Pro 14: Gavazzi “Restiamo almeno fino al 2023”

Sul Gazzettino le parole del presidente federale che rassicura sul futuro celtico di Treviso e Zebre.

L’Italia resterà nella Guinness Pro 14 oltre il 2020, data di scadenza dell’ultimo contratto firmato dalla Fir con il Board celtico. L’Italia resterà nella Guinness Pro 14 nonostante la Scozia, a quel che dice il presidente Alfredo Gavazzi sulle pagine del Gazzettino.

“L’accordo per arrivare al 2023 a parole è stato raggiunto prima di Natale. A meta gennaio ci è stato inviato il nuovo contratto. Ora aspettiamo la traduzione, ho chiesto la facciano loro per non trovarmi sorprese, poi ci sarà la firma” ha detto Gavazzi. Non solo, perché l’Italia (si spera, perché finché non è ufficiale è meglio sempre usare il condizionale) a fine anno dovrebbe (condizionale, ndr.) diventare socia paritaria.

“La parità doveva scattare da giugno 2017, ma dopo la nostra sconfitta 29-0 nel Sei Nazioni la Scozia ha indotto il consiglio a un ripensamento. Abbiamo minacciato di fare causa alla federazione scozzese, dando mandato a un legale di Londra. Questa minaccia sommata alla visita fatta alle Zebre e al Benetton dal Ceo del Pro 14 Martin Anayi, il quale ha ritenuto positiva la nostra organizzazione ed è stato particolarmente colpito dal carisma di Luciano Benetton, ha portato alla mediazione. L’Italia entrerà alla pari come socia del Pro 14 da dicembre 2018, quando avrà finito di pagare l’ultima rata (1,25 milioni di euro) dei 5 milioni di “tassa celtica” di cui era stato concordata la dilazionare” dice Gavazzi sul Gazzettino.

Foto – Benetton Treviso

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

11 commenti su “Pro 14: Gavazzi “Restiamo almeno fino al 2023”

  1. Così per tradurre un contratto in inglese ci vogliono più di 20gg?
    Ma un ufficio legale di una Federazione, che ha come interlocutori quotidiani persone di lingua anglofona, chi ha come traduttore?
    Forza ragazzi, facciamo una colletta, io conosco almeno 2 o 3 professionisti che in una settimana fanno una bella traduzione.
    Non ho parole( o forse si)!

  2. Ok, tralasciando alcune cose su tempi e modi (ma la tassa non doveva sparire già prima del 2017?), nel frattempo presidente, vogliamo fare qualcosa con sta Eccellenza nè carne nè pesce? No che poi arriviamo al 2023 e dobbiamo ripensare da capo. Mo hai 5 anni, facciamo qualcosa.

  3. Cavolo, oramai anche nelle piccole imprese per un contratto di 4 soldi devi tirarti matto tra gdpr business continuity bilanci programmi dati strutturali ecc…ecc.. qui il pagamento di milioni di euro è deciso da una brutta sconfitta o dal carisma di una persona.
    bho

  4. Lungi da me il voler difendere l’ indifendibile g, ma questa notizia mi ha fatto sorgere una perplessità: ma come lavora il board celtico? Il fascino del rugby e’ anche nella sua storia, nella sua capacita’ di sedimentare la propria essenza. Loro invece annaspano tra continui cambiamenti, tra squadre che appaiono e scompaiono, tra ammiccamenti a chicchessia pur di aumentare il numero dei possibili contatti, come dovessero promuovere l’ennesima paginetta di facebook. Evolversi e’ giusto ed importante, ma con logica e continuita’! Comunque certi discorsi sugli scoti mi ricordano slogan sulla perfida albione e attenti! Il nemico ci ascolta!

  5. Cerchiamo il lato postivo. Con Marzo 2018 potremmo avere la certezza di avere altre 5 stagioni di Pro rugby. Si da un buon orizzonte temporale alle squadre per programmare.

  6. Provo e voglio immaginare lo scenario futuro.
    Il prossimo anno le Zebre vanno a giocare a Brescia, fanno gli allenamenti a Calvisano, che diventa, guarda caso, “caput mondi” del rugby italiota.
    Parma ha dimostrato che al rugby non può dare niente se non solo beghe, rancori, cause e scontri di potere(inutili e autodissacranti)
    Spostare il baricentro di tutta l’attività ,verso casa, è ormai l’idea fissa di chi governa la FIR.
    E per investire, ha bisogno di mandare a dire, agli stakeholder, che fino al 2023 ci sarà continuità per quanto riguarda la squadra federativa.
    Quindi investite pure, signori; noi ( o lui ) ci siamo e tutto torna.
    Il baricentro rugbystico si sposterà inevitabilmente verso ovest, con buona pace dei Veneti.
    Fantasie o Fantascienza?
    Mica tanto, voi lasciatelo fare……..

    1. Come fa a spostarsi ad Ovest is baricentro se la franchigia si sposta da Parma a Brescia?
      E cosa ci perde il Veneto, che si tiene Treviso e “guadagna” una seconda franchigia nella confinante Brecia. Il tuo mi pare un discorso campato in aria

      1. Hai presente che in 20 km. di distanza ci sarà tutto lo scibile( e non ) rugbystico italiano? Quello intendo. Che di campato ha ben poco, perché già ora esiste.
        Non far finta di non capire, perché Calvisano, checchè ne dica qualcuno lassù, non è Londra, Edimburgo, Parigi, Cardiff o Dublino ( Roma, Milano )!
        Però, simpaticamente, sarà una nuova NZR = Nebbia, Zanzare e Rugby …..

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