pero’ io resto convinto che con una partita tatticamente attenta e senza farsi idee strane ed evitando di forzare il gioco, concentrando molto l’attenzione sulla fase difensiva l’Italia potrebbe fare il colpaccio storico.

    1. analisi perfetta, i miei dubbi senza rimescolare le carte fuori, sono proprio sulla sagacia tattica della difesa, dove fin’ora, questo schieramento ha peccato di più, sbagliando spesso tra una difesa aggressiva ed una passiva (facendo salvo l’atteggiamento da coltello tra i denti, che dò per scontato che ci sia), mentre con qualche interprete differente e qualche riposizionamento è sembrata più confidente e più continua in attacco

  3. Come non mai l Italia quest’ anno ha l occasione per fare il colpaccio in trasferta, mi sembra la stessa situazione come contro il Sud Africa a Firenze, anche se Marsiglia non è poi così lontana…
    Certo qualche piccolo cambiamento lo avrei fatto, in fondo la formazione proposta ha mostrato i suoi limiti e le alternative non mancano, Biagi ha dimostrato nel fine settimana di essere pronto per partire titolare.
    Sarò sincero e questa volta mi aspetto un Italia che riesca ad imporre il suo gioco, ripetere le stesse cose fatte contro l Inghilterra potrebbero bastare per vincere contro questa Francia. Organizzazione e gestione dei possesso, costanti minacce sia con gli avanti in prima linea d attacco che con i trequarti in seconda linea. Il tutto dipenderà dalle fasi di conquista del pallone, tallone d’Achille di questa competizione.
    In difesa questa volta il compito potrebbe essere un po’ più facile in fase di lettura dei loro movimenti, meno dal punto di vista fisico, sarà fondamentale la percentuale di primi placcaggi riusciti e rincorrerli per le corna in mezzo al campo, ci distruggerebbero fisicamente.
    Oggi si valuta la prima fase del lavoro di O Shea, se fuori dal campo qualcosa è stato fatto, in campo deve dimostrare di non far rimpiangere Brunel

  4. Speravo in un Bisegni (ma l’ha rilasciato ieri) e magari in un Biagi in seconda, visto che garantisce più chili e esperienza in touche di Zanni ad esempio. Per il resto gli uomini sono quelli, 27 ne aveva e le scelte erano di fatto obbligate, specie dietro, e in una prima linea che senza Zani, Riccioni, Ceccarelli e compagnia, aveva poche alternative.
    Aspetteremo giugno per qualche modifica nei 30 mi sa (da Polledri a Tebaldi, da McKinley a Lazzaroni).
    Io la vedo durissima, altro che vittorie e colpacci, ma proprio la possibilità di una ripassata da tagliare le gambe (un po’ come quando ci lasciarono a 0 a Roma, la settimana dopo la vittoria di Edimburgo), speriamo di essere smentito.

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