Eccellenza: tra equilibrio e i soldi… degli altri

Il Grillotalpa, aka Paolo Wilhelm, mette il dito nella piaga dei contributi federali non arrivati ai club italiani.

La giornata numero 13 del nostro massimo campionato nazionale ha registrato alcuni risultati inattesi che hanno accorciato la classifica. E la FIR ha recapitato una lettera alle società in cui si fa sapere che i contributi sono in ritardo… Un torneo che pare più equilibrato rispetto a quello degli ultimi anni, con tre forze che sembrano giocarsi ad armi pari – o quasi – quantomeno il primo posto della regular season.

Un torneo tutto sommato in salute quindi? Beh, adesso non esageriamo. I problemi – ormai annosi – rimangono tutti, con un livello tecnico complessivo che probabilmente è un po’ migliorato rispetto a quello di qualche stagione fa ma che rimane al di sotto degli standard sperati, una cronica mancanza di sponsor (chiedere a Mogliano, per esempio…) e di visibilità mediatica al di fuori del ristretto giro ovale. E la ciliegina sulla torta di questo fine settimana è una lettera che porta cattive notizie dalla federazione. Continua a leggere su Il Grillotalpa.

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3 commenti su “Eccellenza: tra equilibrio e i soldi… degli altri

  1. dove ho già sentito questa storia dei pagamenti in ritardo????
    ah, si! con le Zebre( quelle vere, di prima).
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    auguriiiiiii

  2. Come detto da anni (almeno, io), il downgrade dell’Eccellenza è avvenuto nei fatti e per cause di forza maggiore, e la qualità ne ha giovato. Nell’era celtica, anni fa si giocava meglio in A: i ragazzi a diciotto-vent’anni finivano lì e l’Eccellenza puntava su giocatori navigati e stranieri di qualità opinabile, spesso “di esperienza” pure loro. Del che minutaggi di gioco effettivo ridicoli, ritmi da struscio e più scorrettezze che gesti tecnici. Lodevoli eccezioni: poche, a partire dal Calvisano peraltro sempre nell’occhio del ciclone per il conflitto di interessi ma nella sostanza il più attivo ad assicurarsi i ragazzi e, soprattutto, a farli giocare. Senza soldi, il trend si è invertito: l’Eccellenza tutta fa incetta dei giovanotti più forti, anche solo fisicamente, e alla A restano i bruscolini. Ma va bene così, è una situazione molto più ragionevole della precedente. Il problema è che è stato un downgrade non governato, e a forza di dieta si finisce come quel famoso ugolino. Non si vede uno straccio di pianificazione, alla faccia del rinnovo celtico e dell’attuale sospensiva delle ostilità a scendere per il domestico. Sommessamente faccio presente che tra il campionato domestico e la celtic, in Irlanda e Galles c’è una coppa con gli inglesi: sono rumorose e generali le lamentele dei club ma la efficienza del sistema è assodata. Proprio Gavazzi aveva scritto nel menù una roba italo-scozzese, ma si sa: l’uomo fa più fumo di un treno a vapore ma se si aspetta l’arrosto si muore di fame. Mentre considero un suicidio assistito per il nostro rugby la coppa mitropa, penso che sarebbe opportuno un gradino intermedio internazionale per le seconde squadre delle franchigie ed (eventualmente) selezioni o eccellenti rinforzate, a fronte di un domestico definitivamente semipro, allargato e territorializzato a gironi. Con Celtic o senza.

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