Gavazzi: “Azzurri oggi non competitivi in Europa”

In un’intervista il presidente torna sul caso Padovani che definisce “emblematico” del limite dei giovani azzurri.

E’ stato l’affaire dell’estate e, ora, Alfredo Gavazzi si sente vincitore. La battaglia tra lui ed Edoardo Padovani l’aveva vinta quest’estate l’estremo azzurro che, nonostante la contrarietà del numero 1 federale, aveva lasciato le Zebre per andare a Tolone. Un’avventura durata pochi mesi, poi il poco spazio trovato in Francia ha convinto Padovani a tornare a Parma. E ora Alfredo Gavazzi punta il dito contro i procuratori e ammette “Gli azzurri di oggi non sono competitivi nei campionati stranieri”.

“La mia sensazione è che i procuratori, non solo quello di Padovani, pensino solo a se stessi – attacca subito Gavazzi sulle pagine del Gazzettino –. Quando il suo procuratore (Alessandro Corbetta, ndr) mi ha detto che aveva ricevuto un sacco di complimenti per il trasferimento a Tolone gli ho risposto: Padovani non è ancora di quel livello. Quanto detto si è puntualmente verificato” confessa Gavazzi che si sente vincitore in questo contenzioso.

Ma il problema, secondo il presidente federale, non è Padovani. “I Castrogiovanni, Parisse, Canale, Masi, Bortolami, Bergamasco allora erano giocatori più vicini alle qualità dei grandi club dove militavano. E il Top 14 francese era diverso, non intriso di atleti dell’emisfero sud come oggi […] Abbiamo avuto un buco dal 1985 al 1990, sono stati prodotti pochi giocatori di qualità” dice Gavazzi. “Simone Ferrari è andato presto anch’egli all’estero, ma è tornato e ora sta crescendo. Uno come Matteo Minozzi dopo due anni a Calvisano e uno alle Zebre se va all’estero non ce la fa, meglio se resta” Gavazzi dixit.

Foto – Cristina Marconcini

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Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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25 commenti su “Gavazzi: “Azzurri oggi non competitivi in Europa”

  1. Beh onestamente questo giro sono totalmente d’accordo con Gavazzi.
    E’ il discorso che spesso ho anche fatto, anche negli ultimi mesi quando si aprla di maggiore profondita’ del movimento. Si ci sono piu’ giocatori tra il discreto ed il buono rispetto a 0-15 anni fa, ma le eccellenze sono di meno oggi. I nomi che fa Gavazzi son quelli che faccio anche io: Catro, PArisse, Masi, Bortolami, Bergamasco erano eccellenze che oggi non ci sono. A parte Campagnaro ed il semprepresente Sergio PArisse io non vedo quel livello.
    Il punto pero’ su cui spiegarsi e’: meglio che restino dove sono sperando che li’ facciano il passo successivo, o meglio che comunque vadano altrove e magari accettino 1-2 stagioni di secondo piano per imparare e migliorarsi con staff ed organizzazioni potenzialmente superiori rispetto a quelle in Italia?

    1. Si Stefo, Gavazzi non dirà niente che non sia sotto gli occhi di tutti, ma vedrai anche tu come se il capo del tuo movimento ti dice “sei troppo soppa per andare a giocare in francia, stai qui e fa come dico io”, non è proprio il massimo. Anche perchè Padovani alle Zebre comunque sta giocando poco, con Ferrari in Francia ci avevano visto giusto (e lui ha rotto perchè tornasse) e se la nostra filiera non sputa fuori più i Bortolami, i Bergamasco e i Masi, be la colpa non è di Minozzi…
      Scusa lo sfogo ma speravo l’amico Gavazzi fosse un attimo rientrato nei ranghi ultimamente, ste uscite mi fan cascare le braccia.

      1. @liuk pero’ decidiamoci, se spara che l’Italia e’ competitiva ai massimi livelli gli si da contro che non ha il polso della realta’ se dice una cosa sacrosanta come questa allora non ispira…
        Nel caso si il problema e’ spiegare il eprche’ questo avviene in maniera piu’ attenta, e spegare possibilmente cosa sta facendo lui ed il suo staff per cambiare questa situazione…ecco su questo magari un presidente dovrebbe essere piu’ ispiratore:data questa situazione, stiamo facendo questo per migliorarla”

        1. E’ appunto questo il punto (scusa la cacofonia). Magari manca un pezzo di intervista, ma non puoi “gongolare” perchè un tuo giocatore è tornato dalla Francia e quindi avevi ragione tu. Non discuto il contenuto, ha ragione (purtroppo) ma i modi in cui pone gli argomenti e si pone lui stesso.
          Manco lui fosse li per guardare e basta… Detto questo, ripeto, purtroppo è chiaro che i Masi e i Bortolami non li abbiamo (per ora), ma speriamo che oltre a gongolare in Fir facciano di tutto per tirarli fuori.

          1. Se all’alba del 2018 questa e’ la situazione le colpe non sono solo degli ultimi 5 anni ma anche dei 10-15 precedenti.
            Occhio non to difendendo Gavazzi ma non e’ ;l’unico colpevole, le gestioni precedenti non hanno fatto meglio.
            Ripeto poi un punto: io concordo su quanto Gavazzi rilva, ma mi infastidisce che non indichi come questa situazione possa essere migliorata…perche’ il suo obiettivo dovrebbe essere che chi viene formato se la giochi in Europa a livello di club.

    2. Forse la situazione ideale sarebbe una via di mezzo: al momento meglio evitare la Francia (che paga meglio, ma gestisce generalmente molto peggio le carriere dei giocatori) e indirizzarsi piú sull’Inghilterra (che paga un po’ peggio della Francia, ma gestisce meglio i giocatori, avendo anche la possibilitá di farli giocare nel campionato riserve che in Francia non c’é, per esempio).

  2. Che belle parole. Davvero, inspiring come direbbero oltremanica.
    Un presidente che dice “te l’avevo detto” per un giocatore (nel gruppo della nazionale) che torna a casa perchè (a detta sua) non si è dimostrato di livello a Tolone. No ma andiamo avanti cosi.

    1. “aeaditami”, musicale quanto odioso intercalare delle siorette del “sotutomi”.
      C’è solo da chiedersi com’è possibile che il rugby nostrano, governato da lustri da cotanto genio, sia a rischio di estinzione (esagero).
      C’è solo una risposta: è un genio incompreso.

  3. Non dice nulla di nuovo, doveva completare la frase ammettendo che nei suoi anni dopo gestione non ha fatto nulla per rendere il contesto maggiormente competitivo e cercare di formare giocatori adatti ai palcoscenici europei…giustamente da dirigenti non all’ altezza di realtà pro non possiamo aspettarci dei fuoriclasse

  4. tutto condivisibilissimo: se solo avesse un club tra le mani potrebbe farci vedere lui come si plasmano invece giocatori di livello internazionale…
    peccato che storicamente le giovanili del calvisano, dominatore del massimo campionato italiano abbiano dato alle nazionali meno giocatori del Mirano o dell’Udine…
    non è capace di farsi in casa un giocatore da eccellenza ma è capace di criticare il lavoro degli altri…
    A D O R O…
    castro parisse canale italiani di formazione argentina…
    bortolami e bergamascoes made in padova by Remigio…
    questa intervista è finalizzata a ridiscutere il rinnovo post 2024 con il board del 6N?

    1. @Fracasso dimentichi che lui il suo Club ce l’ha: le Zebre.
      Sia chiaro che per me era assolutamente necessario che la Franchigia non scomparisse e dirò di più: mi va benissimo che sia diventata federale. Per tanti motivi credo che in Italia sia necessario che la Federazione si sostituisca ai privati (che ahimè ora non ci sono) o quanto meno sembra che non ci siano visto che almeno uno c’è di sicuro.
      Proprio qui, su Rugby1823, il 24 marzo 2017, Fumero pubblicò un intervista che fece al Presidente:
      – Domanda: “Ma per far cambiare marcia alle Zebre, qual è la ricetta? “
      – Risposta: “Sulle Zebre sa cosa mi era passato per la testa? Di dimettermi e prenderle in mano io, sono sicuro che con me vincerebbero”.
      Ora, è vero che le Zebre giocano come a me piace (per me il rugby è quello lì, quello dei 3/4) ma è altrettanto vero che non è che siano poi così vincenti e questo, forse, perché lo sarebbero solo se Gavazzi mollasse tutto (la f.i.r.) e mettesse mano alle sue tasche.
      La chiosa finale che mi vien da scrivere è troppo banale.

  5. Gavazzi sa benissimo che ci sono 3-4 giocatori almeno che potrebbero avere mercato all’estero, preferisce però che restino nel Pro 14 in Italia.
    Sono bravi, ma se capitassero nel posto sbagliato le loro carriere potrebbero risentirne e di riflesso anche la Nazionale.

    1. nel 2007 quando i nostri migliori giocatori erano sparsi tra celtic ed inghilterra (pochi) e francia (tantissimi) berbizier portò a casa due vittorie al 6N, una quasi qualificazione ai quarti del mondiale e una media del 40% o giù di lì di vittorie…
      il problema è che la nazionale si ritrovava i giocatori tutti sciupati dai club, che ce li mettevano a disposizione sempre all’ultimo…
      poi per il bene della nazionale ci siamo iscritti alla Celtic, con una lista di giocatori di interesse nazionale il cui salario era pagato anche dalla FIR, dal che il rientro di Bortolami Ongaro Perugini and Co…
      ora spendiamo 10 milioni l’anno per permettere a Treviso di giocare al club europeo a spese della federazione e alla federazione di fare altrettanto, oltre tutto spremendo i nazionali molto più di quanto fossero in grado di fare i club europei 10 anni fa… vedere i minutaggi degli zebrati…

  6. Caro Gavazzi!!!
    La federazione negli anni precedenti ha bruciato più generazioni per far peso alle accademie. Annate ‘85, ‘86, 87’ sono state dimenticate, neanche prese in considerazione ed erano veramente forti! Ricche di giocatori con grandi qualità e personalità!!! Ma c’erano solo I bergamasco, i aprisse, i casteogiovanni, i nasi ecc… ora non ci sono più e chi li sostituisce, qualche ragazzino… siete imbarazzanti!!!
    Punto il dito contro la federazione!!! Vergognosa!!!

    1. Hai anche ragione, in toto, ma e’ inutile scaldarsi. Tanto chi di dovere ha dimostrato di non conoscere pudore, imbarazzo e vergogna

    2. In velocità.
      Ancora una volta chi rappresenta il nostro movimento ha perso una occasione per stare zitto.
      Nella sostanza ha catalogato come “mediocre” il nostro movimento. Non puoi pensare di giocare il 6 Nazioni, pensare di contare (ma ormai lo pensa solo lui) nel Board Mondiale e poi fare queste uscite.
      La storia dei giocatori troppo giovani per giocare sui campionati più importanti è un’altra cosa di cui poteva risparmiarsi di parlare. E io non entro nel caso Padovani anche se non condivido la scelta fatta dal giocatore.
      Faccio solo due nomi a caso, presi e buttati li. Trussardi che ha già giocato titolare nel Clermont a soli 20 anni? Riccioni che, sfortuna a parte, quando ha potuto giocare (poco) l’ha fatto più che degnamente con Treviso?
      Se un ragazzo è valido, è anche dotato fisicamente altrimenti lo si può costruire anche dopo i vent’anni mentre i fondamentali o li impari da piccolo altrimenti poi è molto più difficile, è giusto che giochi. Anche in campionati importanti e non in Eccellenza.
      A mio parere se vogliamo provare a risollevarci dobbiamo ritornare a fare giocare i migliori fuori confine.

  7. Io penso che quella intervista al gazzettino di ieri il G. se la poteva risparmiare .
    In sostanza bacchetta mediaticamente le mani ad un giocatore che, impunemente, aveva tentato di abbandonare le zebre cercando di accasarsi in un top club.
    Ma c’è di peggio gli dice a lui e a chi altro gli girasse di provarci: non fatelo siete crudi!
    Trovo, visto il ruolo, uscita deprimente, maleducata.
    Mi chiedo anche visto che moltissimi giocatori nazionali sono asteriscati, se è colpa di qualcuno questo stato di cose.

  8. Secondo me non è un caso che abbia citato Minozzi: ha paura che sia il prossimo a partire. Ha tutte le caratteristiche per sfondare altrove. E G lo sa. Sembra un monito.

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