Boudjellal: “Bastareaud? Temo il moralismo”

Il patron del Tolone è sotto indagine da parte dell’Epcr dopo le dichiarazioni rilasciate sul caso dell’insulto omofobo.

Mourad Boudjellal non è abituato ai giri di parole, né a mandarle a dire. Se dev’essere diretto è diretto, costi quel che costi. E il patron del Tolone non poteva tirarsi indietro dopo lo scandalo che ha travolto il suo giocatore, Mathieu Bastareaud, accusato di omofobia dopo aver definito “fottuto frocio” il giocatore della Benetton Treviso Sebastian Negri. E Boudjellal scende in campo a difesa del centro transalpino. A modo suo.

“Mi capita di parlare con qualcuno e dargli del figlio di p…. ma questo non vuol dire che io conosca sua madre. Quello di Mathieu è un insulto entrato nel linguaggio comune, lui non ha mai giudicato l’orientamento sessuale del giocatore avversario” esordisce Boudjellal e subito fa capire che non ha peli sulla lingua neanche a questo giro. “Il problema è che viviamo in un’epoca dove fare la morale è diventato molto importante, e la gente non capisce la differenza”.

Insomma, uno scivolone quello di Bastareaud, in un momento concitato, ma nulla di più per il patron del Tolone. Che non ha neanche tutti i torti, ammettiamolo, ma forse un giocatore professionista dovrebbe ricordarsi di non essere in un campetto di periferia – dove l’insulto lo sentono solo lui e l’avversario – ma con telecamere e microfoni ovunque e anche un ‘modo di dire’ come lo definisce Boudjellal è meglio evitarlo. Perché, omofobo o meno, l’insulto diretto a Negri non è dei più felici.

Ma il patron del Tolone non si ferma qui, perché va oltre, parla di cosa si aspetta come punizione per Bastareaud, e per le seguenti parole è stato deferito dall’Epcr “Sono preoccupato. Ciò di cui ho paura è il lato mormone dell’EPCR con i gallesi e gli irlandesi. Sono persone che inneggiano alla moralità quando non ce l’hanno. Gli stessi che hanno ministri che si fanno frustare in privato, ma che passano per tipi “clean” in pubblico”.

Foto – Instagram/rctofficiel

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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2 commenti su “Boudjellal: “Bastareaud? Temo il moralismo”

  1. l’ultima frase dell’articolo è fantastica: difendersi da un accusa di omofobia attaccandosi a pregiudizi razzisti nei confronti di chi giudica… tanto valeva dare del povero negro a bastareaud…
    il concetto è che se un cameriere pagato 1000 euro al mese non è autorizzato a insultare il cliente maleducato, tanto meno può farlo uno sportivo professionista nei confronti del proprio avversario…
    e se proprio perde la calma un “ma sarai stronzo?” o un “Co…ne” saranno epiteti che nessuno potrà mai considerare discriminatori…
    conosco in prima persona la trance agonistica e dio solo sa quante bestemmie vola(va)no in campo… provocare l’avversario è nell’indole di molti, rispondere alle provocazioni pure… ma se sei un nazionale francese e stai giocando una partita di champions con i gradi di capitano dovresti anche avere una certa esperienza…
    quando si arriverà a capire che ove necessario si possa offendere qualcuno senza ricorrere a tematiche sessuali o razziali sarà sempre troppo tardi…

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