Italseven: ottimismo dopo il raduno romano

Si è concluso questo weekend il raduno dell’Italseven, con sfide incrociate contro inglesi e irlandesi.

Una giornata primaverile ha fatto da contorno alla conclusione dello stage romano della Nazionale Italiana Seven. Gli Azzurri, guidati da Andy Vilk, hanno svolto cinque giorni di lavoro al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti dove oltre al consueto allenamento hanno affrontato Irlanda e Inghilterra in due giornate intense di partite.

“Siamo molto soddisfatti di questo raduno – ha esordito il responsabile tecnico degli azzurri –. Abbiamo affrontato due squadre di primissimo livello. Per proseguire il nostro cammino di crescita è fondamentale confrontarsi con i migliori. Il gruppo sta iniziando a trovare i meccanismi di gioco e i prossimi impegni a Lisbona e in Sudafrica saranno un ulteriore banco di prova per noi. E’ un punto di partenza, sia chiaro: puntiamo sempre a migliorarci”.

Gli fa eco Orazio Arancio, responsabile del Seven: “E’ stato un grande onore per noi poter ospitare Inghilterra e Irlanda per questo stage. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per l’organizzazione delle partite e del sostegno che abbiamo ricevuto in questi giorni. Dal punto di vista tecnico sono d’accordo con Andy Vilk: siamo felici delle prestazioni offerte contro Irlanda e Inghilterra e ben consapevoli di dover continuare a lavorare per migliorarci sempre”.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

Un commento su “Italseven: ottimismo dopo il raduno romano

  1. Orazio, mo spingiamo il presidente a levare quel cavolo di Trofeo Eccellenza e facciamole giocare a 7 con più continuità ste squadre italiane. Un circuito nazionale Seven (con giocatori dedicati) sarebbe il massimo, ma già alcune partite durante l’anno (al posto del suddetto Trofeo) e magari qualcosa di più strutturato durante l’estate (che ne so, una tre-giorni di partite) sarebbe un enorme passo in avanti.

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