Rugby e Periferie: incendio ai danni dei Briganti

Il Grillotalpa parla del vigliacco gesto che ha distrutto la club house della società che da anni lavora nella difficile periferia di Catania.

Un gesto vigliacco, infame, che manda letteralmente in fumo anni di rinunce e sacrifici, di un impegno continuo in un quartiere complicato. Un gesto che lascia senza parole ma a cui il rugby italiano saprà rispondere.

Quella dei Briganti di Librino è una di quelle storie di rugby di cui parla spesso un po’ tutta la stampa, anche quella che non segue quasi mai o del tutto le vicende ovali. La storia di un gruppo di persone che decidono di fare qualcosa per cercare di migliorare, almeno un po’, la vita dei ragazzi di un quartiere difficile di una città del sud. Nel caso dei Briganti si tratta di San Teodoro in quel di Catania.

Una squadra nata nel 2006, che vagabonda per un po’ di anni prima di occupare e risistemare un impianto pubblico descritto così da Marco Pastonesi su Repubblica un paio di anni fa: “un campo, due palestre, spogliatoi e club-house, progettato per le Universiadi del 1997, poi dismesso, vandalizzato, profanato, ma mai dimenticato – realizzato con i soldi dei contribuenti; quelli che in due mesi e con una centinaio di persone lo sistemarono; quelli che da allora lo restaurano, lo arricchiscono, lo presidiano; quelli che il 12 maggio 2015 lo hanno finalmente conquistato con una convenzione di comodato d’uso gratuito per sei anni, si spera rinnovabili. Briganti: illegali ma giusti, idealisti e romantici ma pratici e concreti”.

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