La Fir vuole O’Shea oltre il 2020. Ascione al Telegraph: “Figura chiave”

In un’intervista il responsabile dell’area tecnica Fir guarda al futuro azzurro.

Una lunga intervista a Conor O’Shea e a Franco Ascione (che potete leggere integralmente qui), dove vengono toccati molti argomenti che a queste latitudini, dal gap creatosi nel corso degli anni ai giovani che stanno emergendo, passando dai limiti del sistema scolastico italiano nello sport e altri temi. Con il collega del Telegraph che a volte dimostra di conoscere poco la realtà ovale italiana (“Non c’è mentalità di volontariato nello sport italiano”, ndr.), ma dove il passaggio più interessante arriva a metà intervista.

Parlando di programmare a lungo termine, infatti, Franco Ascione dice “Conor è l’emblema di questa volontà, è una figura chiave” e poi, anche se il Telegraph non riporta un virgolettato diretto del responsabile dell’area tecnica, viene detto che la Fir vorrebbe rinnovare il contratto di O’Shea oltre la scadenza naturale del 2020. Parole importanti – che in verità Ascione non ha pronunciato, ma che ribadiscono che – come confermato a R1823 dà ambienti vicino a Roma – la Fir potrebbe proporre il rinnovo al tecnico prima della scadenza naturale del contratto. Parole importanti soprattutto perché giungono dopo settimane dove soprattutto la stampa estera ha ipotizzato che un flop a questo 6 Nazioni potrebbe costare il posto al ct irlandese.

Foto – Instagram/italrugby

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

6 commenti su “La Fir vuole O’Shea oltre il 2020. Ascione al Telegraph: “Figura chiave”

  1. Interessante CO’S su WS (Telegraph dell’altroieri)
    There is also the prospect of former New Zealand coach Wayne Smith coming on board before the June tour to Japan.“It’s annoying,” O’Shea continued. “His Italian is miles better than any of ours, so that’ll be embarrassing when he comes in and starts addressing everyone perfectly. It will challenge us as coaches as well as developing the players. He has a massive passion for developing Italian rugby. I joked about it before we played the All Blacks [in November] over dinner and then I sent him a text when he retired asking if he wanted to come in. He replied saying he would. His nickname is ‘The Professor’ isn’t it? He’s already onto our analyst, cutting our games.”

    1. L’ultima frase misura la distanza tra il mondo a cui siamo abituati e i maestri di questo sport.
      Ma uno come Co’S dove altro lo troviamo…?

  2. Tutto giusto, unica cosa togliamo i condizionali e proponiamoglielo sul serio. Ma non buttata li, mirando a fargli dire di si.
    Can’t way di vedere Smith…

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