Italia: le note positive (ma non solo) dell’Olimpico

Nonostante il pesante ko con l’Inghilterra qualche buona sensazione c’è stata. E bisogna guardare oltre questo torneo.

Perdere 46-15 non fa piacere e dimostra che la strada da percorrere è ancora tanta. E che i limiti ci sono, non ci si può nascondere. Contro l’Inghilterra, in particolare, ha sofferto moltissimo la mischia chiusa, non ha convinto la touche, mentre la difesa – in particolar modo in prima fase – ha lasciato spesso a desiderare, oltre a essere stata indisciplinata. E le prime due mete sono state emblematiche dei limiti difensivi di questa Italia.

Gli aspetti negativi

Perdere 46-15 significa che si deve aspettare ancora prima di poter vedere quel salto di qualità che farà sì che l’Italia giochi alla pari con le migliori per 80 minuti, sempre. Eppure, della partita di ieri non va buttato via tutto, anzi. Se si guarda al risultato ovviamente sì, ma se si guarda alla famosa ‘prestazione’ richiesta da Conor O’Shea, allora sono diversi i punti da sottolineare in positivo.

Bene la mediana

Partiamo da quella che, forse, potrebbe diventare la cerniera titolare di questa Italia. Marcello Violi e Tommaso Allan giocano bene assieme, sono complementari e per il gioco che l’Italia vuole (e può) fare il numero 10 di Treviso è molto più adatto del più fantasioso – ma anche confusionario – Carlo Canna. Con Allan alle spalle anche Violi è molto più preciso e tranquillo e ieri la mediana ha giocato bene sia alla mano sia al piede, seguendo alla lettera i dettami del tecnico irlandese che non voleva mandare fuori giri i suoi con ritmi troppo forsennati. E, ça va sans dire, se la mediana gira l’attacco funziona.

Trequarti elettrici

Altra nota positiva ieri è stato il possesso azzurro, anche se non sempre sul piede avanzante. L’aver segnato due mete (e mezza) è un altro segnale importante, basti pensare che non più tardi dello scorso novembre l’Italia aveva marcato una sola meta in tre partite. La trequarti è apparsa brillante e coraggiosa, Bellini e Minozzi hanno dato quella scossa in più che da loro ci si aspetta, mentre Castello e Boni sono stati concreti e ruvidi in mezzo.

Sofferenza in prima linea

Davanti, invece, menzione d’onore per Seb Negri e Alessandro Zanni, encomiabili per impegno, dedizione e qualità. Rimandato Giammarioli che è apparso pagare il peso dell’esordio nel Torneo, mentre in forte sofferenza la prima linea. Il bellissimo gesto tecnico in recupero di Leo Ghiraldini va enfatizzato, ma il numero 2 azzurro ha sofferto troppo in mischia chiusa. Per assurdo, dunque, l’Italia convince dietro ed è rimandata davanti, in controtendenza storica con il gioco azzurro.

Guardando al domani

Note positive e limiti che vanno confermate (le prime) e smussati (i secondi) fin dalla trasferta di Dublino, sulla carta altra sfida impossibile per questa Italia. Che, però, con tutte le precauzioni e il realismo necessari sembra in crescita. Magari lenta, magari non sempre così evidente, ma sicuramente in crescita.

La cartina tornasole di questo lavoro, secondo me, non è questo 6 Nazioni, ma neppure la Rugby World Cup 2019 – da sempre traguardo dichiarato della FIR – dove l’Italia è nel girone con All Blacks e Springboks. La cartina tornasole del lavoro svolto da O’Shea saranno – come scriveva su queste pagine Paolo Wilhelm – le sfide estive con il Giappone e quella novembrina con la Georgia ma, aggiungo io, il 6 Nazioni 2019. Quello dove questo gruppo arriverà maturo, con due anni di lavoro mirato a livello di franchigie e con un anno di lavoro di Wayne Smith. Tra 12 mesi si faranno i conti e si tiraranno le fila ANCHE (o soprattutto) sui risultati.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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5 commenti su “Italia: le note positive (ma non solo) dell’Olimpico

  1. Tre punti: 1) Mediana bene, vero, anche se io vorrei tanto vedere uno come Canna cosa riuscirebbe a fare (so che per le nostre capacità Tommaso è meglio, d’accordissimo, più solido e “disciplinato,” ma il pepe del 10 zebrato rimane altra cosa da vedere). Tra l’altro Allan molto bene anche al piede coi calci tattici (considerando che signor 15 hanno quelli), e bene anche i nostri nella pressione sui calci (infatti loro qualche errore l’hanno fatto). 2) Prima linea e difesa male (Benvenuti 5 placcaggi mancati, Boni 2-3 ma assassini), sicuramente la prima cosa da rimettere in piedi in vista di Dublino, se no quelli ci vanno a nozze (non sarebbe male rimettergli dei dubbi che i francesi magari hanno acceso). Da capire se la mischia è un problema solo di uomini e forma (Lovotti spremuti, manca Zani, seconde linee “leggere”) o la cosa va oltre, e quindi il lavoro di De Carli vada messo sotto la lente di ingrandimento. 3) Ma quindi Wayne Smith non ho capito che viene a fare alla fine (non nel senso che è inutile, siamo seri, ma nel senso che non ho capito cosa coprirà il suo ruolo di consulente)

    1. Io invece vorrei vedere Allan con Violi da Bradley, e a Parma suonerebbe un’altra musica al posto della consolatoria Non ho l’età. Io Gianmarioli lo promuovo, non a pieni voti per via di quella raspata in chiusa da giovanili non elite, ma è uno dei due avanti che sa andare via di agilità (l’altro calcia anche in drop), placca a cottimo la qualunque e arriva a tempo sui bd. Degli altri, per la pulizia arriviamo tutti la settimana santa. Ancora più severo con Allan: l’avanti a Boni è da corte marziale per qualsiasi trequarti, da fucilazione sul posto per un 10 (o un 9). Difesa in prima fase: se il primo non legge la giocata e non prende il proprio, per due non geniali come Farrell e Ford creare la superiorità è repertorio base, cosî come la caccia alle farfalle del resto della linea. La mischia, un cieco farebbe fatica a non vedere come un battito di ciglia di Hartley diventasse un tsunami: quello non è questione di uomini.

  2. Secondo me Allan è sempre stato il #10 titolare nella testa si O’Shea.
    Lo aveva fatto giocare nel tour estivo e il ragazzo non aveva deluso solo che c’è stato l’infortunio alla spalla che l’ha messo fuori gioco.
    Tommaso poi ha pagato l’esperimento a #12 di inizio stagione e soprattutto il successivo infortunio al ginocchio che la costretto ai box x tutta la prima parte del Pro14 e fatto perdere i test autunnali.
    Adesso sta riprendendo il ritmo gara è ieri ha disputato una signora partita: buona la distribuzione, i calci tattici e la presenza in difesa.
    Ma soprattutto ha messo in pratica i dettami di gioco pianificati dall’allenatore senza mandare fuori giri la squadra.
    Bene ragazzo, continua così!!

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