6 Nazioni: Galles e inglesi ok, rimandate le altre

Si è disputato nel weekend il primo turno del NatWest Sei Nazioni. Ecco tutti i risultati, la classifica e il punto dopo 240 minuti di rugby.

E’ andato in archivio il primo turno del NatWest 6 Nazioni 2018 e i pronostici della vigilia sono stati più o meno confermati. Vincono Galles, Irlanda e Inghilterra, ma a convincere più di tutti è la formazione di Warren Gatland (voto 8+), capace di imporre il proprio ritmo a una Scozia sulla carta pericolosa, ma che si è persa velocemente nei meandri del Principality Stadium. Scozia (voto 5) che è troppo confusionaria, paga le assenze in prima linea ed esce pesantemente ridimensionata dal match d’esordio.

Vince, ma non convince, l’Irlanda (voto 5,5) che ha giocato uno dei peggiori match degli ultimi anni. Nonostante avesse di fronte una Francia che si è confermata povera di qualità e che non ha fatto molto, Sexton e compagni si sono complicati la vita giocando un rugby monotematico, banale e senza trovare il filo del discorso. Senza la magia dell’apertura a tempo ampiamente scaduto il 6 Nazioni irlandese rischiava di chiudersi già a Parigi. Ma per gli irlandesi serve crescere, e molto, se vogliono arrivare alle sfide decisive con delle chance. La Francia, invece, per ora merita un 6-, ma saranno le prossime sfide a spiegare se il colpo sfiorato sabato sia stato merito dei Bleus o demerito irlandese.

Vince largamente l’Inghilterra a Roma contro l’Italia e gli inglesi si dimostrano la squadra tritasassi degli ultimi due anni con Eddie Jones. Ma anche la prova dell’Olimpico lascia alcune ombre sulla prestazione inglese, con l’Italia (voto 6-) che ha saputo usare molto l’ovale, tenere i britannici sotto tiro fino a un quarto d’ora della fine. Passaggio chiave la meta annullata a Boni e l’immediato colpo inglese che ha cambiato la storia del match. Inglesi cinici e bravi (voto 7-) ad aspettare il fisiologico calo azzurro, Italia che paga più il crollo mentale dopo la quinta meta inglese che un calo fisico.

6 NAZIONI – PRIMA GIORNATA

Galles – Scozia 34-7
Francia – Irlanda 13-15
Italia – Inghilterra 15-46

6 NAZIONI – CLASSIFICA

Inghilterra, Galles 5; Irlanda 4; Francia 1; Scozia, Italia 0

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

10 commenti su “6 Nazioni: Galles e inglesi ok, rimandate le altre

  1. tutto sommato sono d accordo con i voti, forse il 7- all Inghilterra, cosa potevano fare di più???
    Il voto del Galles va visto rispetto all avversario, troppa poca cosa questa Scozia, e dovranno fare di più persino per vincere contro l Italia. Quanto al Galles in vista della partita di sabato contro gli inglesi, tutto passerà dalla tenuta in mischia. La prima linea degli Scarlets per quanto sottovalutata, in campo internazionale non ha mai sofferto più di tanto, se poi dietro ad AWJ metti pure Bradley, allora il peso aumenta.
    Questa potrebbe essere la partita di James Davies, le terze inglesi sono possenti, perdono qualcosa in rapidità e sarà lì che Cubby boy dovrà andare ad infilare mani e testa. Conferma in blocco per mediana e trequarti, da vedere come sta Liam Williams.
    La Scozia ha rispecchiato pari pari il percorso di Glasgow in Champions cup, poco convincente quando il livello degli avversari si alza.
    Francia 6 di incoraggiamento, a questi livelli una struttura di gioco è essenziale, non si può lasciare tutto in mano ai singoli individui. Contro l Irlanda non si è visto un bel rugby, ma se Sexton avesse piazzato il calcio del più 9, forse gli ultimi 15 minuti si sarebbero sbilanciati un pò di più e si sarebbero aperti più spazi in difesa.
    Inghilterra, rinviamo il giudizio, anche se hanno giocato un gran bel rugby, certo, altre difese non permettono a Ford e Farrell di fare i loro giochetti…
    Italia voto di incoraggiamento, si sono viste belle cose, gestione del pallone nei multifase e killer instinct nell andare in meta. Da rivedere la difesa, forse più mancanze dei singoli che problema di gestione collettiva…secondo me a 13 ci sarebbe posto per Sgarbi, con Hayward 15 e Minozzi 14….
    In seconda linea ci vuol peso, c’è poco da fare, anche se Zanni ha fatto una bella partita.

  2. Per me la Scozia e l’Irlanda (vere) non sono quelle della prima giornata. Anche se i verdi vai a capire se han sbagliato strategia o i franzosi li han legnati per bene, mentre quelli sopra il vallo, beh, a mio modo di vedere han sofferto in mischia chiusa (dove hanno le assenze pesanti) molto meno di quanto non abbiano fatto nel creare il loro gioco di corse e ricicli che tanto bene ha fatto nell’ultimo anno (mediana imprecisa, Hogg spento, Jones da qualche amnesia difensiva). Insomma per entrambi partenza bloccata, ma secondo me già dalla prossima vederemo un’altra cosa.
    Galles che mi ha davvero impressionato, loro si che avevano assenze pesantissime un po’ ovunque (dico solo Warburton, Faletau e North, giusto tre nomi a caso), ma han messo su un gran bel gioco, attenzione difensiva al massimo, fisicamente sempre presenti, varietà in attacco e una coppia di flankers e di centri da applausi. Bravi loro (e bravo Pivac, e bravo Gatland che si è messo su questi binari) 😉

  3. Inghilterra e Galles io le metto sullo stesso pinao: prove convincenti, grande controllo del gioco e dell’avversario, accellerazioni e variazioni di gioco ottimi…ma avversari per un motivo o l’altro che non sono stati dei banchi di prova cosi’ ardui. Giocheranno controquesto weekend…avremo gia’ risposte quindi su quanto valgono.

    Irlanda: @liukmark che il game plan fosse quello di mandare 5-6 uomini (semrpe gli stessi) a provare a sfondare di potenza e’ chiaro e lampante dal gioco fatto, non hanno mai allargato il gioco veramente…e non si capisce manco perche’ l’hanno gfatot nei primi 2-3 minuti subito sono avanzati di 30-40 metri e trovato il fallo. Condizioni meteo, nervosismo da prima partita a Parigi dove storicamente andiamo male, solita partenza lenta del torneo…tutte possibiliconcause, ma che il game plan fosse quello era chiaro e lampante che non c’e’ neanche tanto da dubitare.

    Scozia: spiace ma come detto prima dell’inizio del torneo quelle assenze sono una tare pesantissima per il loro torneo, a meno che non ne recuperino la meta’ di quelli davanti avranno un torneo difficile e spiace eprche’ poteva essere il loro torneo.

    1. Ammetto che fa strano come una squadra (e un allenatore) intelligente come l’Irlanda non si sia adattata o abbia variato il gioco quando han visto che non era poi cosi efficace (basta vedere che si è dovuto inventare Sexton per avanzare, con quel cross-kick a Earls, che fa una cosa magnifica btw). Anche secondo me il fatto che Parigi non sia il campo favorito degli irlandesi (lo ricordava anche POC nel prepartita) può aver limitato l’intraprendenza e la varietà del gioco irlandese. Che comunque han vinto, magia di Sexton dopo resilienza e solidità impressionante del pack, ma comunque han vinto.

      1. C’e’ anche da tenere da conto un meteo non ideale per un rugby diverso. Io ci aggiungo poi che Aki-HEnshaw sono una coppia diffensivamente impressioannte ma tenendo presente che ormai HEnshaw gioca stabilmente primo centro da quando e’ a Dublino nessuno dei due porta in attaco quel qualcosa di diverso, da quel punto di vista l’assenza di Ringrose si e’ fatta ssentire parecchio. Come sottolineato dopo la partita per esempio Henshaw ricevuoto l’ovale quasi sempre lo passava appena oa riceveva manco una patata bollente a Stockdale/Earls costretto a aprtire da fermo, non puntava mai l’uomo passando quel metro o due dopo che avrebbero magari dato a Stockdale/Earls un po’ piu’ di spazio.
        C’e’ da migliorare sul piano del gioco vediamo come va.

  4. Gli ultimi 10′ di Francia – Irlanda hanno reso memorabile una partita noiosa. Nessuna vera azione da meta e Irlanda saldamente in possesso; se Sexton non avesse sbagliato un calcio fattibile, neppure lo slalom di Teddy Thomas avrebbe portato la Francia in vantaggio. E invece capita che l’uomo al momento più inutile in campo (unico giocatore tutto estro fra i francesi) si inventa qualcosa su cui Oltr’Alpe si contava 5 o 6 anni fa, quando per la prima volta l’ala arrivò in nazionale. La meta ha rischiato di far vincere una squadra francese che era un’accozzaglia di muscoli e giovani di belle speranze. La Francia paga il fatto di dover prendere i suoi nazionali (chiunque essi siano) da una miriade di squadre diverse, che giocano un rugby diverso tra loro e molto spesso sono panchinari di stranieri. Peccato che atleticamente siano forti e che il tasso tecnico sia mediamente elevato, altrimenti potevamo sognare di batterli. Da parte sua, l’Irlanda gioca a memoria ed ha una tale fiducia nei propri mezzi che… mettere in fila 41 fasi a fine partita ne è la prova più evidente.

      1. Guarda, fra le mie partite preferite metto Scozia v. Inghilterra RWC 1991 e Sud Africa v. Nuova Zelanda RWC 1995: mete zero e grande cozzare di pacchetti. Non è questione di segnare mete: ma se vai a vedere le punizioni ottenute dall’Irlanda, si tratta in molti casi di falli sciocchi (Vahaamaaina su tutti), non di falli inevitabili. Quante occasioni da meta hai contato? Io neanche una. All’Irlanda va riconosciuto di avere giocato con molta testa per tutta la partita, mentre la Francia era entrata in campo per “uccidere” il gioco, con un solo ball carrier in terza e due centri d’assalto (ci è riuscita abbastanza bene).

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