Sport e Sesso: Australia, stipendi equiparati

La Federazione australiana ha deciso che lo stipendio base per i giocatori e le giocatrici delle nazionali 7s e i giocatori del Super Rugby sia uguale.

Uno stipendio base che, ovviamente, poi vedrà disvalori importanti più si salirà nella scala dei valori in campo, ma uno stipendio base per tutti. E’ l’accordo che ha portato alla firma del nuovo contratto collettivo che vale fino al 2020 e che, per la prima volta, coinvolge anche il rugby femminile.

Non è un caso che la data di scadenza sia il 2020, perché è l’anno delle Olimpiadi di Tokyo, quando l’Australia 7s femminile difenderà il titolo conquistato a Rio due anni fa. E le ragazze del 7s, così come i maschi e i giocatori delle franchigie australiane del Super Rugby avranno tutti uno stipendio base di 44.550 dollari australiani, equivalenti a 29mila euro annui. Ovviamente gli stipendi dei giocatori di livello top del rugby a XV saranno ben diversi, ma un’importante conquista per il rugby in rosa.

Non solo, perché l’accordo stipulato ieri prevede anche accordo per quel che riguarda la gravidanza, con il contratto in essere che non decadrà se una giocatrice resta incinta, ma che riprenderà dal momento in cui la rugbista potrà tornare ad allenarsi e a giocare. Insomma, non solo garanzie economiche e sociali importanti, ma anche un segnale di come il rugby femminile conquisti ogni giorno di più dignità e valore nel rugby mondiale.

Il contratto collettivo, che tra l’altro prevede l’innalzamento delle rose delle squadre di Super Rugby da 35 a 40 giocatori con il salary cap aumentato di mezzo milione di dollari australiano, che arriva al termine di un anno difficile per l’Aru dopo la decisione di tagliare Western Force dal Super Rugby. Ma un accordo collettivo importante e che segna una pagina nuova della palla ovale. Anche rosa.

Foto – Instagram/emmatonegato

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Duccio Fumero

Giornalista professionista tuttofare. Il suo amore per il rugby nasce dal mix, pericoloso, di tre passioni: la bellezza del gioco, l’Irlanda e la birra. Per dieci anni ha curato il blog Rugby 1823 all'interno della piattaforma editoriale Blogo.

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Un commento su “Sport e Sesso: Australia, stipendi equiparati

  1. Non è un commento sessista, giuro, ma se a rivolgersi alla federazione per chiedere la parità di trattamento è stata l’atleta ritratta nella fotografia, con quel suo sorriso, beh, perbacco e perdiana, mi meraviglio che alle sue colleghe della nazionale seven non siano stati garantiti il doppio di 44.550 dollari australiani, quindi 89.100 dollari australiani, ovvero 58.000 euro annui.
    Ripeto: non è sessista e riguarda il tema dell’articolo quindi dovrebbe “passare” 😉 .

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