Zebre: l’attacco gira, la difesa no

Le statistiche individuali della Guinness Pro 14 vedono i bianconeri eccellere, ma non arrivano i risultati.

I numeri, spesso, non dicono tutto. Quelli della Guinness Pro 14 dopo tredici giornate dicono, per esempio, che le Zebre sono decisamente la squadra che meglio si comporta palla in mano, ma il gioco creato dai bianconeri, gli spunti individuali, poi non si trasformano in vittorie e punti in classifica. Perché se le Zebre attaccano tanto, in difesa i problemi sono evidenti.

Quella differenza punti che fa male

La prima cosa che balza all’occhio guardando la classifica della Guinness Pro 14 è la differenza tra i punti fatti e quelli subiti dalle Zebre. Alla prima voce, infatti, appare un incoraggiante 271, il che porrebbe in una graduatoria aggregata i bianconeri al nono posto generale. Alla voce punti subiti, però, la cifra è 367, e qui peggio delle Zebre hanno fatto solo Dragons e Kings, con i sudafricani che addirittura devono ancora recuperare due match. Insomma, l’attacco gira, ma la difesa no.

Eccellenze individuali

Passando ai numeri individuali, le statistiche offerte da Opta raccontano di una squadra divertente, che gioca molto palla in mano e di trequarti che sanno cosa fare con l’ovale. Si pensi che Marcello Violi, il numero 9 bianconero, è il giocatore che ha effettuato più passaggi in tutto il Pro 14, mentre Carlo Canna da par suo è terzo come punti realizzati e turnover vinti, e primo come palloni calciati.

Tanta corsa

Non solo, perché se si guarda ai metri guadagnati il giovane Matteo Minozzi è quinto in classifica con 715 metri conquistati, mentre Tommaso Castello è quinto come numero di palloni portati avanti sul terreno di gioco. Se si parla di ‘clean break’, invece, cioè di buchi trovati, Mattia Bellini è secondo in classifica, con Giulio Bisegni settimo. E’ Renato Giammarioli, invece, a eccellere nei difensori battuti, ben 41, che gli valgono la quarta posizione in questa particolare classifica.

Ma la difesa non c’è

Insomma, palla in mano le Zebre sono una delle migliori formazioni della Guinness Pro 14 e i suoi protagonisti sono ai primi posti nelle rispettive classifiche (certo, va detto che a causa dei pochi rincalzi i bianconeri hanno anche un minutaggio molto superiore agli avversari). Il problema, però, è quando la palla non è in mano dei bianconeri. Facendo un paragone crudo con i ‘cugini’ di Treviso, si vede come il XV di Parma ha segnato 31 mete contro le 25 dei biancoverdi, ma ne ha subite ben 46, mentre la Benetton ha incassato solo 31 mete. Una differenza che vuol dire tre vittorie in più per la Benetton e l’ultima posizione nella conference A per le Zebre.

Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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7 commenti su “Zebre: l’attacco gira, la difesa no

  1. Buongiorno,
    Le statistiche sono parametrate coi minuti giocati o sono assolute e non tengono conto dei minuti giocati?
    Le zebre hanno quasi sempre usato gli stessi giocatori per cui se non tengono conto dei minuti giocati è palese che sono avanti in molte classifiche. Chiedo questo non per sminuire il valore dei giocatori delle zebre ma per leggere bene questi numeri.

  2. bisogna metterci d’accordo sul concetto di divertimento…
    io trovo il rugby dell’emisfero sud troppo “arioso” ed approssimativo…
    allo stesso modo anche se apprezzo gli sforzi offensivi e le manovre allargate delle zebre, la loro difesa schierata a presepe mi fa dimenticare quanto di buono proposto…
    quei poveri disgraziati che eccellono nelle statistiche hanno giocato quasi il doppio dei loro pari ruolo… non credo che il ruolo della federazione sia quello di allestire una franchigia federale per spremere i nazionali più di quanto avrebbe fatto un club estero…
    sono consapevole di essere in minoranza, ma è più probabile che mi emozioni più un 13-7 tra Glasgow e Munster che un 44-38 tra Sharks e Rebels…

    1. “difesa schierata a presepe” mi sembra sia una locuzione usata da gareth edwards dopo la famosa meta coi barbarians giusto?

      😀

  3. Per come l’ho vista io :
    Le Zebre giocano questo rugby più “libero” dalla scorsa stagione, con il subentro di Jimenez al posto di Guidi alla panchina dei ducali.
    Io fui uno dei primi a storcere il naso, secondo me per portare a termine la stagione disastrosa con qualche piccola soddisfazione, con la rosa che avevamo, bisognava continuare a puntare sulle fasi statiche e se è vero che arrivò una bella vittoria contro Newport in casa, invece a Cardiff, secondo me, perdemmo proprio per aver buttato via più di un tempo a giocare “liberi” mentre rischiammo di vincere nel secondo tempo grazie ad un pacchetto di mischia in quella partita nettamente superiore agli avversari.
    Da allora di tempo non ne è passato molto, meno di un anno, ma sono cambiati molti giocatori oltre allo staff tecnico e le zebre mi hanno convinto partita dopo partita che questa è la strada giusta.

  4. la traccia di world rugby è chiara a tutti: spettacolo e commercializzazione
    meglio le partite che finiscono 50-46 che 20-16
    e comunque attaccare è sempre una parte del gioco e trovo che Bradley sia molto furbo in questo, appoggiandosi ai fondamentali che richiedono “meno giocatori”

  5. Ci sono molti parametri per misurare l’efficacia e l’efficienza di un sistema di gioco. Inoltre, non c’è come il rugby che necessita di molto tempo per raggiungere standard di precisione ed esecuzione di piani di gioco. Può essere che si stia sbagliando tutti, ma l’impressione è che a Parma Bradley stia costruendo qualcosa d’importante.
    Detto questo, ognuno si diverte come può e le percussioni di Giammarioli, Mayer e Minozzi sono a mio parere, rugby di altissimo livello intorno al quale va costruito quel che manca, più che criticare quel che c’è.

  6. Immagino che con i nuovi arrivi, grazie all’integrazione del contributo f.i.r., le zebre possano migliorare.
    In allenamento potranno concentrarsi di più sull’assimilazione degli schemi difensivi senza l’affanno di dover giocare per forza tutti ogni fine settimana.
    Credo sia questo l’aspetto positivo e questo vale a maggior ragione per il giovane Minozzi che ora, finalmente, ha il suo pari ruolo, quel Padovani tanto dileggiato quest’estate da alcuni postisti zebroti che spero ora cambino definitivamente idea come hanno iniziato a fare usando aggettivi più appropriati magari, per imbarazzo o postuma vergogna, utilizzando Nick nuovi.

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